Archivio per March, 2004

March 31, 2004

Mi sento Don Zaucker

Devo andare a preparare il sugo di carne.
Però prima un appello ai giovani blogger.

Se citate quello che probabilmente è uno dei miti dell’infanzia di molti blogger dalla chioma venata di bianco, come il Daitarn3, cercate di avere il giusto rispetto e la doverosa ossequiosa accodiscendenza per non scriverne in questi termini:
"un cartone animato di qualche anno fa"

…Tanto Beauty e Reika ve le scordate oggigiorno alla tele!

😀

admin @ 6:20 pm - Commenti (5)

Blogger a Genova

 L'URL - BLOG A GENOVA GIUGNO 2004
Desidero segnalare questa iniziativa di Ettorre.
Organizza a Genova, Capitale Europea della Cultura 2004, all’interno del X Festival Internazionale di Poesia, "una giornata dedicata al Blog. Un incontro per chi scrive ed ama scrivere e non solo".

admin @ 3:43 pm - Commenti (1)

post moderno? (poilky)

Ricevo e volentieri presento:

post moderno?

talvolta la blogsfera mi pare una semplificata emulazione della vita, o meglio, del modo di rapportarsi ad essa. sopravvive la curiosità, ma l’ago della bilancia è piuttosto spostato. il tuo post di giorni fa (Bonjour finesse: commenti), per opposizione, ne è un chiaro esempio. non mi riferisco a questioni di talento o di stile, quanto a quella cosa che, per chiunque si cimenti in scrittura (qualsiasi sia) non può essere ignorata, ovvero capacità d’ascolto.
a tutt’oggi, nell’esplorazione che mi sono concessa tramite i tuoi link e quelli di pordenonelegge.it (da cui escludo blog di scrittori noti, blogsatori o blog rivista, seguendo solo la più semplice forma di "diario" di un individuo, per tanti lettori, sconosciuto) gattostanco rimane il principale punto di riferimento. pochi altri, forse, per citarne solo due: uzi e perché no?. qui abita una dimensione creativa coniugata all’attenzione all’altro che certo non si traduce nelle repliche ai commenti. "uzi", per esempio, non commenta quasi mai. potrei tentare una sorta di modernità letteraria anche attraverso una citazione di beckett: "che importa chi parla, qualcuno ha detto, che importa chi parla". questo certo si riferisce a quella frantumazione dell’"io" iniziata già dalla fine dell’ottocento, che ha infine dettato molto novecento. inevitabilmente, all’inizio di questo mio viaggio, ho applicato semplicemente la formula, che mi pareva adatta. in fondo "che importa chi parla"? mi aspettavo, nella blogsfera, una dimensione uguale tramite due procedimenti opposti. o una forte definizione individuale, però capace di accogliere l’altro, oppure, al contrario, una frantumazione, una sorta di scomparsa dell’"autore" ma, appunto, una scomparsa che permettesse di dar luogo, e simultaneamente, a molti ego, a molti soggetti che diversi individui possono abitare. non credo sia una pretesa stravagante, un blogger come "uzi" ce la fa da una parte e "gattostanco" ce la fa dall’altra. assisto invece, e spesso, a una sorta di confusione. i vari "autori" ai miei occhi sono il principio di una certa unità di scrittura. se visito baggins so già, più o meno, cosa sta per dirmi. a me poco importa se baggins sia o non sia un professore o se palmasco ami o odi la bicicletta. ma questa sorta di "verità-finzioni" (non mi riferisco ai due blogger citati, parlo in generale), perché altro non sono per contesto, molto spesso si sgretolano non nei post, ma nelle repliche ai commenti, come se un "io" troppo represso non sopportasse più l’apnea avendo bisogno di riaffiorare in superficie. quindi diventa facilissimo distruggere quell’"assenza" che, paradossalmente, definiva un autore. l’attenzione viene meno, il carattere è dato, l’umanità tutta lascia spazio a un tradimento. nella scrittura, mi rendo conto della soggettività dell’opinione, in ogni caso dicevo nella scrittura, il pericolo non sta nell’esaltazione del gesto dello scrivere, piuttosto dell’apertura di uno spazio in cui il soggetto non cessi di sparire. un diario virtuale potrebbe essere una naturale applicazione. se io fossi un blogger mi chiederei perché la diatriba di kinglear sul diario dei diari di pordenonelegge.it ha preso una simile piega. davvero per difendere questioni di giustizia o educazione? è come se alcuni, talvolta tanti, non accettassero quella formula di beckett, invero pensassero che importa, e molto, chi sta parlando (blogger o commentatore),
atteggiamento tanto più contraddittorio quanto il blogger cerchi di inserirsi in un gruppo non così anonimo. curiosamente, per esempio, ho notato un cambiamento "atmosferico" nel rapportarsi agli altri dopo che alcuni hanno partecipato a un corso di scrittura creativa. impercettibile, in base ai gradi di intelligenza e furbizia, una maggior alterigia. l’individuo, si sa, ha bisogno di riconoscersi e soprattutto di riconoscimenti. è come se tanti diari fossero finte prove tecniche di trasmissione. da qui un altro pensiero. forse che tanto post (guarda caso) moderno ha davvero rotto le palle? forse che questi diari sono un termometro piuttosto evidente di "necessario" individualismo? non sto formulando un giudizio, sto solo cercando di capire dove sta la modernità, la contemporaneità, l’originalità di questa forma di scrittura. e lo sto facendo a prescindere dal mezzo. trascuro il mezzo perché mi interessa di più considerare l’"autore-blogger" che rimane autore anche in queste pagine. la blogsfera ai miei occhi è come una libreria. vado sul sicuro se apro le pagine di tizio e di caio, per il sottobosco ho più difficoltà a spendermi, anche se magari potrei trovare qualche kafka, ma nella maggior parte dei casi trovo aspiranti scrittori che sapendo di essere monitorati assumono atteggiamenti piuttosto "ambigui" o, dall’altra parte, si danno a spaventevoli esibizioni intellettualistiche. non sto dicendo che un bel diario mi dà le stesse soddisfazioni di un libro di carta, ma se bello si legge con identica curiosità, se brutto pare di trovarsi nello studio di un editor, con centinaia di dattiloscritti accatastati, che tuttavia puoi smettere di leggere quando vuoi. tutto questo per dire, perché si decide di pubblicare un blog? e cosa si aspettano, perché qualcosa devono aspettarsi, i blogger dai loro lettori? è forse solo una forma di aggregazione sociale o è il nuovo modo di proporre un "io" che quasi mai "è un altro"?
mi sono accorta, rispetto all’inizio, che di tutti quei link inseriti nei miei "preferiti", ora ne apro a singhiozzo pochissimi. ho cercato di chiedermi perché questo calo di interesse e perché riesco a leggere solo pochi post, perché, insomma, questo mio disinteresse all’altro, rivolgo a me stessa la domanda, cosa è stato che mi ha fatto prendere distanze, che mi ha annoiato come un cattivo libro che magari all’inizio prometteva bene o benino. in tutto questo non penso a blogger come le cose da vicino o alla finestra, per fare pochissimi esempi, la cui "spontaneità", la voglia di divertirsi e divertire è percettibile, penso invece a personalità ibride, indefinibili nelle aspettative, e non si capisce quali e neppure perché qui.

di poilky (e-mail: poilky@katamail.com)

admin @ 1:29 am - Commenti (5)

March 30, 2004

g.a.t.t.o.s.t.a.n.c.o.

Gagliardo
Amico
Tigrato,
Tagliente
Osservatore,
Sempre
Tempestivo
A
Narrare
Coniugali
Odissee

Giocoso
Animale,
Tenace
Topicida,
Oltremodo
Sornione
Tuttavia
Assiduo
Nel
Crogiolarsi
Oziosamente

di Stark.

Grazie!

Aggiornamento ore 18:30 Ho corretto il link.

Chiedo scusa a Stark per il mio errore.
Evidentemente la primavera inizia ad insinuarsi nella mia mente. Inoltre ho la scusante di dovermi ancora adattare al nuovo fuso orario scattato sabato sera. E, sempre a parziale giustificazione, posso anche scrivere che si è trattata di una prova tecnica di un “pesce aprile”… Insomma ho linkato Stark per tutto il pomeriggio al suo vecchio indirizzo di transizione su Splinder.
A tal proposito desidero aggiungere …

Gentiluomo
Abelinato
Tipico,
Totalmente
Ostinato,
Spesso
Tarullo,
Anche
Noto
Come
Orbo

Ennio Peres sarebbe angosciato dalla mia prova, ma era l’unico modo per chieder comprensione al caro Stark 😀

admin @ 1:55 pm - Commenti (6)

Bloggando s'impara (?)

Nel compiere un anno di blog, Lizaveta scrive in un breve, ma lucido, post ciò che ha imparato in questo tempo.
Al compleanno di gattostanco manca ancora un mesetto. In ogni caso è da qualche giorno, da quando è ho letto quel post, che mi chiedo se ho imparato qualcosa scrivendo e gestendo gattostanco.
Per dirla in breve: mi chiedo se l’esperienza di gattostanco blogger ha travasato qualcosa anche nel gattostanco uomo reale.
Purtroppo non riesco a darmi una risposta precisa.
Ho conosciuto la rappresentazione blogosferica di molte persone. Con alcune ho interagito più che con altre. E ho letto molto. Alla fin fine posso certo scrivere che mi sono divertito molto e in maniera positiva, direi quasi costruttiva, in questi mesi.

Ma ho imparato qualcosa?

In realtà il discorso sarebbe molto complesso. Ma non ho voglia di affrontarlo in maniera esaustiva. E poi credo che ogni persona che si diletta con un blog reagisca in maniera diversa al proprio bloggare, anche se all’interno di categorie riconoscibili. Non mi sembra il caso di riconoscere le categorie applicabili al sottoscritto.
Mi piacerebbe poter scrivere: io dal bloggare ho imparato…
Ma non riesco a focalizzare anche solo una "nozione" completamente nuova.
Mi sento accresciuto, questo è vero, ma in senso generale.
Forse non è mattinata per simili riflessioni. Forse ho imparato poco o nulla. Forse non avevo voglia d’imparare.
Forse ho solo soddisfatto molte curiosità, conoscendo idee e pensieri, ma senza imparare.
Forse ho imparato a non imparare.

admin @ 9:46 am - Commenti (3)

March 29, 2004

Cyborg del luned

 CYBORGNAME - CYBORG NAME GENERATOR
G.A.T.T.O.S.T.A.N.C.O.:

General
Android
Trained for
Troubleshooting and
Observation/
Synthetic
Transforming
Assassination and
Nocturnal
Calculation
Organism

Questa mattina sono riuscito a fare un sacco di cose e a rimandarne a domani molte altre.

Cyborg Name Generator.

admin @ 12:32 pm - Commenti (15)

March 27, 2004

Dalla Corale San Germano

L’altro giorno ho ricevuto un messaggio di posta elettronica da una corista della Corale San Germano di Rivanazzano (pv). Mi ringrazia per questo breve post dove esprimo il mio gioioso divertimento nel aver assistito ad un concerto natalizio della Corale.
Ho chiesto il permesso di inserire in gattostanco la mail non solo per vanità personale. Rappresenta, infatti, lo spirito espresso dagli amanti non professionisti del canto, trascrivendo in parole ciò che ad ogni concerto viene trasmesso dal palco verso il pubblico.
(Note: Con "il moschettiere" si intende un corista con un gran bel paio di baffi. Ho omesso di riportare il paese nel quale si è tenuto il concerto)

Oggetto: navigando ho incontrato un gattostanco

Gentilissimo signor Gattostanco,
(come incipit mi sembra degno della miglior bancaria che ha appena fatto un corso… purtroppo qui i sorrisi non si vedono ma le assicuro che un sorriso c’è), navigando nei giorni scorsi ho incontrato il suo commento su un concerto della Corale San Germano tenuto a [omissis] (credo si riferisse a quello). Mi ha divertito tantissimo leggerlo e molto più ha divertito gli altri componenti del coro ai quali, poche ore dopo, l’ho riportato. Il caso ha voluto che il “moschettiere” entrasse con notevole ritardo e quindi può ben immaginare l’ovazione con cui è stato accolto.
Fa sempre piacere vedere un segno di simpatia e di approvazione per quello che si fa, vederlo a posteriori suscita, almeno in me, un moto di tenerezza: il nostro non è un coro di quelli che ha manie di grandezza o che crede di lasciare un segno nella storia della musica ma, nel nostro piccolo, cerchiamo di metterci impegno anche considerando il fatto che il numero degli elementi è sempre al limite del livello di sussistenza. La nostra direttrice, il M° Isabella Salvo Scarabelli, però è bravissima a tenere coese persone che per interessi, lavoro, impegni sono diverse tra loro.
L’importante per me è, prima di tutto, avere gioia da quello che si fa e poi cercare anche di dare agli altri un’emozione, un momento di serenità, un allontanamento, seppur momentaneo, dalla routine, dai conti, dal lavoro. Certo quello di Natale è un periodo in cui c’è una propensione particolare per queste esigenze ma durante tutto l’anno uno dei nostri impegni è portare un attimo di spensieratezza senza però dimenticare che dietro ogni canto, anche il più allegro e popolare, c’è sempre una attenta preparazione e uno studio.
In questo periodo l’agenda degli appuntamenti della Corale comincia ad infittirsi e leggendo il suo commento mi viene spontaneo pensare alle persone sedute ad ascoltarci, che, cogliendo una frazione delle nostre emozioni, la riversano sulle proprie per fare dello stesso momento spazio-temporale condiviso una esperienza unica per ognuno.
Logicamente, molto più prosaicamente, mi viene anche da chiedermi …chissà chi è questo gentile signore che ci ha così tanto apprezzato, dove vive, che fa….. tutte domande che, ho imparato nella mia poca esperienza internettiana, sono quasi un tabù ma ammetterà sono molto umane.
Mi permetto di interpretare il sentimento di tutti i componenti del coro e del M° Isabella Salvo Scarabelli nel ringraziarla ancora per il momento di ilarità e gioia mista ad un pizzico di sano orgoglio che ci ha procurato, logicamente siamo certissimi che lei sarà sempre nel pubblico di ogni nostra manifestazione, almeno virtualmente, se poi volesse avvicinarsi al “moschettiere” e decantargli le sue doti canore …non farà altro che fargli piacere e scoprirà in lui un esperto in materie elettroniche, PC e internet al contrario di me che posso equipararmi ad un bimbetto che gattona rispetto al detentore del record dei 100 metri piani.
Sto leggendo con interesse i messaggi inseriti nel suo blog (si dice così?), ha un modo di scrivere molto simpatico, ironico e suscita molto la mia invidia …. ammiro sempre le persone che riescono a mettere per iscritto i propri pensieri
grazie ancora

Una corista

p.s.
mi permetto di segnalare il sito della nostra corale anche se purtroppo non è aggiornato ma una nostra corista sta studiando per trasferirlo su altro server…

http://web.tiscali.it/sgermanochoir/

admin @ 11:16 am - Commenti (7)

March 26, 2004

Bonjour finesse: commenti

Desidero rispondere in ordine d’apparizione ai commenti sinora pervenuti al post precedente Bonjour finesse, cercando di fare un po’ di confusione.

Palmasco mi scrive semplicemente: "Grande!”. Palmasco mi sembra un blogger che, come si sul dire, certo non manda a dire da qualcuno quel che pensa. Prende tastiera e video e posta o commenta tranquillo quel che frulla tra i suoi pensieri. Dopo avermi costretto a ricerche in rete sulla questione Merini e dopo avermi fatto sbizzarrire con delle statistiche, sono felice di essere riuscito a divertirlo. Non potremo mai essere proprio particolarmente in sintonia. Resta pur sempre un appassionato ciclista della domenica, condizione umana totalmente avulsa da ogni mio tentativo di comprensione che considero rappresentazione lampante di un quasi inconciliabile differente piano logico di ragionamento delle nostre rispettive menti. Ma almeno forse andiamo d’accordo su quelle che sono le basi del vivere quotidiano.
Glaucy identifica e amplifica il fatto che la mia dolce gattoconsorte ha polverizzato in poche parole telefoniche la mia prestabilita aspettativa di ieri sera per una intima pizza di festeggiamento. Ringrazio Glaucy per questa comprensione e per il suggerimento di non farla passare liscia alla mia diletta. Concordo. Ieri sera, purtroppo, non ho potuto vendicarmi in alcun modo, anzi mi sono visto costretto ad accudire la mia metà che ritornata a casa, dopo un sostanzioso riposino sul divano, ha accusato un po’ di mal di pancia, disturbo che questa mattina non era ancora del tutto passato. Forse i miei accidenti hanno contribuito ad una mia parziale vendetta. …Spero abbia imparato che una pizza prestabilita con il suo amorevole marito non sia possibile rinviarla sine die senza subire le sacrosante conseguenze.
Malavoglia77 riafferma la qualità distensiva di certi suoni gutturali, se emessi nelle giuste circostanze. Mentre un mugugno crea rancore e astio, mentre un ringhio esprime aggressività e preannuncia in alcuni casi una sediata sulla schiena, un sano effetto sonoro emesso con la bocca massaggia la mente con vibrazioni positive, che pur esprimendo rammarico e una certa dose di disprezzo, permette uno sfogo innocuo al disappunto, lasciando una sensazione di soddisfatta tranquillità.
Black Cat alla luce delle recenti acquisizioni familiari, giustamente pone in parallelo il maschio umano bambino ed il maschio umano marito. Spesso molto più simili di quanto non si creda. Il maschio umano, dopo il matrimonio, istintivamente cerca di riappropriarsi di un mezzo di comunicazione con la propria compagna, dato che questa adotta singolari, e mai del tutto comprese, metodologie comportamentali grazie alle quali riesce ad eliminare dal mondo circostante ogni parola o ragionamento espresso dal marito, riuscendo ad interagire con lui solamente a sorrisi, a facili frasi brevi e attraverso l’uso di secchi imperativi (spesso ignorati, in realtà).
Al marito, nel vano tentativo di instaturare un dialogo bidirezionale con la moglie, nelle situazioni di particolare crisi interiore, non resta altro che usare i più regrediti segnali di trasmissione della propria condizione fisica o mentale propri dell’infanzia, nel tentativo di attirare l’attenzione. Dopo i primi esperimenti in tal senso, e le maleparole ricevute in cambio, al maritino non resta altro da fare che sfogarsi nella solitudine delle pareti domestiche, esternando nelle vibrazioni di esse il proprio solitario sconforto.
Gin Baker resta basita di fronte a mia suocera. Anch’io. Massimo Valerio Manfredi scriverebbe al riguardo che la realtà supera la leggenda nel mostrare un personaggio ricco di qualità contrapposte ai lati oscuri in una complessa personalità di difficile comprensione. Io, nel mio piccolo, mi sono convinto che mia suocera sia la prova vivente della superiorità delle donne rispetto agli uomini. O, più propriamente, sono convinto che sia la prova scientifica che parte della materia grigia delle donne sia locata su di un differente piano fisico (forse una bolla di antimateria che si crea geneticamente prima della nascita al momento della differenziazione del genere) rispetto agli uomini.
Il Mullah brevemente ribadisce l’assenza di bruttezza nel tipico suono guttural-maschile. Inutile sottolineare, per riprendere il concetto espresso poco sopra, che io come umano maschio concordo appieno proprio perché deficito di quella bolla d’antimateria, anzi d’antilogica, propria delle donne. Sostanzialmente sin dai millenni passati è riconosciuto il potere aggregante del ruttare tra uomini. Inoltre la bellezza evidenziata dal Mullah raggiunge il suo apice proprio nelle meravigliose varietà di modulazione che alcuni mariti riescono ad ottenere solo dopo anni di interazione con le pareti domestiche. Purtroppo queste alte vette di armonia pura avvengono in solitudine, riprendendo antichi riti sacerdotali in cui l’officiante era solo nel cuore del tempio.
Leo lascia il suo segno apprezzando profondamente il post. Inoltre resta colpito dal rapporto tra la suocera e il sottoscritto genero cinghiale. Io non ho problemi nel palesare il mio essere cinghiale. Ad un uomo può capitare di essere un maiale. Ma nel caso di un marito, per evidenti circostanze che non desidero esplicitare, o nello specifico di un genero, l’eventuale maiale che è in lui si trasforma in un cinghiale. Alcuni atteggiamenti si fanno più gretti, la voce diventa più aspra e il pelo s’inselvatichisce. Soprattutto nel rapporto con la suocera, il marito tende a muoversi scaltro nel fitto sottobosco di trappole illogiche e comportamenti bizzarri. Purtroppo sempre col muso per terra, ogni tanto il cinghiale non si avvede di un albero e tendenzialmente ha la testa dura (indurita) dalle craniate che prende. L’esperienza affina il sesto senso e col tempo dirada le craniate contro ostacoli suocereschi.
Infine il gatto di gattostanco si lamenta del fatto che avremmo potuto cogliere l’occasione per uscire insieme alla sera per andare in pizzeria.
A parte il fatto che l’avevo già abbondantemente foraggiato di porcherie alimentari all’ora di pranzo, e a parte il fatto che la sera sono stato vicino vicino alla mogliettina con il pancino ancora alle prese con la pizzazza milanese, voglio ricordare al mio adorato e idolatrato gatto che detesto mangiare la pizza assieme a lui. Vuole tre pizze al prosciutto, vuole le fettine tagliuzzate e vuole essere imboccato mangiando dalla mia mano per non ungersi le vibrisse con la pizza e poi si scoccia se io poi tento di mangiare qualche pezzetto prima che si freddi il tutto.

Dimenticavo…
Il gatto di gattostanco ha postato un "adorabile" commento su Gattosphere – Il Gatticomio.

admin @ 12:49 pm - Commenti (8)

March 25, 2004

Bonjour finesse

Apro il portone a vetri d’ingresso alla clinica per fare entrare mia suocera.
Nell’atrio c’è una specie di ampio disimpegno con qualche sedia poco distante dalla cassa.
Mia suocera: "Ora vada pure a sistemare la macchina, poi mi aspetti seduto." indicando una delle sedie.
Non è brusca, ma ho le scarpe da ginnastica, jeans neri, camicia bianca a righine fitte blu e la barba non fatta da sabato scorso. Ciliegina sulla torta questa mattina ho deciso d’ingellarmi di fretta la chioma bagnata, pessima idea. Mia suocera, la simpaticona, appena mi ha visto ha voluto chiedermi se mi aveva lappato la testa una mucca.
Effettivamente sono conciato come un cinghiale alla sua prima nomina, un cinghiale matricola e, vista la mia età, decisamente ripetente.
Esco, m’accendo una sigaretta e sposto la macchina.
Rientro dopo aver finito la sigaretta e mi siedo esattamente sulla sedia indicata. Non mi sono portato da leggere o da scartabellare qualcosa e allora mi metto a giocare con un giochino del telefonino. Dalla mia posizione riesco a vedere mia suocera seduta in attesa di una visita insieme ad altre persone. Poco dopo tocca a lei.
Una ventina di minuti dopo riappare, io mi alzo, mi si avvicina e sventolandomi sotto il naso un fascicoletto di fogli e ricette e chissà cos’altro, mi informa che non ha ancora finito.
Mi risiedo meccanicamente.
Dopo una decina di minuti ricompare accompagnata da un medico (lo presumo dal camice bianco) al quale intima perentoriamente:
"Ecco, questo è mio genero! Glielo dica anche a lui!".
Mi alzo lasciando il serpentello del cellulare libero di mordersi la coda. Il medico ha un’espressione rassegnata scolpita nello sguardo da anni di esperienze simili. Mi dice semplicemente che l’adorata suocera deve prendere il tal farmaco nella tal maniera.
Mia suocera non è contenta e vuole farsi sentire dalle persone ancora sedute:
"Eh!!! Avevo ragione! mi ha scritto proprio quel che volevo! …Proprio quel che mi serve! Grazie dottore, lei sì che è bravo, non come quell’altro!"
Saluti e arriverci e grazie.
Sparisce di nuovo alla vista. Non mi è dato sapere come ha impiegato la buona mezzora successiva.
Usciamo dopo che mia suocera ha pagato il conto.

Ritornato finalmente a casa ho accarezzato il gatto cercando conforto.
Suona il cellulare. È mia moglie. La presentazione della tesina è andata per il meglio. Sono contento e saltello, pestando la coda al gatto. Povero gatto. …La mogliettina, però, non ritorna subito a casa preferendo, giustamente direi, andare a pranzo a sbaffarsi una pizzona con le colleghe del corso per un ultimo definitivo saluto. Ovviamente questa sera non avrà più voglia di farlo col sottoscritto, come da accordi già presi.

In cucina apro una scatoletta piccola di fagioli borlotti, tagliuzzo un avanzo di fagiolini lessi, apro una scatoletta di tonno e rompo due uova. Sfornello il tutto in padella con sale peperoncino e noce moscata, ascoltando il radiogiornale e lasciando entrare il sole dalla finestra aperta. Svuoto in un piatto il pappone profumato, molto adatto al mio odierno cinghialismo (o cinghialesimo? o cinghialità? Boh). Mentre pranzo mi diletto nel tirare qualche pezzetto nella ciotola del gatto. Se mi vedesse la veterinaria mi prenderebbe a schiaffi. Ma povero gatto, gli ho pestato la coda e si merita quindi qualche prelibatezza da cinghiale.
Finito il pranzo mi dico che mi sarei meritato anche una bottiglietta di birra.
…Ora, che ho finito il post, mi gusto l’ultima golata di birra e mi concedo persino un gratificante e liberatorio, mi si conceda di scriverlo, ruttone.

admin @ 1:47 pm - Commenti (9)

Sostituito script referrer

Il vecchio scriptino per il monitoraggio dei referrers è sparito appena dopo essere stato aggiornato. Troppi utenti.
Ne ho cercato un altro.
Qualcuno in rete rende ancora disponibile la precedente versione.
Ne ho scelto uno a caso.

Come già ricordato il numero degli accessi espressi accanto al singolo link non sono affidabili ed è possibile che sia fonte di spam.
Il vero vantaggio è che basta una singola riga di codice da copiare nel Main Index dove si vuole visualizzare i referrers.
Questa:

<script language="Javascript" src="http://www.whois-online.net/referrers.js"></script>

La riga conviene incollarla nel blog in fondo, in modo da posticipare eventuali rallentamenti dopo il caricamento del blog.

admin @ 8:17 am - Commenti (5)
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