Archivio per November, 2008

November 25, 2008

Minipost: ho bisogno di stress

All’inizio del prossimo anno la gattoconsorte raggiungerà quota 45.
Più passa il tempo e più…

…anzi "e meno".

Ormai spero soltanto che mi venga un po’ di stress da lavoro, per non pensare a lei.

admin @ 12:41 pm - Commenti (7)

November 13, 2008

C'era una volta, a Pavia…

Volentieri copio e incollo questo post di Zio Burp. Non aggiungo altro: ormai le parole che mi sgorgano quando penso all’amministrazione Capitelli non sono adatte a dei bambini.

C’era una volta, a Pavia, una rassegna di spettacoli per bambini organizzata dal Comune: "Cinema e Teatro Insieme".

Quasi ogni sabato da ottobre a maggio, la rassegna alternava in cartellone uno spettacolo teatrale o un cartone animato, a prezzi decisamente popolari (un paio di € il teatro, addirittura gratis il cinema).

Un brutto giorno del 2008, questa rassegna scomparve. Genitori e bimbi la cercarono invano.
"Cinema e Teatro Insieme" veniva pubblicizzata in tutte le scuole d’infanzia con un semplice volantino. Poi il passaparola dei genitori faceva il resto.
La rassegna aveva successo perché aveva qualità. Tra i cartoni passavano anche titoli di nicchia, piccoli gioielli di animazione che mai sarebbero arrivati sul grande schermo a Pavia. Gli spettacoli teatrali erano scelti con cura nel vasto sottobosco di piccole e piccolissime compagnie di attori, cantastorie, burattini.
Un’occasione importante per valorizzare il tempo dei più piccini. Un’occasione di incontro anche per i genitori.
C’era una volta a Pavia un’offerta culturale di qualità, dedicata proprio ai bambini, diffusa e accessibile in tutte le fasce sociali. Denaro pubblico investito in modo utile e significativo.
Nell’autunno del 2008 genitori e bimbi si chiedevano che fine avesse fatto la rassegna "Cinema e Teatro Insieme".
Come farla ritornare al suo posto?
Scrissero a chi di dovere.
Attendevano spiegazioni.

admin @ 12:12 pm - Commenti (2)

November 9, 2008

Differenziare i link tra veri e no

Mi permetto di dare un suggerimento ad personam* non richiesto a Catepol (anche se certo non ha bisogno delle mie ideone* in fatto di links*).
Anzi, più che altro la mia vuole essere una modesta proposta fatta semplicemente da un tizio che ha un blog*, senza alcuna intenzione di fare un colpo di teatro* nella speranza di ricevere attenzione dai blog* di BlogBabel* e affini.
Soprattutto, in realtà, mi rivolgo a lei come sostanzioso esempio di coloro che in blogosfera* presentano i propri articoli* altrettanto ricchi di link* interni.

Da qualche tempo Cate ha iniziato a linkare all’interno dei propri post delle parole collegandole a categorie del proprio blog, creando catene* di rimandi all’intenro dei propri scritti. A priori non sono contro l’espediente blogosferico e web* di linkare i tag (o le tag che dir si voglia). Però sono un vecchio navigatore, con ampia considerazione dei link* espressi in un testo, e mi confondo e mi infastidisco a leggere un testo zeppo di link* che considero inutili (che lo siano o meno per il visitatore qualsiasi è questione che non affronto). Questa sorta di stress dovuto alla politica* di qualche blogghetto o deciso da qualche editore nanopublishing che vive di reclame* lo tollero più facilmente, mentre in un blog indipendente mi stressa e, fatto importante a mio parere, mi distrae dai contenuti quando passo in rassegna i post (con la velocità dettata dalla quotidianità*).

Mi permetto, quindi, di suggerire di differenziare i link* in uscita dal post tra i veri collegamenti e gli altri quelchesono.

Spero di non apparire una suocera* che non riesce a farsi i fatti suoi sonnecchiando davanti alla televisione* domenicale e, comunque, mi auguro benevolenza dalla interessata 🙂
Nel digitare il presente post ho preferito inserire un asterisco invece di cogliere l’occasione di cedere alla curiosità (come ogni gatto*) di offrire anch’io citazioni* interne (senza un sistema automatico mi è apparso un lavoro* troppo gravoso).

Nota:
* Categoria di questo blog*

Aggiornamento del giorno dopo:
I link alle categorie sono spariti nei post di Cate (non certo per via di questo mio post e questo spero sia ovvio anche al visitatore occasionale più distratto).
Mi rallegro che la prova abbia avuto termine. E spero possa essere un valido esempio.

admin @ 4:26 pm - Commenti (4)

November 8, 2008

Una pizza alla salute del vecchio morente

L’altro giorno scrivevo di lui in FriendFeed che è "un vecchio con le sue idee, solo al mondo e pure interista".
Simpatico e gentile vicino di casa.
Si è sempre preso cura delle piante attorno alla palazzina.
Bestemmiatore iracondo alle spalle dei nostri politici (più a destra, ma senza abbassare il tiro al centro e a sinistra).
Antipapista inamovibile, ma sempre generoso.
Da settimane all’ospedale, noi vicini di casa ci alterniamo nelle visite e nel fargli il bucato. Una vicina si preoccupa che non gli vada in malora casa e di qualche altra incombenza necessaria.

Ieri sera abbiamo avuto la triste prognosi definitiva.
E a me è parsa davvero strana l’insolita riunione condominiale, stretti in un pianerottolo, tutti un po’ lacrimosi.

In pizzeria, mentre aspettavo due pizze, perché c’era passata la voglia di preparare cena e ritrovarci mia moglie ed io in cucina a parlare del vicino, mi sono messo a guardare la tv.
Gli uomini della palazzina sono appassionati di calcio (l’altra sera al primo gol della Juve pensavo che qualcuno stesse scuoiando vivo un asino) e il vicino all’ospedale non faceva eccezione. L’eccezione sono io.
Sul televisore in pizzeria vedevo una partita trasmessa da una tv in lingua araba e così, super partes e per quell’egoismo di dover fare qualcosa anche quando oramai non c’è più niente da fare, mi sono concentrato a guardare le azioni pensando al mio vicino di casa all’ospedale. Ci sono quegli appassionati che guardano il calcio per il calcio e non solo per la squadra; il vicino mi sembra di quella pasta.
Uscendo ho chiesto al pizzaiolo che partita fosse. Campionato egiziano. Sorridendo ha aggiunto che non valeva la pena dirmi quali squadre fossero, perché non le avrei capite e sottintendendo, giustamente, inesistente la mia conoscenza della toponomastica locale.
Le pizze fatte da mani egiziane erano, come al solito, buone come a noi piacciono (e pure scontate). Gustandole abbiamo parlato un poco di geografia e un poco di calcio. Poi inevitabilmente, quasi un omaggio, siamo passati a parlare di come certe volte ci si rende conto di voler un poco di bene anche a tizi che si pensava soltanto di stimare brave persone.

admin @ 11:04 am - Commenti (3)

November 7, 2008

Minipost: lit-riflessioncina fanta-mattutina

Ho interrotto la lettura di Guerra e pace, che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare non conoscendo il francese (eh eh eh), per dedicarmi all’ultimo Premio Urania.
Ma non è questa la riflessioncina letteraria accennata nel titolo.
La riflessioncina riguarda invece il fatto che un narratore con alle spalle una torre di libri e una piramide di racconti debba partecipare a un cosiddetto concorso letterario per farsi pubblicare (non mi riferisco a Tolstoi, o come si scrive, ma al vincitore del premio). …D’accordo: dipende dalla qualità dei libri e dei racconti precedenti, vero. Però è lo stesso, per me, fonte di una riflessioncina, una riflessioncina che mi sono dimenticato, in realtà, ma che mi sembrava molto acuta e mi faceva scuotere un poco la testa serio e brontolone.

admin @ 8:11 am - Commenti (0)

November 5, 2008

Obamerica, stento a crederlo

Ancora stento a credere che gli ammmericani abbiano eletto un presidente di colore.
Mi sembra incredibile.
Soprattutto fatico a credere che sia stato consentito agli ammmericani di eleggere presidente un nero.
Mi sembra inverosimile.

Mentre avanzava l’ipotesi che potesse vincere, mi ero ripromesso di digitare un post nel caso avesse vinto Obama. Eppure non mi viene qualcosa di personale da esprimere, se non appunto una certa ottusa incredulità.
Ricordo, per fare un esempio, abbastanza bene la "rivolta" nei primi anni Novanta a Los Angeles e oggi mi sono svegliato con un presidente con sangue africano. E me ne resto sbalordito a osservare, quasi si fosse avverato un racconto di fantascienza (inizio ad aspettarmi di riuscire a vedere, durante la mia vita, persino un papa robot come raccontato in un celebre racconto).

Leggerò qualche commento arguto, qualche riflessione acuta e qualche previsione illuminata in blogosfera nelle prossime ore.
Il fatto è che devo riuscire a non tramutare la sorpresa in diffidenza o addirittura a non renderla fertile a tesi complottistiche. Qualcosa, che non siano delle belle parole, dovrà prima o poi giustificare questo avvenimento. Sono troppo stanco, politicamente stanco, da poter credere che sia avvenuto naturalmente senza impicci.
Evidentemente i miei pregiudizi sono talmente radicati, ottusi e irrispettosi nei confronti del mondo politico statunitense (e ne chiedo scusa agli americani eventualmente di passaggio in questa pagina), a tal punto da rischiare di lasciarmi aperto a considerare ragioni che non siano mainstream per giustificare l’elezione di Obama. Sarebbe assurdo. Eppure corro questo rischio.
Per il momento resto solamente sorpreso. E per quel che mi riguarda è già una buona cosa. Evidentemente non sono ancora diventato completamente un vecchio brontolone incapace di sostenere la speranza per un futuro umano migliore, anche se ancora mooolto lontano, che certo non vedrò.
Vorrei sospendere ogni mia opinione per rifiugiarmi nell’atarassia di pirroniana memoria (per la wikipedia, e semplificando, il pirronismo afferma che nulla è univoco e quindi è inutile darsi pena a cercare la vera e unica essenza delle cose), ma non ne sarò capace.
Comunque, malgrado le mie menate, sono contento.

[nota a margine: non mi ricordo se “di colore” e “nero” siano termini politicamente corretti. Mi scuso se non ho usato l’orrendo “afroamericano”. Ieri sera Mentana consigliava Frattini e Veltroni di non commentare la Palin come si commenta una ballerina di fila dopo aver chiesto loro un parere riguardo alla candidata vicepresidente repubblicana: quindi, modestamente, sono convinto che le infrazioni al “politicamente corretto” siano altre e di ben diversa gravità intrinseca -che non mi azzardo a esplicitare considerandola ovvia- rispetto alla mia]

admin @ 11:25 am - Commenti (6)

November 1, 2008

Minipost: Tutto bene

"Dov’è il gatto?"
Domanda classica di chi vive con un gatto.

Poi il gatto ricompare come nulla fosse.

Nel frattempo, cinque domande per due blogger (burberry ed io).
-Perché un gatto?
-Come nasce la tua esperienza di blogger?
-Come immagini la tua vita se internet non esistesse?
-Fai una domanda al compagno di intervista (a quella rivolta a me –ti piace la cioccolata?– ho risposto nei commenti).
-Rivelare la propria identità sulla blogosfera, conviene?
queste le risposte, sul blog di camu. …le simpatiche, positive e vive risposte della mia compagna di intervista, che ringrazio infinitamente, mitigano la noia delle mie (comunque brevi).

admin @ 12:09 pm - Commenti (16)
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