Sat 20 Sep 2003

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(Il Leso con la nonna)

Ok, ora lo faccio. Chiamo.

(dopo 6 minuti di attesa)

Blog Center: “Buongiorno, sono Giovanna, come posso esserle utile?”
Io: “Ehm, buongiorno Giovanna, sono un neoblogger. Il problema che sto sperimentando è piuttosto… come dire… curioso, ed ho una certa titubanza persino a parlarne.”
Giovanna: “…”
Io: “Voglio dire, immagino che ne sentiate di tutti i colori: blogger con la crisi della pagina bianca, o alle prese con una brutta storia di dipendenza dal blog, o persone con un ego sovradimensionato che si sentono frustrate dal bassissimo numero di visite, e via dicendo, ma ho la sensazione che il mio problema sia di un tipo meno comune. Di un tipo unico, precisamente.”
Giovanna: “Guardi, poco fa ha chiamato un tale che sosteneva di essere posseduto da un blog.”
Io: “Immagino che possa accadere. Ma non è il mio caso. Nel mio caso, per dirla nuda e cruda, i personaggi che ho inventato per il blog si stanno rivelando terribilmente indisciplinati.”
Giovanna: “…”
Io: “Per farle un esempio, in questo post compare una foto del Leso, figura tra l’altro immaginaria, che non c’entra niente con quanto scrivo. E ho l’allarmante sensazione che si tratti solo dell’inizio.”
Giovanna: “Ho capito. Mi permetta di tranquillizzarla. Il suo non è affatto un caso unico: lei si sta semplicemente buttando sul MetaBlog.”
Io: “MetaBlog?”
Giovanna: “Sa, i post che parlano di post, o addirittura i blog che parlano di blog. Nel suo caso, come ha appena fatto, i post che scrive contengono riferimenti ad altri post, sempre scritti da lei.”
Io: “Beh, non è sempre vero, ho anche creato un link verso un altro blog.”
Giovanna: “Solo per confondere le acque. Mi creda, so quello che dico, e conosco anche la cura.”
Io: “Davvero?”
Giovanna: “La cura si chiama fuffa. Lei deve postare più fuffa.”
Io: “…”
Giovanna: “Se non ha altre domande…”
Io: “No, grazie, Giovanna. E’ stata molto disponibile.”
Giovanna: “Dovere. Buon blog.”

Sat 20 Sep 2003

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I miei amici mi conoscono.
I miei amici sanno qual è il mio concetto di divertimento.

Fri 19 Sep 2003

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Musica: Hands Around My Throat dei Death In Vegas, tratta da Scorpio Rising (2002)

POWER ON

Aria!
Sbuco finalmente da questo cazzo di Tunnel e risucchio ogni particella di ossigeno disponibile. L’aria, è ovvio, mi serve perché c’è un problema, Houston. E il problema sembrerebbe essere la mia affidabilità percettiva.

(che significa?)

Un attimo, accendo una sigaretta.

(sbuffo spiraloide)

Ok.
Lo dico più a me stesso che a voi: vedo le persone morte.

(…)

Sto scherzando, è una citazione.

(non tergiversare, prego)

Ragazzi, rilassatevi. Siamo giovani e pieni di grandi speranze, con un mondo arido intorno a noi che aspetta solo di essere concimato. Io dico: diamoci da fare, cachiamo sul mondo!

(stai continuando a cazzeggiare. Perché non prosegui il discorso? Iniziamo ad annoiarci.)

Mhhhhhh. Vi ricordate di DJ Sad? Il DJ sosia di Saddam? Bene, pare che il tipo non somigli per niente a Saddam Hussein. Pare che questa straordinaria rassomiglianza la veda solo io. Gli unici punti su cui tutti concordano sono i baffi e l’età, ma per il rest…

(e la famosa mitraglietta che hai visto?)

Buona quella: sparita.

(Mhhhhhh)

Ehi, ho il copyright su quell’espressione. Una M seguita da sei h, non una di più non una di meno.

(pardon)

No problem. Ma andiamo avanti. Tempo fa, a casa di amici, un tipo non vedente – ma suonante – cominciò a pestare con grande perizia i tasti di uno Steinway di annata. Anche lui era anzianotto (e tutti concordano su questo punto), ma io ravvisavo un’ulteriore e non condivisa rassomiglianza con un famoso cantante.

(Andrea Bocelli?)

Ma no, cazzo, più su c’è anche la foto. Sto parlando di Ray Charles.

(qui si comincia a pensare che non avresti dovuto cambiare pusher)

Uff. Provo improvvisamente un senso di oppressione. Facciamo così: ora stacco, ci si sente poi.

(vabbè, ciao)

Ciao.

POWER OFF

Tue 16 Sep 2003

Musica: Help Me di Timo Maas, tratta da Loud (2002)

POWER ON

Eccomi ancora in questo cazzo di “Tunnel”, un loculo semilluminato che spacciano per disco-bar e dove, per giunta, bere costa l’iradiddio.

(e che ci sei venuto a fare?)

Vi ho sentiti. Cerco una persona, ho un impegno ben preciso da portare a termine.
Ma in questo momento sto notando che il famoso DJ Sad di cui tutti parlano somiglia in maniera francamente esagerata a Saddam Hussein. Veramente esagerata. E’ chiaro che il tipo vuole somigliare a Saddam. Vedo perfino una mitraglietta appoggiata al DJ Set. Ma del resto oggi è tutto marketing, no?

– Ciao.

E questo chi cazzè?
Un momento.
Ok, ricordo.

– Ciao, bello, è un po’ che non ti vedo. Come stai?
– Insomma. Mi sono operato alla prostata.
– Mhhhhhh. E per il resto?
– Per il resto tutto bene.
– Bene.
– Già.
– Senti, starei cercando una persona, parliamo più tardi, ok?
– Ok.
– Bene.

(forse sei stato poco delicato)

Statemi a sentire, quando chiedo “come stai?” l’unica risposta che mi aspetto è “bene, e tu?”, al che io rispondo “bene”. E’ così che devono iniziare le conversazioni, improntate a un cieco ottimismo. Dopo mi parli della tua fottuta (in tutti i sensi) prostata. Voi iniziereste una conversazione parlando della vostra prostata?

(in effetti no)

E allora dateci un taglio. Oltrettutto la massa corporea che ho davanti raggiunge livelli di densità inattesi. Sono costretto a buttarmi. Vado.

– Ehi!
– Cazzo, stai attento!
– Ahi!
– Il bicchiere!
– E guarda dove vai, coglione!
– Ihhhhh!

Ok, fatto: e’ stato tremendo. Ora ho bisogno di almeno mezz’ora di riposo, e ovviamente non c’è un posto libero su cui seder…

Oh cazzo, eccola.

Eccola, eccola, cazzo, è proprio lei, a quel tavolo in fondo.

(ma insomma, chi sarebbe ‘sta tipa?)

Mhhhhhh.
Perdonatemi, ma ora devo proprio lasciarvi.

POWER OFF

Mon 15 Sep 2003

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In macchina, diretti ad un casale di campagna.

Il Peso (al volante): “Gente, ora ve lo posso dire. Stasera festa grande: è tornata la Scura.”
Il Sauro: “No!”
Il Leso: “La Scura?”
Il Peso: “E’ quello che ho detto.”
Il Leso: “E chi sarebbe?”
Il Sauro (con voce documentaristica): “La Scura è un’istituzione universale, un balletto pirotecnico di tic ipnotici, un collage di malattie mentali e deviazioni psichiche che tritura e ingorga le menti di coloro che le si avvicinano, riducendole a un impasto gelatinoso che lascia instupiditi e che spinge a chiedersi cosa mai sia successo, posto che dopo sia ancora possibile chiedersi alcunché.”
Il Peso (continuando con lo stesso tono): “Quando la Scura ti guarda negli occhi senti rumori di ferraglia provenire dagli anfratti più latenti della tua anima, quelli di cui non sospettavi neanche l’esistenza, e i rumori sono la conseguenza diretta e inesorabile del rimestamento a cui i suddetti anfratti sono da lei sottoposti senza riguardo alcuno.”
Il Sauro: “Se poi la Scura dovesse disgraziatamente convincersi che meriti un supplemento d’indagine, allora invece di guardarti ti fisserà, e proverai la straniante e inaspettatamente sgradevole sensazione di essere all’improvviso conscio di tutti i tuoi organi interni.”
Il Peso: “E mentre ti fisserà non sarai in grado di proferire parola né di muovere un muscolo, perché ti starai inabissando negli spazi siderali di un universo ignoto, precipitando a velocità non calcolabile in direzione di un buco nero su cui ti appiattirai fino a perdere ognuna delle tue tre misere dimensioni. Opporsi non serve. Erigere uno schermo è utopico.”

(…)

Il Leso: “Ok, ma la dà?”

Thu 11 Sep 2003

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Pace all’anima loro, ma io ricordo anche i morti iracheni, afgani, ecc. che non hanno una data di commemorazione.

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