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Archivio di May, 2013

Il nostro agente a Palermo

Wednesday 29 May 2013

Qui piove, ma oggi no.
È uno di quei giorni che ogni tanto arrivano, tra una pioggia e l’altra, ma son rari. Qui piove sempre, da quando non nevica. Qualcuno mi ha detto che è la rivincita delle mezze stagioni contro il modo di dire. Qualcuno dice che ottobre non finisce mai.

In Sicilia invece un sabato di maggio c’è bel tempo, c’è il sole, a Trapani c’è l’Egitto, ma più caldo. Poi si alza il vento, e ti viene da aprire le braccia e godertelo. Lo fai.

Alla biglietteria del pullman sentirai il tuo primo minchia siciliano, nella tua testa lo chiami il battesimo del minchia, cerchi di segnartelo, venticinque maggio duemilatredici, il battesimo del minchia. Il primo autentico minchia siciliano, è da conservare, ti dici, come il primo decino guadagnato.

Hai tempo, decidi che ti va un caffè e dell’acqua, fai la coda alla cassa, e quando è il tuo turno la cassiera ti guarda, e poi, interrogativa, alza il mento. Capisci dopo un attimo che è un Buongiorno, che cosa desidera? ma più laconico, e quando andrai al bancone e la barista farà lo stesso gesto tu lo capirai subito, e quando sarai a Palermo, a incontrare le persone che devi incontrare, farai notare il minimalismo espressivo, e loro ti diranno che più che un Buongiorno, che cosa desidera? è un Che minchia vuoi?

In pullman mi guardo intorno, ti par di capire che la Sicilia sia molto beige. A maggio c’è anche molto verde, ma c’è una sorta di beige di sottofondo che incombe, e che si cerca di tenere a bada finché si può. Nel Paese dell’Arcobaleno, ti viene in mente da chissà dove, Iridella lottava contro il grigio.

Ti arriva un messaggio da tuo padre, che è a riposo forzato per un paio di giorni. Dice: È uscito il sole e io no.

Ti addormenti un po’, e ti risvegli che il pullman sta passando a Capaci, che è un posto che conosci perché son successe delle cose, e solo in quel momento ti accorgi che è un posto vero, che esiste, non una foto di una strada, con dei cartelli, e delle macchine, e delle persone di cui ancora ti ricordi. Tutto l’addormentamento ti passa, e guardi dal finestrino e pensi: Capaci.

A Palermo c’è Caterina che ti aspetta alla fermata del pullman, ti porta in vespa, e pensi subito che sarà un’esperienza da ricordare, girare in vespa come passeggero per le strade di Palermo, e invece no. Una roba normale. A Palermo, ti è sembrato, quando attraversi sulle strisce le macchine si fermano. Ti dicono: Devi solo ostentare sicurezza.

Non hai tempo di vedere Palermo, non hai tempo di salutare nessuna delle persone che a Palermo conosci, «Che bello che vai nei posti e vedi le robe», ti dicono sempre tutti. E invece non vedi mai niente.

La mattina a colazione ti fai portare in pasticceria. La pasticceria siciliana, ti dicono, è famosa. Ti convincono a assaggiare un dolce che è una specie di krapfen della dimensione di un melone, ripieno di ricotta dolce. Non fanno molta fatica a convincerti. Quando, dopo che l’hai finito, ti dicono che solo un nordico può mangiare una cosa del genere rimani interdetto. Ti dici: saranno le famose contraddizioni del mezzogiorno.

Ho deciso che io in Sicilia ci torno.

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Un post in cui con ragionevole sicurezza cerco di prevedere il futuro

Thursday 16 May 2013

Oggi, nel momento in cui scrivo, è giovedì 16 maggio 2013, e domani, posso affermarlo con ragionevole sicurezza, sarà il 17 maggio, e alle ore 15, al Salone del libro di Torino, presenterò, insieme a Paolo Nori, il suo nuovo libro, che si chiama La banda del formaggio e esce il 23 (ma al salone lo trovate in anteprima).

Con un po’ meno sicurezza, visto che più si va in là nel tempo meno sicurezza si può avere nelle previsioni, con un po’ meno sicurezza posso prevedere che domenica, al Salone OFF, che è una manifestazione che si tiene in giro per Torino nei giorni del Salone del libro, al Centro Sportivo Trecate in via Trecate 46, alle ore 15.30, faremo, con Diego Viarengo e Marco Manicardi, la Prosa della domenica, cioè le letture da I ferri del mestiere di Fruttero e Lucentini che attraverso twitter abbiamo fatto sì che fossero ristampati dalla pregiatissima e nobilissima casa editrice Einaudi.
Con quasi altrettanta sicurezza, un po’ meno perché è ancora più lontano nel tempo, ovvero un’ora dopo, posso dire che sempre al Centro Sportivo Trecate in via Trecate 46, alle ore 16.30, cioè nello stesso posto, con Stefano Andreoli parleremo di Spinoza e magari ci sarà da ridere, o da piangere, o forse nessuna delle due cose, magari pioverà, al limite portatevi un ombrello, al limite visto che c’è la piscina si può fare il bagno, e se si è bagnati non ci si accorge neanche che piove, se piove.

Poi domenica prossima, il 26, con una sicurezza che rasenta l’arroganza, vista la distanza nel tempo, vado a Palermo, c’è un workshop che si chiama Senzacarta, organizzato da una casa editrice fighissima che si chiama :duepunti (quelli che hanno edito quel libro fondamentale che si chiama Europeana); io faccio il docente, che è una cosa che mi fa un po’ ridere, ma lo faccio, cercando di non ridere. Penso che ci si possa ancora iscrivere ma bisogna far veloce.

Far delle previsioni ancora più in là è ben dura, qui a destra ho messo un calendario, il 2 giugno ci sarà Cuneo, in una manifestazione in cui ci sono anche Andrea Scanzi, Guido Catalano, Vanni Santoni, e altre cose belle. Poi il 15 giugno con Stefano Andreoli facciamo una cosa a Pompei, volevamo chiamarla Live in Pompeii, adesso vediamo se il titolo è originale.

Come si dice, restate intonati.

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Poesia su una cosa che ho notato camminando per strada stamattina

Wednesday 8 May 2013

Operai neri
(di varie sfumature di nero)
che lavorano per strada
e discutono tra loro
in piemontese.

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Piccolissima

Thursday 2 May 2013

Quel signore tanto simpatico, il Dottore, lo avevo visto poco prima che morisse, la testa gli era diventata piccolissima.

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