Lo zio Mario

January 28th, 2008

Lo zio Mario in realtà non era lo zio di nessuno.
Come spesso accade nei bar, quando gli animi si accalorano e il buon vino inizia ad entrare in circolo, anche le parole dette senza troppa convinzione possono rimanere impresse per lungo tempo. Proprio come i cerchi concentrici provocati dal lancio di un sasso in uno stagno possono continuare a propagarsi nell’acqua anche dopo che il sasso ha toccato il fondo.
Quella sera avevano bevuto tutti più del dovuto, ma non più del solito. Mario, uno dei più vecchi del bar, dopo aver sentito Beppo chiedere un altro giro, lo aveva appostrofato facendogli notare che già aveva bevuto abbastanza.
Beppo, ottimo bevitore, gli aveva risposto che nemmeno suo zio si interessava più di quello che riusciva o non riusciva a bere, figurarsi se doveva farlo Mario. Mario, gli disse Beppo, non sei mica mio zio, lo sai? Io di zii che si chiamano Mario non ne ho neanche uno.
Esplosero tutti in una fragorosa risata alla quale si aggiunse, con un attimo di ritardo, anche Mario. Il barista, finì di pulire il bancone, diede il bicchiere di vino a Beppo e poi, con la stessa bottiglia ne versò uno anche a Mario. Mario lo ringraziò per il pensiero e il barista, sorridento rispose: di niente zio Mario.


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