Pordenone e Tullio Avoledo

August 21st, 2008

A partire da domani mattina e per i prossimi giorni (spero solo due o al massimo tre) sarò a Pordenone. Il motivo che mi porta da quelle parti non è per nulla piacevole e ha a che fare con le condizioni di salute di un mio familiare.
Da qualche giorno, da quando cioè abbiamo scoperto la sua malattia, i pensieri negativi si sono affollati nella mia mente. Credo sia un atteggiamento normale in queste circostanze, a dei periodi di relativo ottimismo (il fatto che si possa operare è già di per sè una mezza buona notizia) si contrappongono periodi di acuto pessimismo dovuti alla gravità della situazione.
Ho pensato che ho bisogno di focalizzare le mie attenzioni e le miei energie nervose su uno scopo che non abbia nulla a che fare con la malattia, gli ospedali e tutto quello che fa da corollario.
L’idea mi è venuta questa mattina, dopo una notte condita da caldo afoso e sonno nervoso.
Qualche giorno fa la mia premurosa ragazza mi ha regalato l’ultimo libro di Tullio Avoledo. Libro che non ho iniziato a leggere perché non c’ero con la testa. Ora ho deciso di portarmelo a Pordenone perché, in un certo senso, è da lì che quel libro proviene ed è come se lo portassi a casa. Ho deciso di trovare la forza di leggerlo durante le ore notturne di assistenza e ho deciso che durante il giorno me lo porterò dietro per le strade di Pordenone sperando di riuscire ad incrociare Tullio Avoledo per farmi fare un autografo e magari per scambiare qualche chiacchiera.
E’ un pensiero frivolo, lo so perfettamente. Un libro, un autografo, una chiacchierata non possono alterare la realtà e la preoccupazione che le cose importanti vadano male rimane persistente in sottofondo. Ho però bisogno di un scopo vacuo, di qualcosa di superfluo, qualcosa che annacqui i pensieri e li renda più sopportabili.
Ditelo a Tullio Avoledo se lo conoscete, c’è un blogger Veneziano che nei prossimi giorni girerà per Pordenone con lo sguardo sempre fisso sui visi della gente. Ditegli che non ho intenzioni cattive, che nella borsa avrò una copia de “La ragazza del Vajont” e che vorrò solo un autografo e niente di più. Non gli chiederò di leggere il mio manoscritto, non gli chiederò consigli su come pubblicare o nomi di persone a cui può raccomandarmi. Tutto questo, oggi, non ha importanza. L’unica cosa che ha importanza è avere uno scopo. Anche futile.


6 Responses to “Pordenone e Tullio Avoledo”

  1. unounozero on August 25, 2008 9:41 am

    Se non dovessi incontrarlo, se non ti riuscisse a farti fare l’autografo, magari ti regalo “L’elenco telefonico di Atlantide”, che mi ha autografato anni fa…
    Non serve a niente, lo so, ma….

  2. louie on August 31, 2008 5:35 pm

    L’ho visto una mattina, probabilmente mentre in bicicletta andava al lavoro, ma non ho avuto modo di fermalo, mi sembrava di sembrare un pazzo.
    Magari sarà per un’altra volta.
    Grazie del pensiero comunque,
    Louie

  3. darioskji on September 8, 2008 8:43 pm

    portentone è la mia città natale
    conosco avoledo. era a scuola con me
    non ho mai letto un suo libro
    difficile che accada in futuro
    lavora in banca e gira in bicicletta
    per corso vittorio emanuele
    a volte lo trovi alla libreria al segno
    in vicolo chiuso… immagino tu sia già
    tornato a casa; ti auguro la miglior fortuna
    per il tuo famigliare…

  4. louie on September 9, 2008 8:59 am

    Darioskji, sono tornato a casa, ma ogni due giorni faccio su e giù perché mio nonno è ancora dentro.
    Da questo tuo messaggio mi pare di capire che Avoledo non ti stia particolarmente simpatico.
    Conosco la libreria di cui parli, ci sono stato un pomeriggio della scorsa settimana. Hanno davvero parecchia roba, peccato che io non fossi in vena di compere.
    Louie

  5. pax on September 14, 2008 11:28 am

    eccomi, sto gironzolando e il tutto mi attira e mi piace. dalle più grandi sofferenze ne usciamo rinnovati e più forti. abbiamo mille risorse nascoste e quando meno immaginiamo spuntano come funghi. avanti tutta. un buon caffè è sempre pronto…..ciao

  6. yoyo on September 17, 2008 3:41 pm

    avoledo l ho conosciuto a Mantova l anno scorso in occasione del festival della lettertura.mi è piaciuto molto, è una persona affabile e gentile,se penso che mi sono fatta 200 km.per lui penso che ne sia valsa la pena..

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