Ieri mattina ero a Carpi. Fa freddo a Carpi. Caldo e zanzare d’estate, freddissimo d’inverno. Io ero in maglietta e giubbotto, come son vestito a Cuneo, pensavo sinceramente che a Carpi facesse più caldo. Sabato sera avevo detto all’ing. Manicardi che se mi svegliavo verso le nove lo chiamavo per fare colazione insieme. Poi invece alle sette ero già in viaggio. Mi son svegliato alle sei, poi alle sette non sapevo più cosa fare, son partito. Non si vedeva niente. C’era una nebbia, a Carpi, c’era talmente tanta nebbia che non si vedevano i cartelli. Ho dovuto orientarmi con il navigatore, ché io Carpi non la conosco, e non si vedeva niente. Dice il prof. Tondelli che Carpi è bella, non da starci, ma da vedere. Come Venezia. Per me, il fatto che Carpi sia bella, è un po’ un atto di fede. Non ho visto niente. Dice l’ing. Manicardi che a Carpi c’è la piazza più grande del mondo, non si vede neanche dove finisce.
Ho preso l’Autostrada del Brennero. Col navigatore son riuscito a prenderla nel verso giusto, ma c’è stato un momento in cui ho avuto dei dubbi. Ho fatto colazione, saranno state le sette e qualcosa, in un autogrill a Campogalliano. Sulla cassa c’era un pupazzo che cantava Feliz Navidad. Credo sian le prime parole che ho sentito, ieri mattina, Feliz Navidad, in spagnolo, cantate da un pupazzo sulla cassa dell’autogrill. Poi, ripartendo, su un tabellone luminoso ho visto che segnalavano nebbia a banchi fino all’innesto con l’autostrada A1. Mancava poco, mi son sentito sollevato. Poi invece dopo c’era ancora più nebbia. È il fatto della tratta di competenza, mi son detto. La loro tratta di competenza è fino all’innesto con la A1, e fin lì c’è nebbia, poi dopo se c’è nebbia anche sulla A1, loro non sanno, non dicono, se ne lavano le mani. Non ci pensano, che a uno che viaggia, invece, magari gl’interessa. C’era poi nebbia fino a Asti, pensavo non sarebbe finita più, e invece arrivi a Asti, tutto d’un tratto c’è il sole. Sembrava di essere arrivati nella primavera.
Non ho grossa dimestichezza con la nebbia. A Cuneo non arriva quasi mai, la nebbia. È un prodotto esotico, per noi. Probabilmente adesso tutto cambierà: arrivano i manghi e gli avocadi, vuoi che non arrivi anche la nebbia.
Viaggiare con la nebbia è una sensazione strana. Sei immerso in questa sbobba bianca che si dissolve per qualche metro intorno a te, e poi si ricompone quando sei passato. Tutti i posti sembrano uguali, quando sei nella nebbia. Ti senti sospeso, non ti sembra neanche di aver viaggiato. Per tutto il viaggio, non ho neanche acceso la musica. Sono stato lì, nel silenzio, nel silenzio della nebbia, nel silenzio dell’Emilia.