Testa in tempesta – 2

September 3rd, 2007

(ecco la seconda puntata di testa in tempesta, quella che io avevo messo come semplice immagine ha colpito l’attenzione di Matteo, bene così)

Non lo smosse nemmeno un’abbondante colazione. Caffè, succo e cornetto non bastarono a ricaricarlo e fargli intravedere una strada nei rovi della sua mente e, perché no, anche nei cespugli filiformi che si ritrovava in testa.
Solo un’abbondante doccia ebbe il semplice potere di abbassagli la cresta, in tutti i sensi, e di rendergli più nitida la scaletta degli impegni da prendere e quelli da declinare in maniera da far virare la sua bagnarola – leggasi vita – verso una rotta che gli desse una seppur minima possibilità di gratificazione.
Mentre si vestiva, precisamente nel momento esatto in cui infilava un paio di pantaloni di grisaglia, ancora con la canottiera bianca sullo stomaco, sentì i suoi capelli ribellarsi al soffio del phon e al gel che si era spalmato prima. Cominciarono piccoli ciuffetti sulla nuca e sulle tempie, a drizzarsi, nemmeno avessero una calamita che li attirava verso il creatore. Poi, sempre a ritmo maggiore, ogni singolo pelo innestato sul suo cuoio capelluto prese vita a sé stante e partì freneticamente alla ricerca di una posizione astrusa.
Quando ebbe finito la vestizione, completata con una camicia celeste, la cravatta a fantasia sul bordeaux e le scarpe stringate modello inglese, rigorosamente con tomaia e suola di vero cuoio, si sentiva i pensieri intricati e annodati come i peli sul suo cranio.
Prese la ventiquattro ore, infilò la giacca, mise le chiavi e il cellulare in tasca. Uscì di casa senza salutare nessuno, con la chioma aggrovigliata modello Napo orso capo.

[Continua]


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