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Archivio di April, 2014

Non scrivere niente

Saturday 26 April 2014

Non scrivere, subito subito, sembra difficilissimo. C’era un periodo in cui scrivevo tutti i giorni, e se qualche giorno non scrivevo, in qualche modo quella giornata lì mi pareva una giornata sprecata. Anche se magari avevo fatto tantissime cose quel giorno lì, se non avevo scritto neanche due righe, mi dicevo, cosa ho fatto per me stesso oggi? E niente, mi sembrava di non avere fatto niente. Così un bel giorno mi son detto, che se scrivere deve diventare un lavoro, meglio non farlo del tutto, solo che, c’è questo problema, che se sei abituato a scrivere poi mettersi a non scrivere è difficilissimo. Quel giorno lì, mi son detto, Oggi non scrivo, ma non nel senso che non trovo il tempo, che non trovo l’ispirazione, o chissà quale scusa: mi son messo lì al computer e mi son detto, adesso non scrivo per almeno dieci minuti. In quel momento lì mi sembravano i dieci minuti più lunghi della mia vita. Un minuto che non scrivevo, due minuti, stavo sempre lì a guardare l’orologio, non passava più. Mi venivano in mente tante cose da scrivere, tanti di quei pensieri che sarebbe stato carino metter per scritto, ma no, dovevo resistere, come Vittorio Alfieri. Però all’incontrario.
Poi son passati, i dieci minuti, mi son sentito soddisfatto, mi dicevo, Oggi non ho scritto dieci minuti.
Poi il giorno dopo è stato più facile, il giorno dopo ancora più facile, poi mi son detto, Adesso aumentiamo, venti minuti!
Arrivavo a sera e mi dicevo, Cazzarola, sei figo, Bonino, oggi sei riuscito a non scrivere mezz’ora intera!
E poi un’ora, e poi di più.
Adesso son diventato un maestro. Non scrivere è la mia seconda natura.
Ora ho in progetto una maratona di non scrittura, 24 ore, che stai lì, a non scrivere. Poi magari ci faccio un libro.

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Chissà quale viaggio cosmico

Wednesday 23 April 2014

Appesi alla recinzione di rivendite di pellet e laterizi c’erano le uova di pasqua che l’associazione dei commercianti del paese aveva fatto mettere; solo che era piovuto, e pasqua era passata, e le uova di pasqua, probabilmente ripiene di polistirolo e ricoperte di carta colorata, erano un po’ stinte, scolorite: da rosse, gialle, verdi, arancioni, rosa e blu che probabilmente erano state, stavano tendendo tutte allo stesso colore, uno spiacevole color entropia, che è tipo il color caffelatte ma con un nome molto più, come si dice, cool.

C’era la mia macchina, la stavo andando a prendere, c’era la mia macchina dal gommista, ma quando sono arrivato era ancora lì su, sul ponte, senza ruote, e a vederla da lontano era un sogno d’infanzia, una navicella spaziale sospesa nel vuoto, tutta bombata e senza ruote, pronta a partire per chissà quale viaggio cosmico.

E io ero lì, con la mia borsa pesante, che ero appena saltato con tutti e due i piedi in una pozzanghera.

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Che cosa aveva detto il Papa

Tuesday 22 April 2014

Ieri era pasquetta, e alla tele, su rai news, dicevano che era pasquetta: a questo proposito avevano mandato in giro un giornalista, con la videocamera e il microfono, e intervistavano la gente su questo fatto interessantissimo, la pasquetta, e tutti sembravano confermare che era davvero pasquetta. Poi quelli di rai news devono essersi convinti anche loro che era pasquetta e son passati a dire cosa aveva detto il Papa.

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