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Archivio di March, 2012

Dura fino a 5 volte di più sulla spugna

Wednesday 28 March 2012

Arnaldo Ravaschietto, di anni 71, di Centallo (CN), il giorno 22 novembre 2011 scrisse una lettera dai toni molto arrabbiati al giornale La Guida, settimanale cattolico diocesano, lamentando il fatto che il prodotto Svelto Gel Attivo, super concentrato, all’aroma di limone verde, profumava in realtà di chinotto. Che poi il chinotto era anche il suo gusto preferito, ma non c’entrava, diceva.

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Unesco Unesco amore mio

Wednesday 21 March 2012

Stamattina avevo in mente di scrivere una poesia, poi c’era il signor Potts che m’ha detto che oggi l’Unesco celebra la Giornata Mondiale della Poesia

e io tutte le volte che son stato in un posto dove c’era scritto Patrimonio dell’umanità dell’Unesco m’è sempre venuta voglia di andar via, tutto di un finto, morto, conservato, stantio, che se stavo a casa a guardarlo su internet era uguale

m’è passata la voglia, di scrivere una poesia

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Poi diventa matto

Friday 16 March 2012

Uno non ci pensa, che a pensarci diventa matto, e allora non ci pensa, perché se ci pensa, quando uno per esempio è lì che deve fare la pipì, hai presente? quando uno è lì che deve fare la pipì e non la può fare, cosa fa, la tiene, la tiene e la tiene e fa pressione perché non esca, e nel frattempo se ne produce dell’altra, il sangue scorre, i reni funzionano, la produzione di pipì nel corpo umano è un continuo, non è che smette da un momento all’altro perché l’hai deciso tu, non lo puoi mica decidere consciamente, dire adesso dico al mio corpo di smettere di produrre pipì, e sei lì, che la devi fare, ma non la puoi fare, vuoi perché magari sei in coda in macchina, vuoi perché magari è in un momento che sarebbe sconveniente, e cosa succede? non lo so cosa succede, però secondo me la vescica si deve svuotare, e si svuota dentro il corpo, e la pipì rientra in circolo col sangue, e cerca di uscire, e uno si mette a sudare e sudare, hai presente quando ti scappa tanto la pipì e ti vien da sudare? e per forza di cose poi suda pipì, tu pensa l’odore, poi pensa se uno ha mangiato degli asparagi, che figure, che uno magari non ci pensa ma se ci pensa, porca di una miseria, diventa matto.

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Non di quelli che comprano i mobili antichi

Tuesday 13 March 2012

Ma te che conosci tanta gente, te sai mica di qualcuno che gli interessano i mobili antichi, che io ho un divano antico, avrà sessanta settant’anni, è proprio antico, ce l’ho di là, te lo faccio vedere, che per me, alla mia età, comincia a essere un po’ duro, e io lo venderei volentieri, per comprarmene uno moderno, anche da poco, ma un po’ più morbido, vieni di là, te lo faccio vedere, nel granaio, vedi, questa parte qua della casa l’ho presa in eredità, solo che non vengo tanto, ci tengo le piante nell’inverno, qua senti come fa freschino, con questi muri c’è la temperatura costante tutto l’anno, e le piante nell’inverno stanno bene, e ci ho messo anche lì, il divano, lo vedi? figurati che è di un pesante, pesante come un trono, ho dovuto tirarlo con una corda, l’ho legata li sotto è ho tirato, dalla cucina poi nel giardino e poi qui dentro, spero di non averlo rovinato, che è antico, magari vale anche dei soldi, te pensi di conoscere qualcuno che magari vuol comprarlo? ma non quelli che comprano i mobili antichi, perché quelli lì mi han detto di fare attenzione, che vengono a vedere e poi ti fregano, ti prendono il divano e poi ciao, te non li vedi più e ci rimetti anche il divano.
Certo è un po’ da rifare, tutta l’imbottitura è da cambiare e anche il legno si vede che è usato, ma per forza, è antico, avrà sessanta settant’anni, ma è bello, ce l’abbiamo qua da quando ero piccola, se te conosci qualcuno che può essere interessato, ma non di quelli che comprano i mobili antichi eh, che quelli lì, coi tempi che corrono, se conosci qualcuno me lo dici?

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Una cosa che mi è venuta in mente su Lucio Dalla in occasione della sua prematura scomparsa

Saturday 3 March 2012

Una cosa che mi ricordo di Lucio Dalla è che l’anno scorso eravamo a Reggio Emilia, alla festa dell’unità, o come si chiama adesso, sarà stato mezzanotte, eravam lì che guardavamo uno che suonava il pianobar e faceva anche un po’ ridere, e uno di quelli che era con me ha detto Hai presente quella canzone di Dalla che si chiama Disperato Erotico Stomp che a un certo punto dice A Berlino ci son stato con Bonetti? Be’, quello lì è Bonetti.

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Solo io e lui

Friday 2 March 2012

Ma sai che hai fatto bene a venire, ci pensavo proprio l’altro giorno, ti volevo telefonare, che ho visto alla televisione, sai quella cosa che c’è al mattino, Fatti i fatti vostri, e c’era quello lì che ogni tanto invitano, adesso mi scappa il nome, e diceva, quello lì, la scatola nera, diceva anche le banche il conto arancio, che adesso dicono che si guadagna anche più dei bot, io non lo so, non ho mica capito, volevo chiederti la scatola nera, e hai fatto bene a venire, che ho sentito lì in televisione che con la scatola nera, se ho capito bene, le assicurazioni te la mettono poi gratuitamente, non ho capito tanto a cosa serve, ma io che faccio pochi chilometri, lo sai, magari ci sarebbe da risparmiare, con la scatola nera, io che viaggio poco, non vado più neanche a Mondovì, io andavo, ma adesso han messo tutte quelle rotonde, con tutti quei segnali che son anche diversi da quelli normali e io se mi metto lì a leggere i segnali poi la gente dietro è già mentre che suona, non mi sento più sicura, anche l’anno scorso, che io andavo sempre a Mondovì, lì dietro la Valeo, a portare la macchina al collaudo, l’anno scorso non son più andata, son andata qua vicino, è un peccato perché quelli dell’officina di Mondovì eran simpatici, mi davano sempre qualcosa, dei profumini, una biro, qualcosa, poi mi dicevano lei stia pure lì al caldo, signora, facciamo tutto noi, vuole un caffè? eran proprio simpatici, la possiamo accompagnare fino fuori Mondovì? mi piacevano, erano brava gente, ma simpatici! mi davano sempre qualcosa, dei profumini, delle piccole cose, solo che adesso han aperto l’officina dei collaudi anche qui, giusto appena dopo l’autostrada, è comodo, e son andata lì, che per le strade non mi sento poi mica più tanto sicura, ma che antipatici, ero lì che pagavo c’era uno giovane, non giovane come te, te sei giovane ma quello lì era più giovane, c’era lì un sacco con dei profumini, come si chiamano, deodoranti per auto, allora ne ho preso uno, ho detto questi qui si possono prendere? e questo qui, ma di un antipatico, mi ha detto costano due euro e cinquanta signora, ma io li compero dai marocchini, dai marocchini costano un euro, ce l’ho detto, guardi io preferisco comperarli dai marocchini, i marocchini li mettono a un euro giusto e cosa vuoi, son gente antipatica, a Mondovì mi davan sempre qualcosa, questi qua niente, io pago sessantaquattro euro, loro ci mettono dieci minuti a fare il collaudo e non mi danno niente? è un peccato che io a Mondovì non mi sento tanto sicura a andare, io quando devo andare all’ospedale mi faccio accompagnare da mia cugina, che anche lei è senza figli, e lei mi dice vai di qua vai di là e io non guardo i cartelli né niente, vado dritta e a posto, guido bene, io se son con lei son più sicura anche nelle rotonde, lei mi dice dai precedenza, gira a sinistra, STOP! e io vado come un treno, anche a Cuneo son andata, son andata a una sepoltura di uno che era ancora mio parente, sai quello che ha il deposito dei carburanti, che ha il distributore quello là sotto da Cuneo, eh, e niente, è morto e son andata con un’altra mia cugina, che poi non è mia cugina è la mia vicina di casa, ma io dico mia cugina, e siamo andati lì a Cuneo in quella chiesa di Corso Vittorio, quella lì che ci ha un battistero che sembra una piscina, abbiam parcheggiato sul corso, poi dopo guardavo ogni tanto la macchina mi sembrava che c’era un foglio attaccato al vetro e dicevo a mia cugina avrò mica preso una contravvenzione? ma no mi diceva mia cugina, che poi non è neanche mia cugina ma lasciamo stare, ma no stai tranquilla che si può parcheggiare, sul corso, se non si può parcheggiare sul corso dove si può parcheggiare, ma io continuavo a guardare ogni tanto la macchina ero un po’ preoccupata, poi quando è finita la sepoltura siamo andate alla macchina c’era il biglietto c’era scritto: scusi signora le ho toccato la macchina con il nome cognome e l’indirizzo e il numero di telefono, ma che signore gentile, che sarebbe solo giusto, sì, ma al giorno d’oggi c’è della gente, la maggior parte della gente non lo farebbe mica, c’era una piccola dorgna sul paraurti davanti, allora poi quando siam venute a casa suo figlio gli ha telefonato, ha detto che ero sua zia e lui ci ha detto di farla vedere da un carrozziere e di dirgli quanto fa, io son andata, m’han detto che qui c’era da smontare il paraurti faceva cento euro, allora ci ho telefonato, una persona graziosa, mi ha detto va bene io poi ce li do, poi ho parlato con il figlio di mia cugina che mi ha detto che secondo lui smontare il paraurti, con la mia macchina che è un po’ arrugginita, magari non si faceva un bel lavoro, magari se gli mettevano un po’ di quella cosa, adesso non mi viene la parola, ecco, della pasta, se gli mettevano della pasta riuscivano a metterla abbastanza a posto, allora son andata alla carrozzeria, gli ho chiesto se non potevano per caso metterci anche solo della pasta, loro han detto sì, costava cinquanta euro, così alla fine ci ho telefonato a quel signore gentile, mi sembra che lavora in una banca, in una banca a Cuneo, io se una volta vado di nuovo a Cuneo vado a trovarlo in banca, che lo voglio ringraziare, comunque ci ho telefonato, ci ho detto che avevo trovato un modo per farlo risparmiare, che costava solo cinquanta euro, e lui mi ha detto che di onesti, eravam rimasti solo io e lui.

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