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Archivio di February, 2013

L’analisi di una notte post-elettorale

Tuesday 26 February 2013

«Ah, hai i calzini, pensavo avessi i piedi ruvidi».

La notte. Tra l’umor più nero e la voglia di ridere.
I contrasti veri, lo sai come si sta, nella notte, tra la voglia di stare a letto e la voglia di far pipì.
Ecco, è uguale.

Non solo la storia non si fa con i se e con i ma: a questo punto, la storia non si fa.

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Fondatori di religioni

Monday 25 February 2013

Mi piace sempre leggere libri che parlano della vita di Budda o di Gesù. Della vita di Maometto mi interessa meno, non mi è mai piaciuta così tanto, giuro, ci ho provato ma non funziona, però leggere della vita di Gesù o di Budda mi piace sempre. Non imparo niente però mi piace sempre.

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Io, se fossi Bonino, e mi presentassi alle elezioni

Saturday 23 February 2013

Se io non fossi Bonino, ma fossi un altro, non sarei Bonino, sarei un altro, e non so mica cosa sarei, come sarei, come mi porrei nei confronti del mondo. Se fossi Piero Grillo (nome inventato) non sarei mica io, sarei un altro, e sarebbe un bel casino, perché non ho idea come sarebbe, essere un altro, e se fossi Giacomo Monti (nome inventato), e mi presentassi alle elezioni, non lo so come mi sentirei, perché non lo sono, e immaginarsi diversi da quel che si è è una cosa che dà sempre dei problemi, pensate andare in giro e dire Buongiorno, sono Piercarlo Bersani (nome inventato), votatemi alle elezioni. Son visioni che uno fa fatica a immaginarsele. Magari con un nome diverso uno sarebbe pettinato diverso, con dei vestiti diversi, magari uno porterebbe, non lo so, chiamandosi Lucio Berlusconi (nome inventato), delle scarpe di coccodrillo, o magari un borsello, magari userebbe la brillantina Linetti, nel caso uno ne avesse bisogno. Io, se fossi Bonino, e mi presentassi alle elezioni, andrei in giro nudo con un cespo di lattuga in mano, e direi, «Ecco, io sono questo, e il mondo ha bisogno di me».

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Uno scrittore dovrebbe fermare i tori

Tuesday 19 February 2013

Uno scrittore dovrebbe fermare i tori
solo con la forza della sua poesia
dovrebbe prenderli per le corna
e portarli con sé in altalena

Uno scrittore dovrebbe rovesciare i tavoli
con la potenza delle parole
e la gente che mangia pensare
che è così che si sarebbe sempre dovuto mangiare

Uno scrittore dovrebbe arrotolare una poesia
e darla da fumare a tutti
e tutti direbbero: vacca boia che roba buona.

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