Archivio per January, 2005

January 31, 2005

Untitl.Ed

È ufficialissimo: untitled io ha il suo nuovo giocattolo.
Una casa editrice.
Sorrido d’invidia.

admin @ 11:51 am - Commenti (0)

Cambio spesso nome

Gaspare a me è simpaticissimo quando posta questo genere di post. E lo digito sinceramente.
Una volta qualcuno mi scrisse iniziando la mail con ‘Caro Rosario’. Forse succederà di nuovo.
Per la cronaca e in questi giorni, la gattoconsorte mi chiama ‘Stefffano’, ma non credo proprio sia possibile che qualcuno possa capire a quale personaggio si riferisce.

admin @ 11:34 am - Commenti (2)

Domenica: pomeriggio e sera

L’ho lasciata davanti alla stazione. Avrei dovuto accompagnarla sul binario, da gentiluomo. E oltretutto almeno tre o quattro parcheggi erano liberi. Ma il freddo era pungente nonostante il sole radioso dell’avvenire (non è politica, è lavoro) della gattoconsorte.

Statale pian pianino con calma con la radio a palla (Capital). Dovrò fare un post sulle radio che ascolto.
RDS è fissa sulla radio in bagno (Liorni mi diverte un sacco rispetto a quando è in tv) e in bagno, lo specifico per evitare facili battute, ogni tanto mi faccio la barba o il bagno, ecco per intendersi: non leggo solamente. Spero la piantino, però, col trasmettere quella lagna di canzone di quello che non è una persona perfetta)
RadioDue fissa sulla radiolona in cucina. La trasmissione alle otto di sera è spettacolare. Sempre nuova e sempre ai confini della realtà. Raramente è accesa la radio in altri orari, sostituita dai cd.
In macchina le mie preferite sono Reporter, Capital (Zona Protetta o i classici), RadioPopolare con i telefoni aperti o qualche approfondimento e RadioItalia. Tra parentesi, in quest’ultima lo speaker che legge le notizie è un mito.
Per un certo periodo mi sono divertito a seguire le malinconiche telefonate mattutine su RadioUno dei gagliardoni che hanno polverizzato i propri risparmi investendoli in borsa. Poi ho iniziato a incavolarmi per loro e ho smesso di seguirne le sorti.

Visita a mia madre.

Di nuovo in auto.

Cellulare: mia zia. È due giorni che mi cerca (adoro la segreteria telefonica e il telefonino che mi mostra chi si permette di chiamarmi su quello mio riservatissimo la domenica pomeriggio). Dopo due giorni le viene la voce cattiva e non posso continuare a evitarla se non voglio sentirmi in colpa.

Accosto. Leggo un cartello in una vetrina serrata: "Salami Favolosi". Il colloquio con mia zia ne riceve un forte stimolo alla positività. Sono allegro. Al termine della telefonata mi rendo conto di aver passato il tempo a cercare disperatamente le sigarette.

Mi ricordo che ho smesso con le sigarette e mi rattristo.

Arrivo a casa. Mi accorgo di un messaggino di mia moglie. Scrive che passando in treno da Nervi ha visto il mare. ‘Ste lombarde di pianura si esaltano con poco (infatti mi ha sposato). Le ho risposto: ‘quando traslochiamo?’.

Bagno caldo.

Giro per casa in tuta, ballando, tenendo in mano due steli di incenso accesi. Il gatto mi segue perplesso. Per un attimo lo vedo sorridere. Allora mi chiedo: "Ca**o c’è in ‘st’incenso!?!"

Cena. Megapiattone di gnocchi al burro col sugo preparato da mia moglie. Sangue di Giuda. Telecomando. Coperta. Isola del divano e gatto al fianco. Strippamento pazzesco.

Telefonata della moglie. Tante tenerissime parole. …Sono sicuro volesse accertarsi del mio impoltronimento.
A me piace stare a casa da solo.

Grappino. Uno, due e tre. La7 manda in onda per la centesima volta il primo film di Star Trek. Tooogo!!!

M’addormento sul divano istantaneamente. Mi sento sereno come un fanciullo che ha bevuto un bicchiere stracolmo di amaro del nonno (o del Nonno).

Mi sveglio, spengo la tv e leggo un po’ di web.

Bloggo. Il letto sarà freddo. Mi vedrò costretto a farmi scaldare dalla presenza felina del mio gatto.

Questo post non credo finirà nel blog.

admin @ 11:20 am - Commenti (2)

January 30, 2005

Super, togo, A3 e bancomat

Da qualche tempo ho iniziato a fare caso alle uscite di sicurezza dei supermercati che frequento.
Alcune sono ostruite in una maniera o nell’altra.
E apparentemente non mi sembrano quasi mai a norma (ma io non me ne intendo, ho solo visto un corso su cd dato a mia moglie da una scuola).

Già, è vero, me lo ha fatto notare Gaspare: negli ultimi tempi ho iniziato a usare l’espressione Tooogo!. Sono un Camera Café dipendente, quando posso, e mi piego in due dal ridere. Del resto chiunque abbia lavorato in, o abbia modo di frequantare un, ufficio ride (anche senza zucchero o dolcificante).
Mi piace quello stupore un po’ stordito che trasmette ‘Togo!’.

Ieri sera sono riuscito a far ridere una nostra coppia di amici. Ho raccontato loro dell’ultimora del televideo rai nella quale era scritto che la situazione sulla A3 bloccata dal maltempo sarebbe migliorata solo in assenza di nuove nevicate (sembrava voler suggerire: se smette di nevicare e spunta il sole e la neve si scioglie…).
Abbiamo commentato sull’utilità di inviare un reparto di genieri (o come si chiamano) e un paio di battaglioni di ca**utissimi alpini in simili situazioni per sbloccarle. L’unico problema è che gli alpini non vanno bene per fare lo scarica barile. È più forte di loro: se da qualche parte c’è un barile devono assaggiare cosa contiene ed eventualmente berselo.
Ricordo che ai tempi del terremoto di Kobe si disse che la mafia giapponese fu la prima a entrare in azione per i soccorsi. Ma questo, forse, è fuori tema (o forse no?).

A proposito della faccenda dei cinquanta euro falsi prelevati a uno sportello bancomat riporto quel che mi è stato detto…
In alcuni istituti bancari formalmente la ricarica del bancomat viene fatta da due impiegati che devono usare mazzette di banconote verificate e aperte al momento. In ogni caso fare denuncia non serve a nulla, a parte perdere i 50 euro definitivamente e a inimicarsi il personale della filiale denunciata (vorrei suggerire di tentare di reintrodurli in circolo, ma credo sia un reato e per questo, appunto, non lo suggerisco).
Il cassiere è assicurato. Ma, come in moltissime polizze assicurative, è presente una franchigia di almeno alcune decine di euro. Se il cassiere becca una banconota palesemente falsa, mooolto probabilmente, dovrà risarcire la banca di tasca propria. Se ha l’occasione di evitarlo, umanamente, forse lo farà.
Inoltre:
Il bancomat è una macchina. Può persino sbagliare a fare i conti. È rarissimo che accada, in quel caso occorre fare reclamo scritto il prima possibile. Tutto viene registrato dalla macchina e controllando (nei tempi e modi previsti dal personale) un eventuale errore del marchingegno salta all’occhio. Se ha sputato fuori una banconota da venti euro in meno quei venti euro risulteranno in più dentro.
Se il bancomat di una diversa filiale si mangia la tessera normalmente è inutile sbraitare: verrà rispedita alla filiale che l’ha emessa (anche se dall’altra parte della piazza, grrrr).

admin @ 10:45 am - Comments Off on Super, togo, A3 e bancomat

January 29, 2005

Io (abbellito)

Grazie a Principe (post) ho trovato da Chiaraaa (post) come disegnare un mio ritrattino.
Tra l’altro, che fine hanno fatto i miei link a Chiaraaa? Mi perdo link (e feed) come fossero centesimi, uffa.

E allora?

Alle tre del mattino passate non ho trovato di meglio del cogliere l’occasione per aprire un account su Flickr:
gattostanco su Flickr

Aggiornamento:
Chiaraaa si diverte a raccogliere i ritratti dei blogger nel suo post.
Finora sono l’unico coi capelli (e barba) grigi.

admin @ 3:44 am - Commenti (25)

Tortellini la domenica a pranzo (di Dud)

Ecco come commenta Dud in calce a questo mio post scritto da Omar:

un ricordo indelebile:

domenica mattina, a casa mia, si va poco in chiesa dal prete, che si è sempre preferito andare ad aiutare a consegnare l’unità, e i signori a cui lo porti sono tutti amici e spesso ti danno un dolcetto (“ch’lè semper mei ed l’ostia” diceva il nonno). la mamma sta mettendo su il brodo, e certe volte c’era solo qualche verdura e la gallina dentro “le pò bon li stess”. e nelle ore in cui si prepara comincia a nascere la magia: la farina a montagnola, l’uovo sopra e le braccia di tua mamma che cominciano a lavorare, trasformano una colla appicicosa di farina e uova in una pasta che il mattarello fa diventare velo, e tutta la cucina si riempie di queste “tendine” gialle ad asciugarsi un po’.
il ripieno è gia pronto, ed è buono anche così, lo so perchè lo rubavo mentre ero sul bordo del tavolo che giocavo con un pezzetto di sfoglia, perchè ho aiutato anche io, che è un lavoraccio grattuggiare il grana, allora si chiamava cosi tutto quel formaggio. si, insomma c’era il parmiggiano, e si usava quello, ma il formaggio si chiamava grana e basta e le grattuge grattuggiavano davvero se ti avvicinavi troppo alla crosta.

“e smettila di magiarti la crosta che la devo mettere nel brodo!”

strisce, e poi quadretti e su ogni quadretto un tocchetto di ripieno.

“e smettila di magiarlo che poi non basta, esen!”

si prende il quadretto di pasta in mano e poi un gioco di dita velocissimo, solo un attimo e in quelle mani da rezdora è nato un tortellino, che si mette in fila vicino agli altri, file perfette che riempivano il tavolo. e le donne parlano sempre mentre fanno i tortellini e tu le ascolti anche se non capisci proprio tutto che alcuni discorsi li fanno per farti mica capire a te. però le guardi mentre lavorano e pensi a quella zia che lei dice che li fa con il mignolo i tortellini che vengono più piccoli, e più buoni, ma tu lo sai che non è vero perchè la hai vista che lì fa come le altre. bisogna farne tanti perchè i tortellini non riempiono mica mai, ne mangeresti sempre ancora.
si mangia tardi alla domenica forse anche all’una. e davanti al mio piatto guardo i grandi che versano mezzo bicchiere di lambrusco nel brodo, e quando mi vede il papà ne mette un goccino anche da me, che la mamma sgrida perchè a otto anni rischi di diventare un beone come il nonno. ma tanto oggi è domenica. e il primo pezzetto di crosta nel brodo lo danno sempre a te, e va mangiata subito finche è calda che poi diventa dura.
forse a te allora ti piaceva di più senza il vino, e avevi anche sentito di qualcuno che mangiava i tortellini con la panna, ma non devi dire niente se no ti prendono per uno ancora piccolo.
non è mica poi vero che non riempiono mica i tortellini, perchè tu ad un certo punto non avevi più fame, c’era solo un po’ di posto per la sbriciolona.
e se sei emiliano magari tante cose non le capisci bene che forse un po’ di nebbia ce la hai anche dentro, ma una cosa la sai di sicuro. è una verità che non si scappa mica: la domenica sera c’è il lesso.

di Dud (MeicheNada)

admin @ 1:20 am - Comments Off on Tortellini la domenica a pranzo (di Dud)

January 28, 2005

Pillole di cucina emiliana (di Omar)

Sono quotidianamente sorpreso dalla qualità sublime dei commenti che attira questo mio blog:

Caro gattone a proposito di spirito emiliano a tavola posso accomodarmi nel tuo salotto marrone e forumizzare un poco?
Grazie, andrò dunque a proporre un poco di spirito da tavola, precisando che non ho alcuna intenzione di propormi come gastrono ed enologo (non me ne voglia il succitato Roberto Valentini, appassionato di vini e della buona tavola) ma unicamente di proporre ciò che mi piace.

Pranzo parentale dalla zia
Antipasti: Cubetti di mortadella Montorsi, Scaglie di Parmigiano e aceto balsamico dello zio.
Primi: Tortellini in brodo (per i piccoli e gli eretici ci sono anche alla panna, ma pochi..), Rosette con il prosciutto cotto (sempre Montorsi of course che la zia lavorava lì..) e l’Emmental.
Secondi: Lesso (sempre da accompagnarsi con l’aceto dello zio), Cotechino (oppure il Cappello del prete) con il purè o i fagioloni bianchi.
Vino: Lambrusco di Sorbara “Vecchia Modena” delle cantine Cavicchioli.
Dolci: Torta di pane noci e cioccolata di mia cugina
Vino: Malvasia della cantina sociale di Arceto.
Caffe e nocino

Cena per gli amici a casa mia
Affettati: Prosciutto crudo Modena, Ciccioli montanari, salame e coppa di testa.
Tigelle (e qui non state a fale i filologi che non si chiamano tigelle bensì cresentine etc…) e Borlenghi (c’è anche la “concia” di lardo aglio e rosamarino!!!!)
Vino: Grasparossa della cantina sociale di Settecani.
Dolce: andate poi in pasticceria se avete ancora fame

Pranzo estivo in montagna da me
Affettati: Prosciutto crudo Modena e spalla cotta.
Gnocco fritto (sì nello strutto altrochè che così è buono da mangiare anche "liscio")
Ciccioli frolli e cipollotti
Vino: Lambrusco di Sorbara di Bellei
Dolce: se proprio volete c’è la torta di tagliatelle della nonna
Vini: Bianco di Castelfranco.

di Omar

admin @ 8:04 pm - Commenti (2)

Un brodame di post

Ascolto un cd masterizzato datomi in prestito. Musica latinoamericana. Io non me ne intendo di musica, ma mi chiedo se da qualche parte si dica musica sudeuropea (tanto per fare un esempio).
Non ho mai capito quelli che non scrivono i titoli dei pezzi sulle copertine. E soprattutto non ho mai capito quelli che non scrivono neppure il cantante. Gente pigra, non stanca.
Ho nelle orecchie una compilation e non ho alcuna idea di che musica sia nello specifico, degli interpreti e tanto meno dei titoli. In compenso mi agito un poco sulla mia sedia che scricchiola.

Continuo ad aver problemi a reperire un libro, un saggio, pubblicato all’estero. Vorrei donarlo alla mia diletta sposa. Le lebrerie non me lo ordinano (io, del resto, non lo pago sino a quando non lo vedo) e l’ipotesi di ordinarlo via web è fuori discussione. Si tratta di un piccolo investimento e i miei natali mi impongono di non comprare mai nulla sulla carta se supera una minima modestissima cifra.
Ho scritto all’autore e quello mi ha suggerito di convincere qualcuno a comprarlo al posto mio. Non devo essere stato capace di fargli capire il mio dilemma. È un genio e le questioni spicciole non le afferra al volo. Sarà anche un genio, ma incontrarlo, mentre in bici spinge per andare a comprare il pane, è certo un pericolo.

Ieri a Striscia ancora se la prendevano con la Marchi. Anche mia moglie era un tantino infastidita, ma per ragioni contrarie alle mie…
Tempo addietro commentai che invece di processarla avrebbero dovuto affidarle un qualche dicastero economico. In questi giorni scopro che il 53 che non salta fuori al gioco del lotto ha appesantito le casse dello stato di un bel po’ di milioni di euro. Mitico.
Con mia moglie ho commentato che se tutta questa gente ha il sacrosanto diritto di voto, è ben positivo che risarcisca i propri probabili errori con soldoni sonanti. La mia dolce metà mi ha risposto con una filippica sul gioco d’azzardo e l’ignoranza dilagante, la creduloneria popolare e tante giustissime argomentazioni. A questo punto le ho risposto che si tratta di un cane che si morde la coda e ho girato canale.

C.S.I. a me pare una bella serie ovunque sia ambientata. Magari è spesso un tantino improbabile da ogni punto di vista, ma come americanata qualsiasi me la godo. Invece mi rifiuto di vedere le serie di matrice italiana. Mi sembrano quasi irrispettose di quel che si vede comunemente in giro in presa diretta, ma probabilmente sono distorsioni di stampa. Dovrebbero ambientarle in un futuro prossimo e definirle di fantascienza, e allora sarei ben contento.

Ho dato un’occhiata ai nuovi miniFilter (community) del Filter. Sicuramente mi sbaglio, ma mi sembrano già spammate. Infatti chi fonda una community riguardante un argomento è stato subito dotato della possibilità di bannare (cacciare) chi è ostinatamente fuori tema solo per il gusto di ricercare una piccola fetta di visibilità in più.

La piattaforma WP (scongiuri del caso) sembra poco attaccata dallo spam. Sono contento. Magari mi sbaglio.

È stato suggerito da Google e altri di usare il tag "no follow" per combattere lo spam nei commenti ai blog (la storia non la racconto, tanto è in giro facilmente reperibile). Io no credo sia stato suggerito -solo- per via dello spam. Ma sono affari miei.

Girellando ‘attorno’ al blog del Grillo sono finito sul sito di una azienda di servizi on line (credo). Rivedendo il blog mi sono chiesto se il Beppe l’abbia almeno visto anche lui. Magari dopo il tour, avendo un pochino di tempo in più, potrebbe prendere gusto al bloggare sul suo blog..

Prima di spegnere ho fatto una ricerchina a proposito di "Terre Rosse" di "Roberto Valentini" (Todaro editore – non linko l’home perché è in flash) segnalatomi da Omar.
Un giallo scritto da un sassuolese (come si chiamano quelli di Sassuolo?). Dovrebbe essere un libro zeppo di Ferrari vendute in provincia. Secondo appuntamento con un personaggio nato nel romanzo precedente.
Sembra elettrizzante. Non ho letto recensioni, però. Non ho mai capito coloro che recensendo si sentono giustificati dal raccontare mezzo romanzo (a volte fine compresa) rovinando qualsiasi curiosità. Chissà se mai riuscirò a trovarlo. L’ho aggiunto alla mia listina che porto nel portafogli.

Per finire voglio digitare di una piccola cosa che mi ha colpito:
"Il Coltivatore Pavese" (numero 1 anno 60, 1-15 gennaio 2005) ospita un breve messaggio a firma Lidia Zucchella di commiato dalla attività di consulenza alle relazioni esterne della Coldiretti di Pavia.
Ricopio a mano una frase così trasparente da meravigliarmi:
"[…] In 20 anni ho assistito alle varie trasformazioni che hanno interessato la Coldiretti: da pura emanazione politica e braccio armato dell’allora Dc, l’organizzazione ha via via ritrovato il suo vero ruolo, quello di sindacato a difesa degli interessi degli imprenditori agricoli e, di riflesso, dei consumatori […]"
Beh, meglio tardi…

admin @ 1:37 am - Commenti (14)

January 27, 2005

Il blog di Beppe Grillo

Grazie a 4Banalitaten (in questo post) scopro:
Il blog di Beppe Grillo

Al momento è presente un post per ogni città del suo tour (esempio: Pavia – 23 febbraio) contenente una battuta. I visitatori sono invitati a lasciare un commento sulla città in questione.
Nella pagina di spiegazione dell’iniziativa si legge: "Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. […] L’utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti. […]"

admin @ 5:58 pm - Commenti (4)

Spigolature mattutine

Leggo in questo intervento di Gianluca Neri il suo parere riguardo ad una simpatica questione che ogni tanto si ripresenta: scriver difficile è scriver sensato?
Nel post si trovano tutti i link per valutare l’esempio specifico. Esempio che non mi azzardo a commentare per il semplice fatto che non ho capito di cosa si tratta 😉
In realtà la questione di fondo è assai complessa. Se ad esempio una metafora linguisticamente ineccepibile non viene compresa, è la metafora a esser sbiellata o è il ricevente a doversi rimboccare le maniche per capirla (senza lagnarsi)?
Professoroni hanno impiegato tempo e risorse per tentar di rispondere. Inutilmente il più delle volte.
Un divulgatore scrive in rapporto alle persone che desidera raggiungere e dalle quali pensa di voler essere compreso. Può sbagliare valutazioni o voler essere compreso solo da chi ha le potenzialità per farlo. Concetto semplice a parer mio (scritto male, problema mio).

Pandemia rilancia l’internet free day: in pratica domenica prossima si dovrebbe stare lontani dalla rete.
Domenica prossima la mia dolce metà starà lontano da me (ho difficoltà a farle comprendere esattamente le dinamiche della rete e ogni tanto mi prende per un sito da consultare). Non credo riuscirò a stare lontano dalla blogosfera, visto che mi ha proibito di uscire quella sera solo soletto (a meno che La7 non voglia replicare per l’ennesima volta qualche imperdibile Star Trek …ancora mi chiedo quali miserrime competenze avessero i responsabili del doppiaggio dei film).

admin @ 9:29 am - Commenti (2)
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