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Archivio di July, 2012

Fiumi, pietre, uccelli

Monday 23 July 2012

Bisogna scendere al fiume, per camminare. Là, lungo il fiume, c’è una pista ciclabile, e camminabile, e corribile, che fa tutto il giro della città. Basta scendere giù, fai un paio di centinaia di metri, e ti sembra di essere in un altro mondo, lontano da tutto, lontano da tutti. A volte, nei giorni di festa, c’è pieno di gente, gente che cammina, che corre, che va a farsi un giro in bici. Ieri no, non c’era nessuno: abbiamo incontrato cinque o sei persone in tutto. A volte parlottavamo, a volte stavamo zitti. C’è una parte del percorso in cui cammini proprio vicino al fiume. È secco, il fiume, oggi. Non mi sono mai accorto che il fiume fosse così largo. Stavamo in silenzio, mentre costeggiavamo il fiume, e il paesaggio sembrava lunare, quasi; una distesa di pietre grigie, inframmezzate da delle isolette verdi, con cespugli, e alberi, che erano isolette, sì, un tempo, ma adesso sono isolette in mezzo a una pietraia, una pietraia di pietre grigie e arrotondate.
Quando facevamo silenzio, si sentivano gli uccelli cantare. Ho una sveglia, che fa il suono degli uccellini, è una sveglia che mi avevano regalato, che comincia a fare una luce fioca mezz’ora prima dell’ora a cui suona, e pian piano, in quella mezz’ora, si accende sempre più: dicono che simulerebbe lo svegliarsi con il sole. Quando si illumina del tutto, quando è l’ora di svegliarsi, fa il suono degli uccellini. Ieri mattina, camminando lungo il fiume, quando mi accorgevo del canto degli uccellini, senza pensarci mi dicevo, via, è ora di svegliarsi, e mi veniva da spegnerli.

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Sogni

Wednesday 18 July 2012

Sono entrato completamente nudo in un piccolo supermercato senza che nessuno me lo facesse notare. Sono passato vicino alla cassa, poi dopo poco mi son accorto che qualcosa non andava, e ho detto ad alta voce: Porca miseria mi son dimenticato le mutande, e la cassiera, che evidentemente mi conosceva, ha detto: Sei sempre il solito sbadato.
Poi son tornato all’entrata, mi son messo delle mutande che avevo da qualche parte, forse in una borsa, e non so com’è andata a finire.

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A che ora è la fine del mondo

Tuesday 3 July 2012

Arrivo a casa, Maia sta stendendo, in cucina c’è l’acqua che bolle, mi chiede di buttare la pasta. Lo faccio volentieri. Guardo il pacchetto, deve cuocere undici minuti. Facciamo dieci. Guardo l’orologio. È un orologio di quelli che ti misurano anche le pulsazioni, sono appena tornato da un giro in bicicletta. Mentre aspetto, vado a darmi una sciacquata. Poi rientro in cucina, mi metto a leggere qualcosa su internet. Dopo un po’ Maia entra in cucina, dice Quanto tempo fa hai buttato la pasta? Io mi gratto la testa con sguardo imbarazzato e interrogativo. Non me lo ricordo, però avevo le pulsazioni a 92.

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