Archivio per June, 2007

June 29, 2007

It's summer time

E’ tempo d’estate.

Oggi dichiaro finiti:

la settimana
il mese di giugno andato meglio del previsto
un inizio d’anno dedicato ai miei cari (suocera compresa)
una sequenza di mesi nel complesso faticosissimi
un paio d’annetti ricchi di preoccupazioni.

Il futuro lavorativo di mia moglie e il mio è incerto. Quindi i pensieri non mancano. La gattoconsorte non ha voluto farsi ben volere dalle persone giuste, mentre io sono riuscito a mostrarmi soltanto come un stupido troll antipatico ad altre persone giuste.

Cose che capitano.

Mia moglie, per distrarsi un po’, è uscita a prendere un aperitivo con una collega vestendo una gonna un po’ troppo trasparente (invecchiando tendo a interronirmi riguardo a certe cose :D). Io, invece, giocherò ancora un po’ on line (rimandando a questa sera un paio di cose). Relax.

E poi?

E poi quel che sarà, sarà. L’importante è metterci impegno e buona volontà, direbbe qualcuno.

Per adesso siamo in quel limbo momentaneo (ma di relativa tranquillità) del lettore che voltata finalmente una brutta pagina non ha ancora messo a fuoco quella seguente, convinto comunque sarà migliore, perché giunto a quel punto la trama non potrà scostarsi molto dalla traccia precedente.

admin @ 5:52 pm - Commenti (3)

June 28, 2007

Hictu! video microblogging all'italiana

Un paio di giorni addietro sono entrato nel caotico mondo di twitter.
Inizio a prendere gusto a questo modo del tutto effimero nel tempo, e spesso nei contenuti :), di essere in rete. L’impressione che tutto sommato nessuno poi legga effettivamente quel che scrivo è intrigante.

Grazie a una segnalazione (di non mi ricordo più chi, chiedo scusa e twitter ora è al solito down) ho scoperto che si è appena affacciato sul mercato dei servizi simili un nuovo sito made in Italy.

Hictu! si definisce il primo servizio di video microblogging.

Hictu offre la possibilità di inviare messaggi di testo di 160 caratteri e registrare video e messaggi audio, il tutto con l’aggiunta di un paio di altre funzionalità marginali, ma simpatiche.

Ho inserito un messaggio e un altro utente mi ha risposto lasciandomi il proprio commento in video. Gli ho risposto in maniera testuale, ovviamente 🙂
Questa possibilità a me pare divertente e interessante. Aumenta il caos generale, ma inietta anche dinamicità all’insieme.

Scaramanticamente non ne amo il nome. Io leggo Hictu com’è scritto: ictu. E da fumatore quale sono mi è venuto spontaneo aggiungere una esse finale per ritrovarmi a storcere il naso. Spero comunque porti fortuna.

admin @ 11:00 am - Commenti (0)

June 27, 2007

iMille? Love is a virus pavese

Conosco persone che dopo aver amato la spedizione dei Mille da ragazzi, ora pensano che forse Garibaldi poteva farsi gli affari suoi, invece di diventare un burattino dei Savoia.
Al Nord qualcuno inveisce a sentire nominare i Mille (stranamente, perè, diventa pensieroso inventandosi un potenziale ricordo di bei tempi andati a sentire nominare i Savoia).
Quindi la scelta del nome è l’unica critica che mi sentirei di fare al movimento promettente (un classico della politica) di prossimo inserimento nel nascituro Partito anti Democratico.

Personalmente credo che seguirò l’evoluzione di iMille usando come punto privilegiato di osservazione Loveisavirus.
Blogga da Pavia e non sente la parola "cronoprogramma" dal 1985. Mi sembrano ottime credenziali unite a un sano, e spero attento, entusiasmo. Eppoi ha il template deliziosamente sbiellato nella creazione dei permalink ai post 🙂

Da parte mia, invece, oramai sono stanco, brontolo e diffido. Penso non ci sia alcuno spazio per le brave persone nella politica che costruisce il Paese (o anche un comune di una cittadina qualsiasi come quella in cui abito). Mi ostino soltanto a mantenere viva la speranza, quasi fosse un virus impossibile da debellare.

admin @ 12:33 pm - Commenti (5)

June 26, 2007

L'Angolo del Cane

Da alcuni mesi acquisto al gatto alimenti dietetici adatti ai suoi problemi renali.
Ho preso l’abitudine a servirmi in un negozio dalle mie parti. Non vende la linea che mi era stata suggerita in un primo momento dalle veterinarie, che comunque hanno approvato anche i prodotti per gatti Royal Canin che il negozio vende.
Mi sembrava un po’ strano comprare cibo canin per il mio gattaccio, ma oramai avevo fatto l’abitudine.

Questa mattina il negoziante, simpatico e cortese signore, mi ha omaggiato di un portachiavi. Ho così scoperto che il negozio si chiama "L’Angolo del Cane".

Camminando per strada mi veniva da ridacchiare, anche se la mia infanzia ha avuto due adorate compagne canine.

admin @ 12:32 pm - Commenti (2)

Twitter anche io

A proposito di Twitter pensavo: lo conosco, lo evito.
Per farla breve e in parole povere, twitter consente di lasciare in rete dei messaggini come fossero sms di 140 caratteri. Sono pubblici e/o riservati ad altri utenti inseriti tra i propri amici. L’utente può tenere facilmente traccia anche dei messaggini dei suoi amici.
A cosa serve? Difficile dirlo. Serve a molto o a nulla, dipende dall’utente.
Di certo è che ne sono stato alla larga per molto tempo ritenendolo un possibile aggeggio webbico in grado di creare dipendenza. Poi, grazie a (o per colpa di) eio ho voluto cedere alla tentazione di provare.

Odiando il telefono, forse m’appassionerò.

gattostantwitter.

Riporto le tuitterate inserite fino ad ora (in senso cronologico inverso, ovviamente) e scarsi esempi dell’utilizzo possibile. Spero di migliorare:

– si ricordava il motivetto di una vecchia canzone e ha disturbato la moglie canticchiandolo: “è fantasticooo …Superfantasticooooo” 27 minutes ago
– alle due di notte, col reader vuoto, decide di leggere un poco e poi fare le belle nanne. Domattina dovrà radersi prima di uscire e gli rode … about 9 hours ago
– @eio se ho capito bene se antepongo la chiocciolina rispondo a eio e leggono gli amici. Se è così nessuno risponda, grazie, che è ok così. … about 10 hours ago from web in reply to eio
Рha cenato riso e curry (moglie: riso e gamberetti, mentre diceva che la barba di lui ̬ zebrata. Dannata juventina). Ora sfoglia il web. about 10 hours ago
– ha fatto la doccia, risposto sul blog e a due email bevendo della caffeina solubile fredda con ghiaccio. Esce e va alla Coop, poi cenerà. about 16 hours ago
– Prima di spegnere il pc si domanda le ragioni di uno strano codice eXTReMe (statistiche) in … about 19 hours ago
– Si ricorda di tuittare in terza persona leggendo gli altri. Deve, inoltre, stare attento a non farsi prendere dalla frenesia di twitter. about 20 hours ago
– Sono troppo logorroico per soli 140 caratteri. Mi chiedo se sia contrario alla twittertiquette tuittare a raffica. Penso di sì. about 20 hours ago
– Abbiamo mangiato due fettine di cavallo. Mia moglie si addormenterà guardando Poirot per il suo pisolinoe io darò un’occhiata a Twitter. about 20 hours ago
– Mi sono dimenticato i fagiolini sul fuoco. Fra poco tornerà mia moglie dalla piscina e pranzeremo; senza il contorno, ovviamente. about 21 hours ago

admin @ 10:37 am - Commenti (5)

June 25, 2007

De-scrivere l'ecosistema letterario

Vibrisse, bollettino ha ripreso vita.

Per la gradita occasione giuliomozzi pubblica un affascinante post titolato "Un’intenzione quanto mai velleitaria".

Copio e incollo qualche stralcio:

La cosa che vorrei fare con vibrisse nei prossimi mesi, diciamo nel corso del prossimo anno, è: tentare una descrizione del campo letterario italiano contemporaneo

Io ho in mente una rappresentazione della letteratura come un "ecosistema" […] all’interno del quale un certo numero di viventi lottano per la sopravvivenza

Il punto di osservazione è: poiché dentro il clic [campo letterario italiano contemporaneo] si entra solo e soltanto per cooptazione, il momento dell’ingresso mi sembra talmente decisivo da poter essere scelto come punto di osservazione (o, meglio, punto da osservare)

Il metodo è quello dell’intervista

Cerco dunque persone disponibili a lavorare attorno a questa velleitaria intenzione

Giulio Mozzi rappresenta una porta d’ingresso all’ecosistema. Manifestando l’intenzione di consentire una sbirciatina a chiunque, mi auguro non suggerisca a qualcuno di revocargli l’autorizzazione a entrare 🙂

admin @ 3:56 pm - Commenti (2)

Abbasso i post a premio

La mania dei post partecipanti a pseudo concorsi blogosferici che offrono un premio in cambio di un link inizia a infastidirmi.
Suggerisco almeno di inserire nel titolo di questi post un avviso o una sigla che prontamente avverta il visitatore disinteressato dell’inutilità di proseguire la lettura.

Il Free LinkinÂ’ Day cade fra un mese esatto e spero si rinnovi il successo. Che i blogger previdenti si preparino.
Per la winter version c’è ancora tempo.

admin @ 12:57 pm - Commenti (14)

Minipost: i colori del cuore

QueenMab segnala qui di aver postato 230 immagini (pag 1 e pag 2) scattate durante il gay pride a Milano di sabato scorso.

Ogni fotografia racconta una storia.
Molti i sorrisi …di tutti i colori.

admin @ 11:28 am - Commenti (4)

V.M. 18

V.M 18 di ISABELLA SANTACROCE - FAZI EDITORE
Il presente noioso megapost è basato sui miei appunti lasciati nei giorni scorsi in calce a questo precedente intervento e stimolati dal prezioso commentare di Omar.

Ho letto "V.M. 18" di Isabella Santacroce, pubblicato da Fazi Editore attirato dalla copertina.
Poco o nulla sapevo dell’autrice, a parte quel poco da giudicarne poco attraenti le opere senza averle lette. In una torrida Feltrinelli appena inaugurata l’ho stimato un costoso e infantile capriccio squisitamente lascivo e divertente.
A casa, mia moglie, anch’ella attirata dalla copertina e dal sesto senso muliebre, ha letto le prime righe per poi sorridere giudicandolo innocuo per noi. Avesse proseguito la lettura cozzando contro le dissertazioni sul cattolicesimo probabilmente si sarebbe irritata.

In realtà io ho dovuto superare alcune mie sovrastrutture culturali di diverso genere prima di potermi dedicare sereno alla lettura del romanzo. La serenità, dopo una lunga parentesi, ha però distolto l’interesse lasciando spazio a una sostanziale monotonia ben prima di giungere al finale.
Non lo consiglierei.
Del resto penso abbia delle qualità educative (nel paradosso, letti gli avvenimenti narrati) e sia di facile comprensione e presa su un certo pubblico giovanile.
Non ho idea se questo libro sia spazzatura. Sinceramente non saprei deciderlo e tanto meno affermarlo (anche volendo mitigare un giudizio in blande parole).

Ho sfogliato un po’ il blog della Santacroce, mentre leggevo. Ne ho ricavato un’impressione poco realistica, neppure verosimile, di un personaggio autoalimentato di un clone fulminato e lasciato in pasto ai visitatori. Certe blogger sanno far di meglio, ma di scrittrice si tratta e l’apoteosi deve avvenire nei libri venduti e nelle ospitate di qualsiasi genere.
Sono rimasto basito dalle email riportate nel blog. Amore indefesso e odio sbeffeggiante. Pur essendo la loro selezione parziale, mi sarei aspettato la presenza di giudizi intermedi (per quanto siano aborriti da qualsiasi autore o esteta).
A me non è piaciuto, ma non l’ho trovato brutto. La scrittura dopo un poco ha iniziato a infastidirmi, ma non l’ho trovata complessa, piuttosto ipnotica. La storia è grottesca in ogni istante, persino stucchevole nell’essere traboccante di malefatte e cattivi pensieri, ma non l’ho trovata ignobile.

Un libro per ragazzi (proprio perché altamente sconsigliabile a loro) dove viene utilizzato un facile esempio interamente malsano per istruirli a non essere gregge acritico, stupido e ignorante. E, per quanto io non me ne intenda, alcuni ragazzi di oggi mi auguro traggano ancora insegnamenti anche da esempi profondamente immorali e immondi, che magari vanno a scovarsi per i fatti loro in libreria o in biblioteca, riuscendo a raschiarne saggi suggerimenti e acute lezioni.

A seguire riporto i miei appunti, ridotti e un poco modificati, presi prima e durante la lettura. Svelano alcuni avvenimenti del romanzo di minor conto.

14 Giugno 2007 10:32

– Il personaggio "Satancroce" creato dalla Santacroce attorno a lei stessa non ha molto di diverso nella forza estraniante e dirompente da altri miti giovanili e/o artistici del passato.
– Mi rendo conto di essere guidato da numerosissimi pregiudizi categorici e che fatico ad allontanarmene se la curiosità non prende il sopravvento (in mancanza di un barlume di intelligenza viva e pronta).
– Non ho ancora letto il suo ultimo romanzo, ma l’ho sfogliato cercando con l’occhio del maschio qualche descrizione di azioni peccaminose (dichiarate così tanto estetiche e compendiate narrativamente da una scrittura ampollosa) e me ne sono rimasto un po’ perplesso chiedendomi quale sia il target di riferimento della scrittrice (e soprattutto di chi le ha pubblicato il libro): forse sono troppo vecchio o troppo ingenuo o, all’opposto, troppo fantasioso. O più semplicemente estrapolare simili brani letterari non è come estrapolare simili scene visive. Non si possono trattare come fossero fotografie.
– Il caro vecchio De Sade (o come si scrive) mi sembrava più sostanzioso, ma non ha senso il paragone.

17 Giugno 2007 03:43

Al momento sono giunto solamente a pagina 30.
Le prime pagine raccontano, tra molto altro, i giochi di una bamb*na con un soprammobile a forma di delfino e poi con un bamb*no e poi con un pastore tedesco.
Bah.
…Mi sono detto: "sono io a essere all’antica" e così ho cercato in rete un po’ di informazioni, sapendo praticamente nulla dell’autrice (a parte i miei pregiudizi che l’avevano esclusa dal mio interesse), per riuscire a capire, a comprendere oltre i semplici fatti quel che mi aspetta proseguendo la lettura. Mi è parsa subito evidente una mia lacuna, e sono sincero e privo di ironia nel dichiararla, perché mi rendo conto di essere costretto a forzare le mie sovrastrutture culturali per continuare la lettura del romanzo.

Ho trovato in rete una intervista del 2003 attribuita a una professoressa italiana, che insegna negli Stati Uniti, e che l’anno precedente aveva pubblicato un saggio sulla scrittrice.
Mi ha colpito questa affermazione: "Isabella Santacroce è una delle voci della letteratura contemporanea più importanti.".
Evidentemente i temi e i modi di trattarli allora erano diversi dall’ultimo romanzo. Infatti quel che per me è curioso (nel senso di strano e forse un poco bizzarro) è il fatto che la studiosa attualmente insegna letteratura italiana e comparata all’Università Cattolica di Washington.

Comunque la scrittrice ha collaborato con Gianna Nannini e per me questo conta qualcosa anche se l’ultimo lavoro della cantante che ho comprato è "Malafemmina".

Inoltre in blogosfera a proposito dell’ultimo romanzo ho trovato poco fino ad ora.

In somma, non ho risolto il mio problema non trovando che pareri contrapposti e stigmatizzanti la scrittrice, e pertanto inutilizzabili a formarmi un’opinione (o a scardinare quella preconcetta), perché danno per scontata la lettura del romanzo attuale o almeno dei precedenti (o, più probabilmente, sono io a essere limitato di comprendonio).

E comunque nessuno affronta quel determinato aspetto del libro che mi frena, pur non bloccandomi.

18 Giugno 2007 18:06

Vado molto a rilento, sono a pagina 68.

La descrizione fisica della protagonista e il delinearsi dell’ambiente in unione alla scrittura densamente cremosa della scrittrice hanno fatto in modo procedessi nella lettura.
Ora immagino la protagonista non più come una bimbetta. Ora me la vedo come un misto tra Mercoledì del film la Famiglia Addams (e non quella della serie in bianco e nero, perché parte integrante dei miei ricordi d’infanzia, un po’ come i Forti di Forte Coraggio o Rintintin, e quindi ripulsiva a farsi inserire in un contesto tutt’altro che casto) e la ragazza (Winona Ryder) del film Beetlejuice con una forte preponderanza di quest’ultima.
Questa visualizzazione mentale del personaggio con fattezze relativamente adulte mi aiuta a superare i blocchi culturali che mi rendevano faticoso procedere di paragrafo in paragrafo.

Inoltre la rappresentazione dell’ambiente del collegio finora letta mi è parsa grottesca e completamente fuor di realtà e quindi più accettabile.

Resta comunque un processo indugevole a manifestarsi quello della mia solita lettura.

20 Giugno 2007 11:43

Ho fatto un balzo giungendo pagina 193.

Aggirata la costrizione di cui sopra, il ritmo di lettura si è fatto consueto.
Mi sento più libero e a mio agio. Devo fare attenzione a non considerare il romanzo ridicolo o la parodia di un fumetto. Leggendo mi è venuto in mente Zio Tibia e devo stare attento a non stravolgere per caso o per forzatura il mio approccio di lettore a ciò che racconta il romanzo. Del resto anche la visione da videogioco non mi abbandona. Ho fatto una ricerchina e potrei associarla ad una delle ultime uscite di ambientazione scolastica.

A pagina 120 una negativa e spassionata definizione dell’utopista, "definizione" per così dire, che intristisce nella sua pragmatica.

Il manifesto delle Ninfette sembra essere uscito da un castello nazista. E’ una impressione sciocca la mia, probabilmente venutami in mente grazie a qualche documentario sull’esoterismo nazista latente nella memoria che poco o nulla relaziono al testo. Eppure quella è stata.

L’uso delle ripetizioni, anche di interi paragrafi, spesso neppure lievemente modificati, mi snerva. Ripetizioni ridondanti, scientificamente riproposte al lettore non ritengo al solo scopo di percuoterne la pazienza.

Il libro li ingloba citazioni senza malizia. Forse non è vero, non mi sono preso la briga di riconoscerle.

La protagonista presto si descrive annoiata da pratiche del piacere fini a loro stesse al scemare dell’estasi della loro conquista e in mancanza di altre emozioni capaci di rinnovarle e ammaliarle nel tempo (romanticamente, smielandomi addosso, potrei suggerire l’amore tra queste emozioni). Un classico della realtà umana da millenni.

Sento una fortissima nota stonata nella sinfonia finora ascoltata. Leggere "sex-appeal" in un romanzo scritto nel modo in cui è scritto ferisce la mia sensibilità nonostante io sia riuscito a renderla evanescente per questa lettura. E’ una banale carezza di normalità.

La citazione della supremazia del sublime sul bello mi coglie impreparato. Pensavo di trovarmi davanti a un romanzo per ragazzette sceme (nel senso di noiose e presuntuose) o vecchi satiri (che non praticano, supplendo con la lettura). Io spero di essere considerato un noioso vecchietto e non un satiro scemo. Spero soprattutto che almeno un giovane lettore sia incuriosito e si vada a leggere Burke, Kant e compagnia bella.

22 Giugno 2007 12:26

Sono arrivato a pagina 406.

L’azione si sviluppa in un alternarsi di riflessioni parafilosofiche e forse persino erudite, pur se distorte e inaccettabili, aberrazioni contro vittime in successione e pratiche orgiastiche. Il tutto amalgamato da una traboccante scrittura densa e in grado di provocare assuefazione nel lettore.

La fauna umana adulta e delle educande, oltre che l’incolpevole animale, risulta meschina e inerte carne da plasmare per la protagonista Desdemona.

Le vittime dirette e indirette sono "sacrificate" dai carnefici. E’ ovvio. Però alcune, o forse tutte, lo sono anche dai benpensanti inetti e ipocriti. Se il comportamento di Desdemona è brutto in ogni senso ai miei occhi, si manifesta orrido il comportamento delle cosiddette persone normali raccontate nel romanzo. Spaventosi esseri grotteschi e ignobili intrisi nella menzogna senza neppure prenderne mai coscienza o appena un poco.

La protagonista viene colta dalla paura d’innamorarsi, di cedere al sentimento, di improvvisamente ammorbidirsi. L’innamorarsi di un cane lo stimo deposto sopra un piano teorico sotto le mie capacità di comprensione, intendendo l’innamoramento come una forza proprompente e ingestibile che altera i processi del ragionamento e fisiologici in maniera naturale.

Mi diverte la protagonista nel momento in cui si chiede se la sua vittima sarebbe riuscita a scorgere il platonico iperuranio.

Le astrazioni sulla natura umana sottomessa al plagio, alla tortura o alle droghe non mi sembrano particolarmente illuminanti. Forse sono interessanti, ma nel complesso abbastanza ripetute da tempo. In certe circostanze e situazioni il mostro alberga nella stragrande maggioranza delle persone e agisce, foss’anche unicamente per istinto di sopravvivenza o per l’incepparsi dei meccanismi morali davanti alla manipolazione, alla sofferenza o al degrado.

Le lettere ricevute da casa da Desdemona sono un portento. Sono poche e descritte modificando uno stesso capitoletto (mi sono abituato alle continue ripetizioni). Leggendo la quarta non trattengo un sorriso sembrandomi comica: la manifestazione di quella che si potrebbe chiamare cattiveria in una persona normale a questo punto mi diventa comica.
Del resto è pur vero che è difficile certificare quanto le persone sanno o saprebbero essere cattive potendolo essere impunemente.

Alcune pagine sono dedicate alla dissezione della morale cattolica. La compie la protagonista torturatrice e assassina. Simpatica parentesi.

Trasfiguro l’episodio incentrato sullo strazio dei parenti di alcune vittime in un siparietto comico. L’esaltante risultato e compiacimento ottenuto e descritto unito ai comportamenti umani sociali diventa una comica muta in bianco e nero caratterizzata dalla tipica accentuazione dei gesti e con la ciliegina dei poliziotti che corrono avanti e indietro.

A pagina 406 un cane assurge a degno compagno.
Non riesco proprio a concepire certe cose del romanzo.
Mi scuoto e nutro il mio gatto accarezzandolo appena un attimo (quando mangia non gradisce distrazioni del suo schiavo umano mezzo scimunito).

23 Giugno 2007 11:21

L’ho finito ieri sera.
Se non avessi provato le difficoltà iniziali, probabilmente sarei stato immerso nella noia fin dall’inizio e l’avrei abbandonato o letto con minore desiderio di saggiare le mie reazioni al testo.
Ieri sera ho comunque fatto un po’ fatica; oramai volevo giungerne al termine per togliermi il pensiero e la soddisfazione di poter dire d’averlo finito.
Certo che se gli altri sono simili, non credo che li comprerò.

V.M. 18 è assai impiastricciato di molti "salveoregina" capovolti.

Forse, per un paio di centinaia di pagine, mi è piaciuta la scrittura che di ogni frase crea un complesso stucco ornamentale, per sua natura un po’ stucchevole, usando ghirigori semplici e comprensibili. Alla lunga diventa ripetitiva e appiccicosa, come una gamella continuamente riempita di panna montata.

Vedo tenera e beneaugurante l’immagine della ragazza, dell’educanda, della studentessa diligente, mentre s’infervora di una tragedia di Seneca. Spero possa incuriosire qualche lettore di V.M. 18 e condurlo a dare almeno un’occhiata alla letteratura classica (ho sempre molta speranza, io)

Malinconica, invece, la protagonista che per qualche paragrafo si scopre non soltanto senza amore, ma addolorata di non sapere cosa sia (come fosse possibile saperlo oggettivamente e a freddo) e quasi sul punto di bramarlo.

Per il resto la storia si conclude nei modi preannunciati con largo anticipo e con l’apertura a un eventuale seguito (scelta buona e giusta nel caso il romanzo diventi un bestseller).

Bah.
Comunque la copertina mantiene il suo fascino (non mi dilungo nelle solite tiritere sull’estetica migliore della cattiva malizia rispetto a quella del buon candore delle quali infarcito il romanzo e infiniti esempi letterari precedenti): "Daddy’s girl" di Michael Hussar.

La scrittura, la storia, le riflessioni sociali e il bla bla bla mai perdono coerenza.
A suo modo porta avanti un messaggio positivo per un giovane lettore virgulto della società, istillandogli il concetto di non lasciarsi in alcun caso ammansire da qualcuno nel Bene e nel Male (il destino riservato ai due giovani maschietti è da brivido).
Gli argomenti e i toni usati sono forti per me che giovane virgulto non sono da un pezzo. Non escludo, però, che siano adatti a veicolare dei messaggi verso coloro che invece oggigiorno lo sono.

admin @ 1:45 am - Commenti (24)

June 23, 2007

La Talpa di RaiDue e i ragni

Partendo da un referrer del blog sono passato attraverso una pagina di Google per arrivare al sito Aracnofilia – Associazione Italiana di Aracnologia.

Io ho terrore dei ragni. Aracnofobia.
Si tratta di una fobia immotivata e irrefrenabile.
Alcuni ragni un poco meno che da niente non riesco neppure a ucciderli non riuscendo ad avvicinarli.
Però ho fatto ugualmente un giretto per il sito di Aracnofilia cercando di non guardare troppo le immagini.

Sono rimasto pietrificato leggendo questa pagina di dura condanna nella quale viene descritto un raccapricciante trattamento (forse persino penalmente perseguibile) che sarebbe stato riservato a moltissimi ragni durante una puntata di La Talpa andata in onda nel 2004.

Certamente io non amo i ragni e certamente la Rai di questi anni, a parte poche eccezioni, offre spettacoli degradanti (affascinante in tal senso, a parer mio, l’attuale quiz lombrosiano presentato da Fabrizio Frizzi).
Ma che i responsabili di un programma trasmesso dalla Rai, dando credito all’accorata protesta, giungessero a torturare (capisco l’infastidire o sfruttare) degli esseri viventi in diretta non me lo sarei ancora aspettato. Al confronto quel famigerato documentarista recentemente scomparso (considerato da molti un angosciante molestatore di animali, me compreso) era un serio e rispettabile etologo.

…D’accordo: uno che uccide i ragnetti non dovrebbe indignarsi per tale episodio di anni addietro. Forse è vero. Però io non mi sono mai neppure ‘accanito‘ sui ragni.

admin @ 2:36 am - Commenti (0)
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