No man is an island

December 11th, 2007

Quando mi danno del solitario, dell’asociale e magari mi dicono che tendo ad isolarmi, penso alle parole che Alex Fringberger scrisse su un pezzo di carta a mio nonno un bel po’ di anni fa.
“Caro Luigi, voi della vostra famiglia avete la tendenza a vivere da soli anche quando vi trovate tra la gente, ma ricorda :No man in an island”
Ed è innegabile che Fringberger avesse ragione quando ci definiva una famiglia solitaria.
Fringberg, conobbe mio nonno nella Biblioteca Marciana di Venezia mentre faceva ricerche per un libro, e lo prese in simpatia.
Mi è stato raccontato innumerevoli volte (la senilità aiuta la ripetizione) di quando i due andavano a pesca assieme o passavano i pomeriggi al bancorne del bar Zanella a bersi un rosso dietro l’altro. Mio nonno dice che Alex (che lui chiavama italianizzandolo, Alessandro) era un tipo pieno di idee, preso dalla smania di scrivere qualsiasi cosa gli passasse per la testa. Alcune dei pensieri migliori, che ritroveremo nei suo libri futuri, sono stati scritti sul legno della barca che usavano per andare a pescare e sono ancora parzialmente visibili.
Fringberger, ma pare di capire, si fermò da queste parti per circa un anno, se ne andò quando l’estate era ormai alle porte dicendo che la nostra zona era unica d’inverno, ma uguale a tante altre d’estate.
Prima di salutare mio nonno gli lasciò una foto che li ritraeva (mio nonno non ricorda le circostanze in cui la foto fu scattata, io, riconoscendo lo sfondo come quello di un bar, presumo che il tasso alcolico abbia fatto dimenticare parecchi particolare ai due soggetti della foto) e un libricino di una cinquantina di pagine intitolato “L’autocombustione delle idee”. Il libro, scritto da Fringberger stesso, non compare in nessuna delle varie bibliografie che ho avuto modo di consultare e a quanto ne so potrebbe trattarsi di una copia unica.
Mio nonno dice di non aver avuto più notizie di Fringberger dal giorno della sua partenza anche se giura di averlo visto qualche anno dopo in una mattina nebbiosa di Dicembre mentre attraversava la laguna a remi su un barchino da pesca.


8 Responses to “No man is an island”

  1. Catriona on December 11, 2007 4:16 pm

    Evviva gli asociali! Come mi piacciono! Quelli che devi scavarli piano piano col cucchiaino (se se lo lasciano fare…) e ci scopri tesori fantastici (ma anche quelli asociali e basta).
    Bellissima storia. Perché non ci scrivi un racconto? 😉

  2. louie on December 11, 2007 8:01 pm

    Perché non ci scrivi un racconto?
    Detto da una persona che lavora in una casa editrice suona in maniera soave, te lo assicuro. Suona come se fosse il libro stesso a chiederti di scriverla.
    Questa storia, quella del post, prende a prestito uno scrittore che nella bottega di lettura è ben conosciuto, un influenza Borgesiana mal maneggiata e un concetto (quello dell’asociale) che mi trovo necessariamente a sentire mio.
    In pratica, Alex Fringberg dice, citando Donne, che No man is an island, ma in realtà, lo sappiamo bene noi due che Every man is an island.
    O almeno questo è quello che la giornata di oggi ha portato.

  3. Catriona on December 12, 2007 10:01 am

    Ribadisco: perché non ci scrivi un racconto? (Pur consapevole che i racconti sono la bestia più nera, sia dalla parte dell’autore sia da quella dell’editore 😉 ). Ci sono cose che aspettano soltanto di essere maneggiate…

  4. louie on December 12, 2007 7:55 pm

    Guarda, non faccio più proclami per quel che riguarda la letteratura, ho maturato un rispetto sacrale.
    Ci penserò, in realtà ci ho già pensato e sono giunto alla conclusione che ci sarebbero almeno un paio di cose che potrei scrivere partendo da qui.
    Vedremo.
    Louie

  5. matteo on December 13, 2007 5:28 pm

    Una volta la grande anima di Alex Fringberg si materializzò in sogno a mia nonna, dicendole: “se tuo marito avesse avuto una ruota sarebbe stato una carriola!”. Saggezza oramai perduta. 🙂
    Ciao
    Matteo

  6. eio on December 14, 2007 1:16 pm

    Alex Fringberger sembra sempre stimolare la narrazione, perché anche la sua vita, per i pochi a cui è nota, è una narrazione di per se stessa. Fringberger è, a mio avviso, uno dei pochi grandi del nostro tempo, ed è un peccato che le sue opere siano quasi del tutto introvabili. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questa ingiustizia, prima o poi.

  7. louie on December 14, 2007 2:07 pm

    Fringberger è un’immensa fonte di ispirazione per me, lo paragonerei a Borges per come riesce a infiltrarsi nell’immaginario collettivo e dare significato alle nostre esistenze 🙂

  8. Autocombustione delle idee at In My Opinion (di nuovo!) on December 21, 2007 11:16 am

    […] avuto tutto inizio qui. Filed under autocomustione […]

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