Mio nonno in tasca.

October 11th, 2011

Il 18 Ottobre 2011 sarà passato un anno dalla morte di mio nonno. Come prevedevo non sono ancora riuscito a farmene una ragione, nonostante io sappia che era vecchio e malato, che ora non soffre più, che aveva vissuto la propria vita, che tutti dobbiamo morire prima o poi.
Ho maturato l’idea che per quanto ci sia dialogo tra le persone non arriveremo mai a dirci tutto quello che vorremo dirci. Non dirai mai abbastanza spesso “ti voglio bene” o “sono felice di averti conosciuto”, abbiamo un tempo limitato qui sulla terra e anche durante questo tempo limitato non ci si dice mai abbastanza cose importanti perché le avvolgiamo nel rumore delle cose futili. Io poi sono anche una persona che parla poco, va a periodi, rimane in silenzio per ore a rimuginare sulle proprie cose.
Quando ho perso mio nonno ho avuto paura che lui non avesse capito quanto gli ho voluto bene e anche oggi continuo a chiedermelo. Non avrò mai una risposta, ma almeno ho scoperto che non si smette di voler bene ad una persona solo perché questa è morta.
Avete presente le caramelle Fisherman’s Friend? Quelle losanghe alla menta leggermente brunite che sono raccolte in una bustina bianca? Erano le caramelle preferite di mio nonno. Io le odiavo. Erano troppo forti e poi lasciavano in bocca un retrogusto che non riuscivo a sopportare. Lui invece ne comprava a pacchi. La cosa divertente era che le comprava, apriva la confezione e poi noi trovavamo le caramelle sparse ovunque. Il massimo erano quelle che navigavano sul cruscotto della macchina e sballottavano a destra e a sinistra in base alle curve. Mi sono sempre chiesto come facesse a mangiarle (soprattutto quelle che lasciava sul cruscotto), eppure lo faceva.
Poi è morto.
E da quando è morto io, senza accorgermene e senza pensarci ho iniziato a comprare le stesse caramelle. Anche ora, in tasca, ho un pacchettino di caramelle Fisherman’s Friend. E le mangio, non mi fanno più schifo ed il fatto che siano forti non mi disturba più, anzi, mi piace. Ne ho un pacchetto sul comodino, uno nella borsa che uso per andare al lavoro e uno sempre in tasca.
E’ come se portassi sempre con me il ricordo di mio nonno. E’ come se mi facesse compagnia. Nell’atto di tirare fuori il pacchetto dalla tasca, di aprire la confezione, di recuperare la caramella e di mettermela in bocca c’è la consapevolezza di continuare un discorso con mio nonno che non vorrei finire mai. Non vorrei mai finire di dirgli che gli voglio bene.


One Response to “Mio nonno in tasca.”

  1. Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’: Elenco molto molto in progress di Cose Belle da leggere e guardare on November 4, 2011 6:42 am

    […] – Mio nonno in tasca, di Louie  […]

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