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Archivio di November, 2014

È quasi il duemilaquindici e siamo saltati su una cometa

Friday 14 November 2014

Ci sono tante cose che si possono fare quando è quasi il duemilaquindici, si potrebbe andare allo zoo comunale, ma lo zoo comunale non c’è più, c’era quando ero piccolo, c’era l’orso bruno che, mi ricordo, si chiamava Mirco, poi il resto non mi ricordo, che comunque poi l’han chiuso, adesso ci son dei giardinetti, che se guardi bene sono anche vietati ai cani, anche tenuti al guinzaglio: che estremismi, porca di una miseria, prima c’era uno zoo, e adesso non possono entrare neanche i cani al guinzaglio, io non capisco gli umani alle soglie del 2015 come facciano a essere così, non so neanche che parola usare. Poi io e Boris (è il mio cane, si chiama Boris) ci andiamo lo stesso, delle volte, la mattina presto; una volta ci ha visto anche un vigile, ma non ci ha detto niente, era lì che era occupato a svegliare i clochard (dev’essere il servizio sveglia in camera, che sciccheria) e ha fatto finta di niente. E intanto siamo andati sopra una cometa, il 12 novembre 2014, alle soglie del 2015, e allo zoo comunale non ci possiamo più andare. Volevo scrivere una cosa sulla cometa, e poi ho scritto dello zoo comunale. Vedi te a volte la testa.

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Un lampo

Wednesday 5 November 2014

Ieri sera, saranno state le sette meno un quarto, c’è stato un lampo, ma un lampo di quelli che per un attimo è stato giorno, e io, io ero lì in macchina che guidavo nella campagna, in mezzo agli alberi e ai campi, ho visto dov’ero. Un momento era buio pesto, un momento dopo era giorno, ma un giorno malato, di una luce inconsueta, una luce di rosa, di viola e di blu. Son quegli attimi che ti lasciano stranito, quegli attimi in cui vedi il mondo come se non lo avessi mai visto prima, ma son attimi che duran poco, perché subito dopo era di nuovo buio pesto, e io a pensare che se ci fosse stata l’ora legale sarebbe stato giorno comunque, e niente, ho pensato, è novembre, va così.

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Discorso molto breve sui cani e sulla letteratura

Monday 3 November 2014

Il mio cane (ho un cane, si chiama Boris), dopo che ha fatto la pipì contro un albero, o contro un palo, si allontana un attimo, poi torna sui suoi passi, va a annusare la sua pipì, è interessatissimo, a vederlo sembra un autore che legge un libro, dice porca miseria come è ben fatto questo libro, come è bello, che genio questo autore qua, e poi si accorge che l’ha scritto lui.

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