Archivio per August, 2004

August 31, 2004

Mia moglie e il facerolling

La gattoconsorte scopre il facerolling su The Filter:

Entra mia moglie nel mio studio. Parlottiamo di una cosa, poi prima di uscire dalla stanza…
«Eh, ma chi sono quelle faccine?»
«Il feisrollin di… Beh, insomma, sono linkati i blog con la faccia dei blogger… Eh, vedi…»
«Mhmmm, boh. Sì. Ci sono le faccine. Le ho viste. …E perché?»
«Come perché? …Perché è ganzo, per dare un viso ad un nickeneim.»
«Ma ora sono diverse!»
«Ho aggiornato la pagina per fartene vedere altri, di blogger…»
«Siete tutti scemi.»
«Ma no. E’ il Filter, l’aggregatore che ti avevo…»
Uscendo:
«Quando hai finito, mangiamo che ho fame. …Ah, alle tre vado dalla parrucchiera. Mi raccomando ricordati di stasera che siamo con [due nomi] a mangiare.»

Nota a margine. Si sono aggiunte altre due donzelle.
Placida Signora e Phoebe.

admin @ 12:03 pm - Commenti (29)

Sherif, nato a Il Cairo

A Pavia, a due passi dal Policlinico, c’è una pizzeria.
I due soci proprietari sono egiziani. Anche il pizzaiolo.
La migliore pizza della città come gusto, servizio e prezzi. Di sera si trova sempre da parcheggiare.
La sala fumatori è separata dall’altra.

E allora?

Sherif in questo post ci racconta la sua visione di come migliorare i canoni di selezione per l’immigrazione regolare nel Paese.
A me sembra contraddittorio: all’Italia servono raccoglitori di pomodori, ammette (muti e rassegnati, aggiungo io), ma al tempo stesso il ragionamento procede su basi culturali.
Non me ne intendo e non voglio addentrarmi nel proporre le mie analisi basate sul nulla. La mia è solo una sensazione.
Credo si rivelerà un buon blog da seguire.
Grazie a Lia (Haramlik) per averlo segnalato.

In ogni caso, per quanto sia un errore che prima o poi verrà ratificato come un cambiamento della lingua, "un po’" si scrive con l’apostrofo e non con l’accento.

admin @ 11:21 am - Commenti (2)

52

Tra pochi giorni inizierà il breve, ma intenso,
52° Autunno Pavese.

È una fiera agroalimentare, enogastronomica, zootecnica e di attrezzature agricole (trattori e marchingegni vari).
Si tratta, per quanto mi riguarda, di un meraviglioso parco dei divertimenti per il palato e non solo.

Naturalmente: essendo una manifestazione a base di ottime cibarie e aggeggi campagnoli e, soprattutto, essendo un evento che si tiene a Pavia (ironia neppure velata) non ha un proprio sito internet promozionale e informativo.
In ogni caso il portale cittadino MiaPavia ospita alcune chiare pagine dove trovare ogni informazione.

admin @ 10:07 am - Commenti (6)

August 30, 2004

Eutanasia per bambini

Dal dizionario on-line De Mauro Paravia:

Eutanasia
1 filos., nel pensiero filosofico antico, morte tranquilla e serena accettata come naturale termine della vita
2 med., morte rapida e non dolorosa provocata deliberatamente sospendendo un trattamento medico o somministrando farmaci per porre fine alle sofferenze di malati inguaribili

Dal Televideo Rai Ultimora:

Olanda: eutanasia per bambini, è polemica.

Dai dodici anni in poi, non prima. Questo non lo capisco.

AGGIORNAMENTO:

Iaia mi ha fatto notare che altre fonti d’informazione riportano la notizia che ora il limite dei dodici anni di età è stato abolito. In effetti la notizia era quella. Probabilmente ho interpretato male le poche righe del Televideo Rai.
Di seguito il link inserito nei commenti da Iaia.

Olanda, autorizzata eutanasia
anche per i bambini under 12
.

Grazie Iaia d’avermi informato. Sono stato superficiale. Devo smetterla di leggere il Televideo Rai con superficialità.

admin @ 11:20 pm - Commenti (3)

Clutcher? Non saprei.

Ho ricevuto una brevissima mail (credo l’abbia ricevuta anche Dario – il proprietario del condominio virtuale dove sono ospitato insieme ad altri fortunatissimi blogger).
Mi si chiedono eventuali spiegazioni a proposito del silenzio di Clutcher.
Non ho la minima informazione.
Ostinato io continuo a mantenere acceso il mio sguardo. Aspettando.
Prima o poi comparirà un nuovo post. O forse no. Aspetto tenendomi le mie domande. Credo sia giusto così.

admin @ 11:06 pm - Commenti (11)

The Filter: Beta!

The Filter (il blog Aggregator 3.0) è ora disponibile nella versione Beta.
A prima vista non è cambiato molto dalla precedente versione di test. Direi praticamente niente. A prima vista.
Divertente il faceroll introdotto da Giuseppe Granieri sia nel Filter e sia nel suo Blog Notes: sono linkati alcuni blog attraverso la faccia dei rispettivi blogger. Io, come un bimbo, ho fatto aggiorna aggiorna aggiorna per vedere un po’ di visi.
Al momento l’unica rosa tra i pochi maschietti ritratti è l’adorabile Princess Proserpina.

admin @ 9:43 pm - Commenti (3)

Gmail: modificare nome-cognome

Nota superflua sugli accounts Gmail.
Ho inviato gli inviti riempiendo i campi nome e cognome del destinatario con dati fittizi ricavati dal nickname di coloro a cui li ho inviati. Google non accetta invii senza nome-cognome.
Gli account di posta elettronica così creati sono registrati con quei dati un po’ sbiellati.
E tale accoppiata nome-cognome inventata viene usata come "mittente" da Gmail.
È possibile scegliere (in Settings) di inserire un nickname per l’intestazione dei messaggi in uscita, ma è anche possibile correggere secondo le proprie esigenze quei dati "all’origine".

Per modificare quei dati occorre:
aprire la propria casella gmail, andare in Settings e cliccare Account Settings. Dovrebbe aprirsi una nuova pagina.
In quella pagina si deve cliccare sul link Name and more.
A questo punto dovrebbe essere possibile modificare a piacere i dati inseriti da chi ha inviato l’invito per Gmail.

E allora?

Può rivelarsi utile quando non si hanno inviti nel proprio accounts, ma si vuole "riciclare" un account ricevuto da altri.
O per fare un regalo già pronto all’uso senza dover spiegare tremila faccende a destinatari antinformatici.

admin @ 6:30 pm - Comments Off on Gmail: modificare nome-cognome

Via della Madonna

Oh.
Marziller dopo un anno di blog ha deciso di rallentare, se non proprio assopire, il proprio blog.
Ha altro da fare.
Però mi rattrista un poco.
E non contento, posta il proprio indirizzo postale. Quello cartaceo. Quello del postino che mi citofona e urla «postaaa!» che lo sento se ho le finestre aperte.
Un ritorno alla realtà di una comunicazione interpersonale tattile. Quasi un addio.
Poi, io scemo, leggo che a Pistoia c’è una via della Madonna.
Non vorrei sembrare irrispettoso.
Mi vien da ridere a pensare a uno che chiede: «…Indirizzo. Via?…» e un altro che risponde: «… della Madonna, numero tot» …
E mi sono rasserenato.

admin @ 5:48 pm - Commenti (8)

Smettere di fumare "insieme"

Grazie al Filter (ironia) ho scoperto un blog aperto da Latifah e dedicato a quelli che hanno deciso di smettere di fumare (o vorrebbero provare) e sono interessati a farlo in compagnia blogosferica o sono felici ex fumatori desiderosi di aiutare gli altri a smettere.

Smettiamola!
L’obiettivo è spegnere l’ultima sigaretta e non accenderne più…

Da quando siamo tornati dal lago, la gattoconsorte ogni tanto si lascia andare a cercare di darmi stimoli sempre più corposi per farmi nascere la volontà di smettere.
Nelle ultime quattro ore ho fumato nove sigarette.
Il mio problema è che penso: "dovrei smettere" e mi accendo una siga, mentre rifletto sulla questione.
Non riesco ancora a pensare: "devo smettere" per farla finita.

In ogni caso, mi sono salvato nei preferiti il link a questo post di Graziella per essere pronto quando verrà il momento di smettere di fumare (sempre che non arrivi per me prima il momento di lasciare questo mondo di sigarette).

admin @ 11:40 am - Commenti (6)

Mio marito Francesca

 SIRONI EDITORE - MIO MARITO FRANCESCA di PAOLO NELLI
La scorsa settimana sono entrato in libreria. Ero assetato. È un momento strano della mia vita. Ho sete di carta.
Sullo scaffale denominato "piccoli editori", gioiosamente disordinato quasi si trattasse di un asilo nel pieno delle attività ricreative, ho visto due libri editi da Sironi Editore.
Uno era "Infanzia Dea" già apprezzato (ne scrissi in questo post).
L’altro era "Mio marito Francesca" di Paolo Nelli.

Lo soppeso fra le mani. Il titolo attira la mia curiosità. Osservo la copertina. La copertina di un libro è importante, importantissima, a mio parere. Essa esprime il parere dell’editore sul contenuto. Ogni lettore ha le proprie fissazioni, io ho le mie. E una di queste è l’affermare l’importanza della copertina. La copertina la dice lunga.
In questo caso un uomo e una donna ritratti vicini vicini con una maschera di carnevale sui volti. L’uomo la maschera di Minnie. La donna la maschera di Topolino (coi baffi). Per un momento sorrido. Ma una certa inquietudine mi assale. Leggo la quarta di copertina. Trovo solo poche righe tratte dal libro che dovrebbero incuriosirmi. Leggo anche i risvolti delle copertine, ma non mi fido mai molto in questi casi.
"Mio marito Francesca" è pubblicato nella collana "indicativo presente" curata da Giulio Mozzi. Guardo il prezzo: 13 Euro. Lo confronto con la mia fiducia nel curatore della collana. Penso un po’, poi lo prendo.

Ora l’ho finito e, sono sincero, sono ben contento e soddisfatto.
Anche un po’ inquieto. Mi sono ritrovato in alcuni atteggiamenti presenti nei tre racconti, in alcune sfumature dei personaggi, e da qualche parte, tra le righe, ho trovato anche mia moglie e un paio di conoscenti.
Nel risvolto della copertina si pone l’accento sull’umorismo. Io non l’ho trovato. Non l’ho avvertito. Si pone anche l’accento sulla possibilità per il elttore di spaventarsi. Ecco, io mi sono spaventato.
A casa, quando ho iniziato a leggere, per quanto mi accada raramente, sentivo in me una sorta di indifferenza. Non saprei specificarla con esattezza. Dapprima mi sembrava la manifestazione di una sorta d’antipatia nei confronti dell’autore. A volte capita di leggere un nome e di sentirlo ronzare nella mente antipatico. Poi, dimenticando l’immagine di copertina, la tentazione di rimandare la lettura è scemata poco a poco. L’indifferenza si è trasformata nella consapevolezza che ogni frase ossessivamente di seguito una accanto all’altra rappresentava una catena. Una catena che mi ha legato stretto a leggere e a vivere.
Mi sbaglio. Non ho letto quel libro. Forse solo le prime pagine. Poi l’ho ascoltato. I miei occhi correvano rapidi, mentre io ascoltavo il personaggio narrare. Seduto in cucina o spaparanzato sul divano. Persino a letto, sempre inquieto e attento, ascoltavo.
Sono pochi i libri capaci di raccontare con voce propria.
Nella copertina si usa il termine "surreale" nel tessere le lodi del libro. Una scelta dovuta, forse, per preparare il lettore. A volte è surreale davvero una pagina di uno dei racconti. Ascoltando non mi è sembrato poi così presente l’aspetto surreale. Forse vivo in una realtà surreale e quando la vivo in un libro non riesco a considerarla tale: anormale.

Tre racconti superbi. Sono in presa diretta, quasi lo sbobinarsi di una intervista radiofonica e in bianco e nero, ma attualissimi, ambientati nel nostro millennio. Forse vissuti poco prima.
Sull’amore. Sulla coppia. Soprattutto sulla vita che li circonda, azzanna o coccola.
Sono complessi. Non ostici. Presentano una intensità celata ad uno sguardo troppo attento nella lettura. Sono conversazioni: quasi mi veniva l’istinto di interrompere per fare una domanda o chiedere se disturbava il mio fumarmi una sigaretta. Percepirne i particolari procedendo nel racconto non mi sembrava semplice. Eppure, ora, per qualche giorno ancora, forse, li avverto e hanno costruito tre storie dentro di me.
L’inquietitudine è uno strascico della paura. La vita di coppia è inquietante se la si lascia scorrere via senza darle ogni giorno un significato insieme al proprio amore, inteso qust’ultimo sia come sentimento e sia come l’altra persona. Scritta così, da me, un lunedì mattina, è di una banalità immensa. Ma nel libro c’è molto altro, perché forse non é presente davvero quel che mi ha spaventato, e mi sembra, fortunatamente, narrato infinitamente meglio di quel che oggi ho scribacchiato.

admin @ 11:04 am - Commenti (3)
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