Se sei immerso nella nebbia vedi solo a pochi metri da te. Provi a spostarti, e anche lì è uguale. Come se tu, quando sei immerso nella nebbia, con il calore del tuo corpo riuscissi a scioglierla per un po’ di metri, riuscissi a creare un cerchio tutt’intorno a te dove la nebbia, un po’, si dirada, e tu riesci a vedere. C’è un libro che si chiama Understanding Comics, Capire il fumetto, di un fumettista americano che si chiama Scott McCloud, dove si spiega che ciò che è disegnato in una vignetta rappresenta sempre solo una parte del mondo, se ricordo bene, e che noi, vedendo una vignetta, ci immaginiamo che ci sia, in qualche modo, il resto del mondo oltre i bordi della vignetta. Ma i disegnatori, il resto del mondo che sta oltre i bordi della vignetta, non lo disegnano mica. Ecco, stare nella nebbia è un po’ come stare in una vignetta. Ci son dei bordi che limitano il visibile e noi ci immaginiamo che ci sia qualcosa anche al di là, ma il disegnatore, in realtà, non l’ha mica disegnato. Ecco, nella nebbia è così. Questo porterebbe a interessanti conseguenze riguardanti la visione del mondo e la percezione di sé che per amore del lettore (grazie, prego) non affronteremo.