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Archivio di June, 2012

Oi dialogoi

Wednesday 27 June 2012

«Hai visto Pippi?»
«È in camera sua».

(Pippi è l’aspirapolvere)

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Un po’ una dichiarazione

Wednesday 27 June 2012

La mia macchina nuova mi piace proprio, la guardo e penso che mi piace. Mi dà soddisfazione, guardarla. Penso che ho fatto proprio una bella scelta, che ho un gran gusto: il modello, il colore, come son fatti i fari, un po’ tutto mi piace di questa macchina. A volte glielo dico, e lei lo sa. Quando capita che è parcheggiata in mezzo a delle altre macchine, io arrivo di soppiatto, e quando son a qualche metro da lei le dico: Qual è la macchina più bella di questo parcheggio? E dicendolo schiaccio il bottone del telecomando, e lei subito risponde aprendo gli specchietti e lampeggiando le quattro frecce. È evidente, ci piacciamo.

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Poesia della farfalla morta

Tuesday 26 June 2012

Quando muore una farfalla
e ti cade sul davanzale
sembra un ricciolo
che ti cade
mentre temperi la matita.

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Guardati dai falsi amici

Monday 18 June 2012

A volte mi capita di vedere delle interviste a degli sportivi, e nelle interviste questi sportivi dicono che loro son confidenti, poi i commentatori dicono anche loro che son confidenti, lì son tutti confidenti, ma confidenti di cosa, saran confidenti gli uni con gli altri, si scambieran delle confidenze, tutti lì, negli spogliatoi, gli sportivi e i commentatori, tutti a farsi delle confidenze, e a me vien da pensare che se io li conoscessi, quegli sportivi e quei commentatori, che me li immagino, sottovoce, dentro degli spogliatoi che son come dei confessionali, a farsi delle confidenze, a parlarsi nelle orecchie, se li conoscessi io andrei lì e gli direi Stai attento, stai attento a far delle confidenze, che poi ti fregano, gli mettono un microfono davanti e loro non si tengon mica, loro van lì, gli mettono un microfono davanti, e loro dicon tutto, spiattellano tutto, altroché farsi delle confidenze, porca miseria, far delle confidenze a quella gente lì è come andare a dirlo in televisione, stai attento, e stai attento anche a dirlo in giro, che sei confidente, che magari poi ci son delle persone che voglion sapere che cosa sono quelle confidenze, e poi vedi, magari ti rapiscono, ti torturano, ti mettono gli spilli sotto le unghie, ti strappan le dita con le tenaglie, ti spengono le cicche di sigaretta addosso, se ci penso mi fa male anche per te.

Quando ero piccolo c’era un giornale da donne che si chiamava Confidenze. Poi ce n’era anche uno che si chiamava Intimità.

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La corsa dell’evoluzione

Thursday 7 June 2012

L’umano, ho sempre pensato, nella sua evoluzione, mi dicevo, è sempre stato caratterizzato da una progressiva perdita di pelo. È vero, cosa vuoi fare, se guardi le scimmie, poi guardi i vari stadi dell’evoluzione, ci son sempre meno peli in ballo, e io, nel mio essere glabro, mi ritengo, e mi son sempre ritenuto, un passo avanti, un post-umano, e a ragione, secondo me. Li guardi, certi capelluti, certi barbuti, e non puoi non pensare che debbono esser rimasti un po’ indietro, son gente che, evidentemente, ha i geni pigri, che magari si son fermati a riposarsi un po’, si son fermati a bere una bevanda in un chioschetto, poi vuoi non fare due parole, e magari prendi anche un po’ di formaggio, un bicchiere di vino, poi passa il tempo, e quando guardi l’orologio è già tardi, la corsa per l’evoluzione l’hai bella che persa. Io, mi son sempre detto, son un passo avanti, son tra i primi nella corsa per l’evoluzione, di sicuro salirò sul podio, magari non primo, ma sicuramente mi piazzo bene. Poi l’altro giorno mi son guardato, ho un bel po’ di peli, sotto le ascelle. A cosa servano non so, ma di sicuro, un po’, nella mia corsa, mi rallentano. Uno di questi giorni li taglio.

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Poesia della costiera amalfitana

Tuesday 5 June 2012

A Minori (SA),
nella costiera amalfitana,
si chiamano tutti Antonio.
Si chiama Antonio il panettiere,
Antonio il farmacista,
Antonio il prete.

In paese,
per distinguersi,
tra di loro si chiamano:
Tonino.

Si chiamano tutti Antonio,
tranne uno,
che si chiama Gennaro,
ma non è molto ben visto.

In paese
lo chiamano tutti:
L’originale.

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