My Blog » 2011 » November

Archivio di November, 2011

Solipsismo nella nebbia

Tuesday 22 November 2011

Se sei immerso nella nebbia vedi solo a pochi metri da te. Provi a spostarti, e anche lì è uguale. Come se tu, quando sei immerso nella nebbia, con il calore del tuo corpo riuscissi a scioglierla per un po’ di metri, riuscissi a creare un cerchio tutt’intorno a te dove la nebbia, un po’, si dirada, e tu riesci a vedere. C’è un libro che si chiama Understanding Comics, Capire il fumetto, di un fumettista americano che si chiama Scott McCloud, dove si spiega che ciò che è disegnato in una vignetta rappresenta sempre solo una parte del mondo, se ricordo bene, e che noi, vedendo una vignetta, ci immaginiamo che ci sia, in qualche modo, il resto del mondo oltre i bordi della vignetta. Ma i disegnatori, il resto del mondo che sta oltre i bordi della vignetta, non lo disegnano mica. Ecco, stare nella nebbia è un po’ come stare in una vignetta. Ci son dei bordi che limitano il visibile e noi ci immaginiamo che ci sia qualcosa anche al di là, ma il disegnatore, in realtà, non l’ha mica disegnato. Ecco, nella nebbia è così. Questo porterebbe a interessanti conseguenze riguardanti la visione del mondo e la percezione di sé che per amore del lettore (grazie, prego) non affronteremo.

17 Commenti

Silenzio in Emilia

Monday 21 November 2011

Ieri mattina ero a Carpi. Fa freddo a Carpi. Caldo e zanzare d’estate, freddissimo d’inverno. Io ero in maglietta e giubbotto, come son vestito a Cuneo, pensavo sinceramente che a Carpi facesse più caldo. Sabato sera avevo detto all’ing. Manicardi che se mi svegliavo verso le nove lo chiamavo per fare colazione insieme. Poi invece alle sette ero già in viaggio. Mi son svegliato alle sei, poi alle sette non sapevo più cosa fare, son partito. Non si vedeva niente. C’era una nebbia, a Carpi, c’era talmente tanta nebbia che non si vedevano i cartelli. Ho dovuto orientarmi con il navigatore, ché io Carpi non la conosco, e non si vedeva niente. Dice il prof. Tondelli che Carpi è bella, non da starci, ma da vedere. Come Venezia. Per me, il fatto che Carpi sia bella, è un po’ un atto di fede. Non ho visto niente. Dice l’ing. Manicardi che a Carpi c’è la piazza più grande del mondo, non si vede neanche dove finisce.
Ho preso l’Autostrada del Brennero. Col navigatore son riuscito a prenderla nel verso giusto, ma c’è stato un momento in cui ho avuto dei dubbi. Ho fatto colazione, saranno state le sette e qualcosa, in un autogrill a Campogalliano. Sulla cassa c’era un pupazzo che cantava Feliz Navidad. Credo sian le prime parole che ho sentito, ieri mattina, Feliz Navidad, in spagnolo, cantate da un pupazzo sulla cassa dell’autogrill. Poi, ripartendo, su un tabellone luminoso ho visto che segnalavano nebbia a banchi fino all’innesto con l’autostrada A1. Mancava poco, mi son sentito sollevato. Poi invece dopo c’era ancora più nebbia. È il fatto della tratta di competenza, mi son detto. La loro tratta di competenza è fino all’innesto con la A1, e fin lì c’è nebbia, poi dopo se c’è nebbia anche sulla A1, loro non sanno, non dicono, se ne lavano le mani. Non ci pensano, che a uno che viaggia, invece, magari gl’interessa. C’era poi nebbia fino a Asti, pensavo non sarebbe finita più, e invece arrivi a Asti, tutto d’un tratto c’è il sole. Sembrava di essere arrivati nella primavera.
Non ho grossa dimestichezza con la nebbia. A Cuneo non arriva quasi mai, la nebbia. È un prodotto esotico, per noi. Probabilmente adesso tutto cambierà: arrivano i manghi e gli avocadi, vuoi che non arrivi anche la nebbia.
Viaggiare con la nebbia è una sensazione strana. Sei immerso in questa sbobba bianca che si dissolve per qualche metro intorno a te, e poi si ricompone quando sei passato. Tutti i posti sembrano uguali, quando sei nella nebbia. Ti senti sospeso, non ti sembra neanche di aver viaggiato. Per tutto il viaggio, non ho neanche acceso la musica. Sono stato lì, nel silenzio, nel silenzio della nebbia, nel silenzio dell’Emilia.

11 Commenti

Sono una persona orribile /38

Thursday 3 November 2011

Ieri mi hanno regalato un buono per un caffé al bar. Sono subito andato al bar a spenderlo. Mi sono sentito un po’ come quelli che vincono al superenalotto e vanno subito a ordinare la Ferrari.

14 Commenti

Poesia che mi vergogno come un ladro

Wednesday 2 November 2011

Cosa dici
che non mi vedono
che mi fai fare
le figure
che lo sai come sono
che io mi vergogno come un ladro
e se mi vedono
piuttosto che mi vedano
io me la faccio anche addosso
lo sai come son fatto
non si può spiegare
sarà l’educazione
non lo so
tutte le volte che non trovo un bagno
pisciar per la strada
io mi vergogno come un ladro
che poi
qua come paese
siamo abbastanza incivili
non c’è un vespasiano a pagarlo
e non è che uno può prendere
dieci caffè
in dieci bar
o magari anche nello stesso
no, nello stesso no
che figura
io solo a pensarci
guarda
non lo so
mi vergogno come un ladro.

9 Commenti