Ieri pomeriggio, sul tardi, verso sera, mi son messo lì a guardare i miei pensieri. Stavo lì a guardarli che passavano, come si guardano i calzini che girano nella lavatrice. Vanno di qua, vanno di là, girano, si rimescolano. Qualcuno arriva in primo piano, poi sparisce dietro, un altro appare, poi scompare, e chissà dove va. Ce n’era uno che si preoccupava per cosa dovevo fare oggi, un altro che si chiedeva se quella cosa, al lavoro, l’avevo poi veramente risolta, un altro che voleva andare a mangiare delle nocciole, e che magari se ci fosse stato anche del cioccolato fondente non gli avrebbe fatto schifo, un altro a cui è venuta in mente una vecchia pubblicità che davano alla tele quando ero piccolo. E poi c’era un altro che a guardarlo sembrava un po’ alla faccia di Topolino, con quelle sue orecchie, poi dopo un po’ si è trasformato in una capretta che beveva.
Poi è piovuto.