L’umano, ho sempre pensato, nella sua evoluzione, mi dicevo, è sempre stato caratterizzato da una progressiva perdita di pelo. È vero, cosa vuoi fare, se guardi le scimmie, poi guardi i vari stadi dell’evoluzione, ci son sempre meno peli in ballo, e io, nel mio essere glabro, mi ritengo, e mi son sempre ritenuto, un passo avanti, un post-umano, e a ragione, secondo me. Li guardi, certi capelluti, certi barbuti, e non puoi non pensare che debbono esser rimasti un po’ indietro, son gente che, evidentemente, ha i geni pigri, che magari si son fermati a riposarsi un po’, si son fermati a bere una bevanda in un chioschetto, poi vuoi non fare due parole, e magari prendi anche un po’ di formaggio, un bicchiere di vino, poi passa il tempo, e quando guardi l’orologio è già tardi, la corsa per l’evoluzione l’hai bella che persa. Io, mi son sempre detto, son un passo avanti, son tra i primi nella corsa per l’evoluzione, di sicuro salirò sul podio, magari non primo, ma sicuramente mi piazzo bene. Poi l’altro giorno mi son guardato, ho un bel po’ di peli, sotto le ascelle. A cosa servano non so, ma di sicuro, un po’, nella mia corsa, mi rallentano. Uno di questi giorni li taglio.