Archivio per May, 2004

May 31, 2004

Roba da matti

L’aberrante e aggiornata vicenda di Lia e bloggersperlapace (che non linko) sembra essersi allargata. Forse mi sono perso qualche passaggio negli ultimi giorni. Non che questo mi dispiaccia, ad essere sincero.
Su Macchianera trovo un nuovo capitolo, ma l’istinto di conservazione m’impedisce di leggerne i commenti.

Poco a poco, anche se ho inserito bloggersperlapace nella mia Mt-Blacklist (la lista nera che impedisce di lasciare commenti linkati a siti non graditi) inizio a…
[la successiva parte del post è omessa].

[…]

Anche mia madre è decisamente fusa. Ma almeno se ne rende conto in prima persona. E, inoltre, è assistita e tenuta a bada da personale qualificato e cortese. Credo sarebbe un’ottima blogger e una sagace giornalista.

admin @ 7:25 pm - Commenti (5)

Milly Carlucci Ufficiale

L’elenco ufficiale dei cittadini insigniti oggi di onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da parte del Presidente.
Tra gli altri sono contento per Piero Angela Grande Ufficiale, meno per Milly Carlucci Ufficiale 😀

admin @ 4:58 pm - Commenti (3)

No siga, prima o poi…

Leggo da Pandemia che oggi è la giornata mondiale senza tabacco.
Uhmm, credo d’aver già fumato una decina di sigarette questa mattina.
Dovrei smettere.
Un amico una volta mi disse che anche senza alcuna volontà o sforzo sarei certo riuscito a smettere prima o poi (più prima che poi, secondo le statistiche): i morti non fumano sigarette.

admin @ 11:32 am - Commenti (6)

Il Dardo e l'Ariete

Nella sezione Carri da Battaglia del sito dell’Esercito, ho trovato una breve descrizione del Carro “Ariete” destinato a rafforzare la presenza italiana in Iraq.
Mentre nella sezione Trasporto e Combattimento ho trovato la descrizione del Veicolo Corazzato da Combattimento (VCC) “Dardo”.
Il primo è un moderno carro armato adatto a sfondare ogni barricata di difesa e, io credo, a intimorire chiunque. Il secondo è un carro meno potente, ma in grado di trasportare in zona di combattimento, relativamente al sicuro al proprio interno, un nucleo di soldati equipaggiati di tutto punto e pronti all’attacco.

Segnalo anche che la "bara volante" F-104 è uscita dai ranghi dell’Aeronautica Militare dopo decadi di servizio. Questo aereo, invece, non ha mai avuto occasione d’andare in guerra sotto il Tricolore, che io sappia.

admin @ 11:10 am - Comments Off on Il Dardo e l'Ariete

Suocera, moglie, madre e cuoca

Ieri mattina, un poco dopo le dieci, mia moglie rincasa con al seguito l’adorata madre.
Sono in sala spaparanzato sul divano a guardare un vecchio film in bianco e nero dando un orecchio alla portafinestra aperta. Ho già fatto una capatina ai cassonetti, che dovrebbero chiamarsi cassolerci, a buttare la spazzatura. Ho anche spazzolato e coccolato per bene il gatto sul balcone della sala.
Sento la macchina. Il gatto la riconosce e lo vedo muovere la coda. Mi alzo dal divano e lancio un’occhiata fuori. Sono loro. L’operazione suocera domenicale ha inizio.
Vado nel corridoio e apro il cancelletto e il portoncino d’ingresso piginado il tasto del citofono e vado sul balcone. In posa mussoliniana saluto virilmente a voce (senza gesti, per carità). Poi, da bravo pusillanime genero, indico a mia suocera le splendide rose rosa accanto al cancelletto. Le guarda e poi urla, per farsi sentire anche dal vicino che le cura, ma che ha le finestre dall’altro lato della palazzina, sperticati elogi sulle stesse. Poi le due signore entrano.
Vado ad accoglierle sul pianerottolo. Un veloce bacio a mia moglie che entra in casa e scompare. Attendo. Mia suocera, un gradino per volta, sale piano. Un po’ le gambe non più giovani e un po’ il desiderio di osservare la pulizia delle scale la rallentano. Ha la sua borsa più altre altre due borsine di plastica.
Ci salutiamo e la faccio accomodare. Mi dice che sono un perfetto padrone di casa. Resto muto, indeciso se scherzosamente suggerire il gatto come il vero padrone della casa o se infilarmi in un vicolo cieco affermando che è mia moglie la padrona di casa.
Mia suocera si dirige verso il mio studio. La porta è chiusa. Educatamente mi chiede se può entrare. Il darsi del "lei" e questi piccoli atti di rispetto sono una buona base per un rapporto sano. Le dico che avevo chiuso solo per evitare di "fare corrente" e di entrare pure. Entrando la seguo fisicamente, ma la precedo nelle intenzioni, dicendo che ora avrei lasciato la porta aperta per fare un po’ di corrente. Mia suocera nasconde lo sconcerto e ribadisce un: "Appunto!".
Si cambia le scarpe. Da quando il gatto le pisciò dentro le scarpe lasciate nel corridoio mesi orsono, ha preso l’abitudine ad usare il mio studio come guardaroba. Avvolge dentro una borsina le scarpe lasciandola poi in alto su di uno scaffale.
Ci trasferiamo in cucina. Dalla seconda borsina di plastica inizia a tirar fuori le vettovaglie che ha intenzione di mangiare e che si è portata da casa: due mele, due panini, un sacchettino di minestrina e un fagottino di carta stagnola con l’insalata.
Si ferma e mi guarda. Dramma. Ha dimenticato la carne.
Il programma del pranzo prevedeva la cottura di alcune bistecche regalate alla suocera chissà da chi. In teoria dovrei sapere il chi, come e perché. Ma la spiegazione è avvenuta in dialetto e non ho capito molto. Nemmeno, sono sincero, m’interessava molto.
Compare mia moglie cambiata per stare in casa. Insieme ridiamo della carne dimenticata. Mia suocera non gradisce ed inizia la tiritera che ad una certa età la memoria vacilla. Per rincuorarla mi lascio andare ad un disattento tentativo verbale, dicendole che anch’io mi dimentico un sacco di cose. In risposta mi dice che lei da giovane non si dimenticava mai niente, quasi come a dire che in quanto pirolotto posso anche starmene zitto. Devo aver pazienza.
Armata di scopa, paletta, spruzzino e rotolo di pannocarta per un’ora si dedica al balcone della camera da letto. Inaspettatamente mi ha fatto i complimeni sul perfetto grado di umidità del terriccio delle piante nei vasi. Mia moglie è la campagnola, ma le piante le devo bagnare io. Una famiglia salda, anche se solo di due persone, si basa anche sull’accettazione sorridente di certe incoerenze.
Lavo i piatti abbandonati da ieri sera. Mia moglie i fornelli. Poi io mi rintano nel mio studio e mia moglie in sala.
Mentre accendo il pc ludico si materializza il gatto sulla sua poltrona accanto a me. Nel pomeriggio sono anche andato a trovare mia madre. Ho guidato piano, molto piano, ascoltando musica.
Mia madre è stata contenta di accorgersi del mio indugiare accanto a lei, per una volta, senza la smania di venirmene via dalla sua prigione. Prima o poi dovrò dirle che mi sono sposato, anche se sarebbe gelosa. Ma credo sarebbe contenta di sapere che -comunque- preferisco ancora la sua compagnia a quella di mia suocera.
Terminata la visita cerco qualcuno che mi apra per andarmene. Insieme a mia madre mi avvicino ad una inserviente che parla con una dolzelletta accaldata. L’inserviente mi presenta a quella che scopro essere una delle cuoche. Non l’avevo mai vista. E se l’avevo vista, di certo non in abiti non da lavoro.
Non troppo alta, ha i capelli tinti rossi e veste una corta magliettina stretta e una gonna lunga sotto il ginocchio. La pelle in vista in ampie zone è candida. Non posso proseguire la descrizione, ma certo meriterebbe.
Finalmente esco, salgo in macchina e m’accendo una sigaretta. Mi vergogno un poco. Credo d’essermi dimenticato di guardare il viso della cuoca. Beh, devo ritornare a casa sperando di non trovare mia moglie e mia suocera intente a litigare. Devo sorbirmi la suocera ancora un’oretta per poi riaccompagnarla a casa. Penso che in fondo l’essermi distratto con le forme della cuoca, pur senza badare all’eventuale sorriso, per una volta me lo sono proprio meritato.

admin @ 10:21 am - Commenti (4)

May 29, 2004

Tra le righe

Quest’oggi mi sono svegliato tardi. O meglio: mi sono alzato presto per essere un sabato mattina.
Volevo sul serio andare a fare un giro davanti alla stazione di Tortona per vedere qualche blogger da lontano. Ma ieri sera ho letto l’Urania di maggio (il quarto capitolo della saga della compagnia del Tempo di Kage Baker) mangiando un sacchetto di Rodeo ed un piccolo mini cacciatorino; inoltre mia moglie ha preso la mia auto per andare al lavoro. …Non sono motivi razionalmente ovvi per non spostarsi da casa, ma non ho al momento nulla di meglio sotto mano.

Mia moglie ha sfasciato il cellulare. Finalmente.
Abbiamo scelto la divisione dei beni: quel che è suo è suo e quel che è mio è suo.
Vuole farmi un regalo. Ha proposto di prendersi il mio vecchio Nokia e di darmi la possibilità di comprarmi un telefonino nuovo. In fondo sono un uomo tecnologicus e dovrei essere contento.
A parte il fatto che dopo anni di felice unione mi sembra persino logico il ragionamento (a stare troppo tempo con una moglie si inizia a pensare come lei) che prevede che a danno della moglie corrisponda un acquisto del marito. Dicevo, a parte questo, noi non siamo fanatici dei cellulari.
I telefonini sono utili e preziosi in molte situazioni. In molti altri sono solo degli aggeggi piacevoli da spegnere. Sarà dura, ma dovremo prima o poi accettare la smania comunicativa dilagante. In effetti tendiamo invece all’opposto: la gente tende a chiamare anche se non ha qualcosa da dire, solo per parlare.
In compenso c’è una coppia d’amici con cui spesso ci accordiamo per una uscita lasciando messaggi nella segreteria telefonica del telefono fisso. si tratta di una sorta di scambio mail vocali. Molto funzionale.

Tra poco finiscono le scuole. È un momento critico per me. Si vede da come scrivo e da come non scrivo. Non sono teso o nervoso: sono in attesa. Mia moglie insegna e ama lo studio. Ogni tanto mi perdo ancora a chiedermi come sia stato possibile il mio innamoramento per una tipa così. Oltretutto è una juventina in lutto. A volte mi perdo a chiedermi come sia stato possibile il suo innamoramento per me, ma questo è un pensiero che mi angoscia: tra poco entreremo nel settimo anno di permanenza sotto uno stesso tetto unendo i periodi pre e post matrimonio.
Alla fine dell’anno scolastico la sua mente si rifiuta d’andare in stand-by. Quest’anno ha gli esami per prepararsi, ma è un fatto marginale. L’esperienza mi ha insegnato che questo periodo per lei è come se fosse una specie di menopausa intellettuale. Deve assolutamente trovare un "qualcosa" da studiare o sulla quale fare ricerche o chissà cosa. E fino a quando non si orienta è una belva facilmente aggressiva.

Che razza di post.
Non ho le idee chiare. La settimana appena trascorsa mi ha rilassato piacevolmente, però speravo di più. Speravo in una riorganizzazione generale dei pensieri. Invece ho questo sorriso un pochino più ebete del solito stampato sulla faccia.
Sarà che domani ho la suocera a pranzo e, Chiunque Sia mi aiuti, forse anche a cena. Vorrei essere un Tafazzi per sopportare stoico. Invece questi avvenimenti li sento tutti come colpi al basso ventre. Un vero peccato che le suocere non diano assuefazione, almeno avrei la speranza di abituarmi in futuro. In ogni caso non mi lamento troppo a voce alta. In fondo esiste un buon rapporto col sottoscritto genero.

Credo che nei prossimi giorni gattostanco sarà un blog un po’ disordinato nelle idee e nei post.

Ieri ho persino messo un po’ di broncio.
Non c’è nulla di malizioso, ma mia moglie ha criticato le mie mutande.
È in un periodo di transizione tra l’anno scolastico e l’estate, quindi sono molto comprensivo. Ma il suo sindacare le mie mutande l’ho avvertito come un sottile insulto. Non un vero e proprio insulto. Come dire: "almeno quelle lasciamele stare!".
Ho una vasta scelta di biancheria. Ma ci sono tre paia di mutande che sono le mie preferite. Lo sono da molto tempo e questo disturba mia moglie. Io le considero magiche. Non sono strette, non sono larghe, non sono alte, non sono basse… Sono perfettamente adattate. Perfette. …Certo dopo moltissimi lavaggi hanno i colori sbiaditi e impresentabili. Ma in fondo, io dico, quei colori possono essere visti solo dalla moglie (che ha anche lei addosso i suoi bei scheletrini certe domeniche pomeriggio) o, eventualmente e lo scrivo dopo gli scongiuri di rito, dal personale medico di un pronto soccorso. E quest’ultimi credo non si scandalizzerebbero certo per dei colori scoloriti (o nel caso avessero tempo e voglia per irridermi, significherebbe che io avrei poco da preoccuparmi).
Sembra un fatto del tutto marginale. E lo è sicuramente.
A volte mi ritrovo a cercare di interpretare segnali dove non ci sono.
L’esperienza mi ha insegnato che a volte una donna quando cambia lavoro, o passa dal liceo al’università, o trasloca o comunque cambia la propria quotidianità, a volte decide di cambiare anche uomo. E in fondo mia moglie cambia spesso. Non vorrei trovarmi cambiato anch’io senza neppure rendermene conto.
Scherziamo sopra a questa cosa ogni tanto. Meno male.

Bah, ora torno a leggere la blogosfera. Devo recuperare un po’ di blog lasciati indietro in questi giorni.
Un po’ mi spiace. Ci sarebbero già molti argomenti stuzzicanti un post solo con quello che ho letto in giro finora. Ma, fortunatemente, ho ancora più la voglia di leggere che di scrivere.

admin @ 11:53 am - Commenti (4)

May 28, 2004

Impegni improcrastinabili

Ieri giornata intensa.
Peccato anche oggi non abbia proprio il tempo per un aperitivo prima di pranzo o per descrivere quello di ieri.
Ieri me ne sono stato in tranquilla compagnia per quasi un’ora e mezza seduto in piazza. Solito baretto d’angolo, in fondo alla piazza, sotto l’ombra dei portici. E per una volta ho pure pagato io. Son soddisfazioni. Mi sentivo quasi in vacanza. La conversazione si è mantenuta su argomenti leggeri e disimpegnati. L’unico argomento un po’ pericoloso lo ha creato il passaggio di due meritevoli ragazze con minigonne inguinali.
Il pranzo è stato un piatto con due maxi involtini primavera.
Certe giornate si ripetono raramente.

Ora devo proprio uscire.

admin @ 10:20 am - Commenti (3)

May 26, 2004

Mattinata rap(ito dal sole)

Sveglia!
Incavolamento.
Riappisolamento…
Sveglia!
Prendere la sveglia-
Lanciare la sveglia:
Ahhh. Soddisfazione sveglia lanciata.
Rassegnazione.
ALZARSI!
Miagolio…
Aprire la porta.
Andare in cucina…
Appendersi alla corda delle tapparelle.
SOLE!
Critico momento di raffronto con la realtà.
Miagolio.
Latte nel micronde.
Cibo gatto.
Bagno.
Colazione!
Accendere il pc.
La prima sigaretta. Crepa!
…Ma buona.
Controllare le mail.
Tutto ok!
Aprire gattostanco e leggere i commenti.
Quanta bella gente.
Il più brutto sono io coi capelli incolti e la barba da pettinare!
Sveglia: è il contrario!
Che importa?
Ora prendo la macchina e vado dal barbiere.
Un’ora d’auto per barba e capelli! …Sarò ben scemo a fare tanta strada.
Ebbene sì… Ebbene sì… Ebbene sì…
Ma c’è il sole, ho la maglietta e mi sento proprio bene per fare un giretto.
E buona giornata.

admin @ 10:03 am - Commenti (2)

May 25, 2004

Graziella in the sky with diamonds

Questa mattina la gattoconsorte mi ha svegliato sei volte nel giro di una quarantina di minuti. Alla fine non ho più resistito e mi sono alzato, giusto per sentire dire un languido "Beh, io esco…" e il frastuono della porta di casa aperta, richiusa e risigillata. Ero in piedi, ma non ancora abbastanza sveglio da avere la forza di inseguirla e di strozzarla sul marciapiede.

Graziella è stata riqualificata sul lavoro e per questo dovrà rallentare di molto il proprio bloggare.
Sono un po’ triste.
Assumersi il peso di congedarsi dai visitatori (anche se solo temporaneamente), per quanto le responsabilità della vita siano ben altre, è un gesto doloroso o che io mi prefiguro tale.
Dopo che feci un empirico conto di quanto tempo ho trascorso davanti al video col muso dentro alla blogosfera, ho iniziato a tentare poco a poco di riqualificare la mia presenza in rete.
I risultati per ora sono estremamente negativi per i miei canoni. Non riesco ad adattare il mio modus operandi di leggere la rete e di commentarla ai miei ritmi lenti e paciosi. E sempre meno riesco a digitalizzare quella che è la mia vita quotidiana.
Ma il mio bloggare si basa molto sul tempo spesogli attorno. Leggo troppo, penso troppo, scrivo -però- mediocremente e poco in relazione al tempo. Del resto ho un blog per divertimento e non ho intenzione di sforzarmi a compiere un riassetto organizzativo di una cosa che mi diverte com’è. E così mi sento un cane che si morde la coda girando in mezzo all’aia.
Uffa.
A volte mi piacerebbe avere una passione. O esser bravo in qualcosa di specifico. Nulla di questo mi è stato concesso dal caso.
M’interesso di quasi tutto, senza amare qualcosa in particolare.
Un blog ha l’indubbio vantaggio di essere pubblico e quindi di esistere, dovrei riuscire a farmi coinvolgere di meno o di più da esso senza dover prendere particolari decisioni, ma lasciandomi spingere dall’onda istintiva del blog in quanto passatempo.

Cambiando argomento…
Sabato mattina ho quasi la tentazione di andare a girellare intorno alla stazione di Tortona (AL). L’idea è quella di giocare a vedere senza esser visto. Peccato che solo che giuliomozzi arriverà il giorno prima per presiedere alla due giorni relativa. Mi piacerebbe un giorno vederlo scendere da un treno.

Ok il BlogRodeo letterario. Peccato però che il torneo di corollario non sia stato adeguatamente ben pubblicizzato in precedenza. Io sono sempre stato un pessimo difensore a calciobalilla, ma ai miei tempi (prima che gli amici diventassero troppo grandi) ogni tanto avevo delle immense botte di fortuna.

admin @ 10:41 am - Commenti (5)

May 24, 2004

Yo soy italiano

Sua Signoria la Gattoconsorte sembra abbia deciso finalmente dove andare questa estate. Non ho ancora una certezza e quindi scaramanticamente evito di citare il luogo apertamente.

Io ho intenzione di stancarmi il meno possibile.
Al massimo potrei cogliere l’occasione per aprire un nuovo blog su:
BarcelonaBlogs.
Anche se andare a fare due passi al Forum credo sarebbe una fatica ben spesa.

Piú probabilmente il mio soggiorno sarà un lieto bighellonare tra un baretto, un lungomare e un ristorantino.

admin @ 6:05 pm - Commenti (1)
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