Archivio per August, 2006

August 26, 2006

Grazie Dario (WP2.0.4)

Questo blog ora viaggia con ilnuovo motore 2.0.4 di WordPress.
Il capo meccanico Dario è impegnato negli ultimi fissaggi e verifiche dell’intera scuderia.
Grazie Dario!

La carrozzeria del blog resta identica (prima o poi vedrò di decidermi a cambiarla, anche se le sono affezionato).
Resta identico anche il pilota.
…Ma il motore almeno è nuovo, aggiornato e abilmente vezzeggiato dal solerte e gentile capo meccanico, senza di lui i blog targati Diludovico non sarebbero come sono.

Il mio unico (e ben misero) supporto alla squadra è da tempo la sola pubblicità nella colonna laterale.

admin @ 2:55 pm - Commenti (10)

August 22, 2006

I blog pavesi di BlogItalia

Da Deeario ho trovato una mappa navigabile dei blog italiani divisi per provincia e realizzata dallo stesso Tony utilizzando i dati di BlogItalia.
A me sembra interessante e divertente.

Al momento risultano presenti 88 blog residenti in provincia di Pavia tra i registrati in BlogItalia.

Ecco l’elenco scremato dagli inattivi, commerciali o doppi (ovviamente mancano tutti i blog pavesi non registrati):

– blog Pavia –

Anathea
Assolutamente provvisorio
Burp!
Claustrophobia
La Cour Des Miracles
ComeQuando
Deliri musicali e non
di Vino & Cibo
ehvvivi (VitaStordita)
Fabio Esposti Home Page
gruppo h5n1
kumpapv
Lenny Farmer
Love is a virus
maxmem
Il Mondo di Lylium
Numerabile
Phoenix magic world
Il Palio di Siena
Ricordiamocene
Scusa non sento
Stream of Consciousness
Subsonicamente
La Voce dell’ombra
Zampironi.org
Ziggy the bulldog
gattostanco

– blog Provincia di Pavia –

Andrea, detto Mangia Broni
Haku’s limerick Corvino San Quirico
Argentea e Daniela Mortara
Io sto con Mancini Sannazzaro de’ Burgundi
Calcio Femminile Lanterna Siziano Lanterna
Ritmo Sankarlino Verrua Po
Crisis Vigevano
Non voglio mica la luna Vigevano
Sarajevo Vigevano
Stefania, vegan Vigevano
e-conomy.it/blog/ Voghera
peluchilandia Voghera
roby2901 Voghera
Zio Frenkoz Tromello
Cuore Gaelico Zavattarello
Ninoland Oltrepò

admin @ 6:53 pm - Commenti (10)

August 17, 2006

Marta in the sky with Pulsars

Girellando tra le ultime Astronews dell’Unione Astrofili Italiani ho avuto alcune notizie.
La prima a colpirmi è purtroppo un lutto. È morto lo scienziato che ha dato il nome alle "fasce di Van Allen".
Poi scopro che forse presto Plutone sarà classificato come pianeta plutoniano (bella forza), doppio (insieme al compagno Caronte) e nano. Un asteroide dal nome Ceres diventerebbe un pianeta (e mi farei una birretta per festeggiare). E scopro anche che un oggetto dal nome simile a una targa per auto disneyane 2003-UB313 (Xena) verrebbe classificato come pianeta.

La notizia bella è un’altra:
Una giovane ricercatrice italiana, Marta Burgay, ha vinto un premio per aver scoperto una "pulsar al millisecondo", il primo sistema conosciuto di due stelle di neutroni pulsanti; è molto importante per gli studi di cui è e sarà oggetto. Naturalmente il merito è anche delle sue gatte Elica e Mina.
Credo sia ovvio: non ho la minima idea di cosa abbia scoperto la scienziata (a parte due stelle nel cielo), ma non è importante che io lo sappia nello specifico.

E allora?

È importante che una giovane ricercatrice italiana, sorridente e capace abbia "vinto" un premio (una medaglia e il viaggio per ritirarla in Australia). Ma è altrettanto importante che abbia avuto la possibilità di fare le proprie ricerche, che abbia ottenuto un posto in Italia dove poter continuare a fare ricerca e che possa mantenersi.
Scarpe da ginnastica, jeans e maglietta rossa Emergency. Ecco come si presenta Marta. Le auguro di mantenere lo stesso spirito anche quando sarà una professorona. Dal sorriso direi proprio di sì.

Collegamenti:
L’astronew dove ho appreso la notizia del premio.
Il comunicato stampa dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, dove è possibile scaricare una videointervista alla ricercatrice in diversi formati e vederla in immagini nella splendida cornice di due radiotelescopi.
Soprattutto:
La Marta’s Home Page dove è possibile sapere cosa ha fatto e scritto, e vedere centinaia delle sue foto in giro per il mondo (la Terra).

Be’, a lei tante grazie e complimenti da parte mia e della gattoconsorte (e del gatto).

admin @ 11:45 am - Commenti (8)

August 13, 2006

Rave Party Pavese

A quanto pare da notizie stampa, sulle rive del Po a sud di Pavia avrà luogo un mega rave party ferragostiano.
Ci sono già centinaia di accampati e si prevedono molti altri arrivi.
Anche le zanzare saranno felici.
Oggi mi trasferirò da quelle parti per qualche giorno. Io, ovviamente e col guinzaglio corto (mooolto corto visto l’atmosfera che circonda già i luoghi), il giorno di Ferragosto mi beccherò una processione con tanto di banda al seguito, altro che rave sfrenato.

Ci si vede dopo… (quando dovrò continuare la catalogazione dei libri familiari decisa da mia moglie e che porto avanti a rilento)

admin @ 2:51 am - Commenti (16)

August 8, 2006

Minipost: Vicini casinari

I vicini del piano di sopra sono brave persone.
Non ho dubbi in proposito.
Li detesto amabilmente.

Oggi, con mio grande sconcerto e rabbia, ho scoperto che ad agosto non si toglieranno dai maron… non andranno in vacanza.
Se con la brutta stagione l’unico vero fastidio è il loro ostinarsi a considerare il citofono un inutile orpello della civiltà, col calore estivo il loro chiassoso rumore aumenta sensibilmente fino a raggiungere le vette dello smarronamento continuato.
Mia grande fortuna è il loro restare attivi solo dall’alba al tramonto, poi scompaiono (a parte le sporadiche sceneggiate notturne con urla, pianti e legnate).

[censura – brano in contrasto con la linea del blog fatta anche di pacatezza e ragionevolezza e positività]

Ho eliminato la parte di post densa di luoghi comuni, pregiudizi, insulti e stramaledizioni.
Ammetto ora, però, di ritrovarmi rilassato dopo averla digitata con gusto esasperato.
Un post del tutto inconcludente dal lato pratico, ma di estrema soddisfazione e sfogo.
Ora vado ad attaccare il mio rimanente malumore alla gattoconsorte 😀 (è colpa sua se abitiamo in questo suo appartamentino circondati da tamarroni invece che nella mia tranquilla casetta circondati dal silenzio).

admin @ 4:04 pm - Commenti (8)

Minipost: WolfenFlash

Wolfenstein 3D in Flash diventa…

WolfenFlash 3D (donpixel.com).

Adorai quel gioco. Stupendo. È riprodotto nei dettagli e con la grafica dell’epoca. Lo si trova anche qui dove è possibile trovare una directory con le mappe.

Per i più giovani, questa è la pagina di Wikipedia in italiano dedicata al videogioco originale (dei primi anni Novanta).

admin @ 2:30 am - Commenti (0)

August 7, 2006

La cultura enciclopedica dell'autodidatta

LA CULTURA ENCICLOPEDICA DELL'AUTODIDATTA di DAVIDE BREGOLA - SIRONI EDITOREPremessa
Il seguente intervento è stato digitato pensando a una pubblicazione all’interno della Bottega di Lettura. Dopo averlo proposto in visione ai Bottegai a luglio, ricevendo un paio di forti incoraggiamenti, non l’ho poi inserito.
Oggi, con la Bottega in vacanza e il blog di Bregola chiuso, l’ho rimesso a video per modificare ciò che non mi convinceva. Il tentativo si è rivelato immediatamente inutile, a me piace così. Non è una recensione. È qualcosa di emotivo e piuttosto sfibrato e sfuocato.
Lo precede la presentazione fatta ai Bottegai.

Presentazione per la Bottega di Lettura
[…]
Ho letto "La cultura enciclopedica dell’autodidatta" di Davide Bregola dopo avere assistito a una presentazione [resoconto].
Mi sono immedesimato molto nel personaggio principale. E questo ha debilitato fortemente le mie già scarse capacità di digitare impressioni di lettura coerenti.
Ho atteso svariati giorni prima di dedicarmi ad abbozzare una scheda di lettura. A quel punto avevo perso anche tutte quelle piccole grandi ispirazioni momentanee che avvengono durante una lettura particolare e che non ho annotato su carta al loro manifestarsi.
Quindi mi è venuta fuori una scheda assai povera e sconclusionata e discutibile. È come le altre mie, d’accordo, ma forse peggiore (non pensavo fosse possibile).

Il post relativo allo stesso libro [questo nella Bottega] di Demetrio [blog] è talmente bello, chiaro e appagante che non voglio rischiare di "sporcarlo". Sia chiaro, non è sudditanza nei confronti di Demetrio, ma come dire: non vorrei impiastricciare il "rapporto" tra la Bottega e la CEDA attraverso l’ottima chiave di interpretazione di Demetrio che offre una visione estasiante. Mentre io mi sento gioiosamente molto impiastricciato e confuso dai saporiti residui della CEDA.
[…]

– – – – – –

Giovanni Costa esiste.
A partire dalle prime pagine di "La cultura enciclopedica dell’autodidatta" di Davide Bregola ho permesso all’immedesimazione nel personaggio di avvampare in me. Ho trascorso giorni prima di potermi serenamente dedicare alla stesura delle mie impressioni di lettura a volte persino in contrasto fra loro.
Il libro è una autofiction dove autobiografia e riflessioni personali sul reale confluiscono. Leggendo penso sia un po’ strambo immedesimarsi in un personaggio simile allo scrittore che lo racconta, soprattutto perché prima di iniziare la lettura ho visto la persona (incarnante il personaggio Costa e lo scrittore Bregola).
Quindi devo premettere di non essere distaccato nel ripensare a ciò che ho letto. Non riesco a distanziarmi dalle sensazioni vissute. Non lo voglio fare. Per questo la trascrizione delle mie emozioni è trasognata e contorta in contrapposizione alla bellezza e alla chiarezza del romanzo.

Il Costa è un uomo fermato sino alla fine del romanzo. La sua mente gira, mentre la sua vita è inchiodata. Ama, viaggia, parla, pensa, ricorda, discute pur restando immobile davanti alle scelte della vita. Una vita prevedibilmente già prefissata dalle circostanze costruite dalla stessa. Davanti alle scelte ovvie di una esistenza in cammino su dei binari, il personaggio si blocca a pensare e il romanzo descrive questi pensieri e da dove nascono e dove lo porteranno.
Mi sento complicato ritrovandomi a digitare a proposito delle storie raccontate con il riflesso delle mie personali esperienze. Non riesco a diventare asettico, a superare l’ostacolo di una narrazione sulla quale posso distendere tante piccole fette di quel che sono, o che vorrei essere o che, forse soprattutto, sono stato.

Lo scrittore propone al lettore un distillato dei materiali raccolti nel tempo per scrivere il romanzo, così mi sembra in una struttura a incastri definiti e netti. Non rielabora il tutto in una forma classica di narrazione complessiva e unica, preferendo offrire capitoli e appunti in una apparente veste grezza (certamente rifinita e "costruita") nel realizzare una narrazione fluida e duttile alle esigenze del lettore.
Il libro è semplice grazie ai suoi molti strati. Non solo è multiforme nella sostanza, ma a me è parso possedere diversi livelli di lettura. Ogni aspetto della grande storia umana presente può ottenere maggiore attenzione di altri in relazione a ciò che risveglia. Il Costa è precario nei giorni nostri, vuole sapere la verità; è desideroso di ciò che vuole e non di ciò che gli è possibile. A seconda delle mie preferenze momentanee durante la lettura emergeva, e sentivo più mio, un lato della storia.
L’ho letto nell’arco di una domenica, dal mattino al mattino; appassionandomi, incuriosendomi e inseguendo. Nell’arco di un solo giorno, ho aperto il libro con freschezza e interesse diversi, eppure ogni volta non provavo alcuna difficoltà a sintonizzarmi con lo strato del libro congeniale al momento. Se stanco e veloce preferivo il lato semicomico e candido. Se attento e lento preferivo il lato filosofico e siociologico.
Il quadro cinico del presente mi appare sensazionale nella facilità con la quale viene espresso. La presunzione di chi si considera eletto e sottostimato apre le porte a una pulita e aspra rappresentazione di un mondo avido e pavido.
Il Costa pensa anche quando la società non lo reputa necessario. Questo lo mantiene legato a una compagna altrettanto bloccata nei percorsi della vita. I personaggi sono in attesa di loro stessi. Sono in attesa di potersi scoprire per compiere le scelte consapevoli e non spinti dal loro habitat.
La cultura enciclopedica dell’autodidatta descrive intimamente le contraddizioni e le aspirazioni di un uomo che vive e alimenta la propria condizione di insicurezza materiale allo scopo di evitare il rinchiudersi in una scatola di oggetti e di sensazioni chiuse. Una precarietà in un certo senso funzionale a rallentare, e molto, il susseguirsi delle scelte. Nel mio caso non posso proiettare una simile precarietà oggettiva del semidisoccupato perenne (ufficialmente e statisticamente lavoratore), ma solletica comunque il ricordo di decisioni passate e certo future. Accade a chiunque voglia vantarsi di spezzare il proprio pensiero in favore a quello degli altri senza mai sottomettersi a "piegarsi". E il Costa, non si piega. Alla fine deciderà di recitare.
Vivere è scegliere e quasi inconsapevole il Costa desidera persistere in una condizione che gli permetta di avere molte scelte, quindi credo sia inevitabile che viva in una perenne situazione di indolente stasi intento a perseguire la propria crescita. Privo di una prepotente lealtà di gruppo, amplifica la propria singola identità a forgiare i propri desideri e la personale ricerca di verità in una autonomia essenziale. Non vuole cedere alle possibilità mature implicite nell’ambiente di nascita e resta indietro a osservare attento tutti gli ambienti oltre il proprio orizzonte fisico.

Il classico candido eroe da romanzo affascina e ripulisce il lettore dalle tossine accumulate nella realtà. In questo caso io non mi ritrovo ripulito, ma esaltato dall’accoppiarsi dell’ordinato marasma del romanzo e quello mio, interiore. La potenza del romanzo, e la Forza che guida Davide Bregola, è questa: sotto le mentite spoglie della ricerca della verità da parte del personaggio cardine, egli descrive la propria ricerca della felicità fatta del proprio io e di donne, uomini, pensiero, domande. Una libera ricerca eseguita non in base ai desideri stereotipati della società. Il ripudio personale della noia dell’esistere senza vivere. …Sicuramente mi sbaglio, ma che importa? Il messaggio di fondo, latente, nel libro è sfaccettato e proposto in una struttura tale da essere esso stesso multiforme e, mi ripeto, duttile alle voglie del lettore.

Altrove, e prima di leggere il romanzo, ho paragonato l’autore a un cavaliere Jedi in incognito con una latente esperienza nel lato oscuro della Forza. Giovanni Costa, sul quale proietto le mie scarne sensazioni riguardanti l’autore, non assomiglia a Luke Skywalker; piuttosto incarna il Ben Kenobi, dopo il ritiro in un oscuro pianeta, colto nell’istante cruciale della decisione di prendere nelle proprie mani il destino di Luke. Il ciclo della storia umana fondato sulla lotta perenne e impari tra la perfida tirannia e la stolta democrazia riparte grazie a quella scelta. Ben era pronto, nascosto e insignificante sino a quel momento dopo la gloria del passato. Ecco, Giovanni Costa decide di mantenersi pronto. La sua lotta sarà ovviamente meno appariscente e spettacolare, e di importanza storica infinitamente più modesta, e forse scadente, ma in ogni caso trova importante mantenersi all’erta e scattante e… mimetizzato nel tessuto sociale. La potenza, per così dire, del personaggio è l’esperienza totale della Forza. Il Lato Oscuro non lo attrae, ma neppure si accontenta di quello benigno. Si lascia invadere senza concentrarsi o concedersi. Il Costa è libero persino dalle influenze della Forza. Egli vive senza dominare e dominarsi in una singolare contrazione degli orizzonti per potersi rizzare a osservarne altri ben oltre i confini usuali all’uomo che non aspira a essere eroico nel comune vivere quotidiano.

admin @ 4:17 pm - Commenti (0)

August 4, 2006

Minipost: Giornalisti? Alieni!

A proposito di giornalismo, inserisco un breve estratto dal libro in lettura questa sera (“Invasione silenziosa” di Sarah Zettel, trad. Riccardo Valla – Urania 1513)

– E come lo sa? – ribattè lui. – Gli alieni che l’hanno messa, magari
l’hanno tolta mentre noi non guardavamo.
– Se l’avessero fatto, me l’avrebbero detto – intervenne Terry.
– Davvero?
– Certo. Sono un giornalista e tutti i giornalisti sono degli alieni, non lo sapeva?
– Ne avevo il sospetto… – commentò Troy.

Anch’io 😀

admin @ 1:34 am - Commenti (2)

August 2, 2006

Minipost al rum

Per la prima volta in vita mia ho letto un testo di Fidel.

admin @ 1:34 am - Commenti (7)

August 1, 2006

Vibrisse librarie 2

E così anch’io sono stato accolto in qualità di “lettore”, malgrado il post precedente, all’interno di Vibrisselibri.

Altri link blogosferici dopo quelli già proposti nei giorni scorsi:

letturalenta, scrive: “ha una redazione, un ufficio stampa e un comitato di lettura, quest’ultimo addirittura dotato di un decone, vertice di una gerarchia dal sapore vagamente esoterico

Xhara, scrive: “P – signorina che c’è? Cosa dice?
X – non c’è tempo, non c’è tempo, non c’è tempo.

Demetrio, scrive: “Tra i vari protagonisti di questa avventura ci sono anche io. E cosa fai tu?, vi chiederete.

Giocatore, scrive: “L’impresa è da segnalare, da incoraggiare, da biasimare, da scoraggiare; ad opera d’un manipolo d’ardimentosi, tra i quali un caro amico mio

Marco Candida, scrive: “E’ droga allo stato puro, c’è da non crederci! Mi devo calmare. Sì, mi devo calmare.

admin @ 2:23 am - Commenti (2)
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