Il gigante

November 2nd, 2011

All’improvvisa arriva un momento chiarissimo in cui capisci che sei diventato grande, che la devi smettere di perdere tempo con le cazzate e che alcune decisioni importanti non possono essere più rimandate. La sfiga vuole che siccome non ci sei abituato a prendere certe decisioni ti senti perso e tutto diventa pesantissimo.
Davvero, sembra, che il cielo sia di piombo, che si stia schiantando sulla tua schiena per farti soccombere.
Ve lo dico con sincerità, in quei momenti vedo tutto nell’insieme e mi sembra tutto troppo grande per le mie possibilità. E’ allora che subentra la depressione. Che subentra la depressione me ne accorgo perché mi sveglio già stanco e irritabile, mi sembra che non ci sia nulla che mi dia la felicità, nulla mi fa ridere e mi sembra che se mi compro un giocattolino elettronico tutto sia più bello. Ma solo fino a che non mi stufo di quello che mi da in termini di occupazione delle risorse mentali. Poi si ricomincia.
E’ tutto troppo pesante per me. E io sono anche fortunato che ho una persona al mio fianco. Solo che in certi momenti non c’è amore che tenga, sei tu contro il mondo e il mondo è davvero enorme.
In questo periodo, alla soglia dei 36 anni le cose che mi spaventano principalmente sono due (ma anche tre se ci vogliamo mettere un sottofondo che non manca mai). In ordine puramente casuale i figli e la casa. I figli, che ancora non ho e ancora non so se posso avere. La casa, che non ho perché sono in affitto e quindi dovrò affrontare tutta la questione mutuo e compagnia bella.
All’improvviso ieri mi sono reso conto che sto arrivando ai 40 anni e che la questione figli è molto più complessa del previsto. Volevo essere ottimista, oppure ero solo incosciente e troppo stupido per capire che non tutto va come dovrebbe andare.
La cosa della cosa poi è legata anche alla questione della crisi economica. Ieri mi sono addormentato con negli occhi il meno 6,8% della borsa e ho avuto un sonno tremendo. Non ho titoli di cui preoccuparmi, ma lo stesso ho l’impressione che stiamo camminando sull’orlo del precipizio, nudi e ubriachi, con il vento che soffia alle spalle e un terreno scivoloso.
Ho paura di non essere in grado di portare avanti questi progetti. E non so con chi parlarne.
Ecco, uno si sente solo di fronte al gigante.


3 Responses to “Il gigante”

  1. effemmeffe on November 2, 2011 12:29 pm

    Io ho 39 anni a brevissimo, sto aspettando il mio primo figlio e ho pagato oggi la decima rata di un mutuo ventennale.
    Tutte cose che fanno paurissima, ma se uno non le fa ste cose che fan paura può solo star lì fermo a pensare quanta paura fanno.
    Se invece inizia a farle scopre che fanno sì paura, ma anche che forse siamo fatti per imparare a farle mentre le facciamo, ste maledette cose. E un po’ passa.

  2. Louie on November 2, 2011 12:51 pm

    Vedi, io capisco benissimo che se inizi sei già a metà dell’opera, ma ora vedo sta montagna oscura e non so da che parte iniziare per scalarla.
    Facendola breve, vivo in affitto da 2 anni e mezzo in un paese in cui mi trovo bene e che è a venti minuti di treno da dove lavoro. Vorrei prendere casa qui perché è comodo, ma siamo distanti sia dai miei che dai suoi. Di andare a vivere dalle parti dei miei non se ne parla altrimenti il tempo per andare al lavoro passa ad un’ora e mezza. Io non vorrei nemmeno andare a vivere dalle parti dei suoi perché non mi riesco a far piacere la zona.
    Anche una decisione come questa mi schiaccia. E per quel che riguarda i figli, se me ne nascesse uno adesso sarebbe fantastico, solo che non so se avremo mai il piacere di essere genitori.

  3. effemmeffe on November 2, 2011 1:41 pm

    Pure io capisco benissimo che quando uno la montagna ce l’ha davanti gli sembra che non si possa scalarla, però sono la testimonianza vivente che invece in qualche modo si può.
    Perché fino a poco tempo fa ero nella stessa situazione e non credo di esserne uscito nemmeno ora.
    Per dire, avevamo già dibattuto sul parlare con qualcuno, se non ricordo male, no?
    Io ho parlato con qualcuno, sono stato in terapia per un bel po’ e poi avevo pensato di aver finito e ho smesso.
    Poi le cose sono tornate a farsi scure, per motivi diversi e non contigui con quelli precedenti, ma la sensazione era la stessa: sbonk, un muro.
    E poi la montagna, che se non è la stessa tua era molto simile.
    Se dovessi dirti da che parte ho iniziato a scalarla, beh, non saprei nemmeno farlo, so solo che devo aver preso un sentiero storto, visto che ci va un casino di tempo, ma il punto importante è che basta cominciare. Tanto a cambiare idea si fa sempre tempo.
    Per farla breve: il posto dove siete vi piace? Prendete casa. Se poi non va bene cambiare non è poi clamorosamente difficile, anche se ora parrebbe di sì.
    Basta cominciare vuol dire proprio quello: prendi casa, hai mille dubbi, forse non è la scelta migliore, dovessi sbagliare cambiarla costerebbe un sacco di fatica e scazzi, ma intanto hai iniziato. Poi la fatica e gli scazzi di cambiare scelta li gestisci nel caso accadano e spesso non sono nemmeno così terribili come apparivano. Una volta che ti ci sei trovato dentro vederli da vicino fa meno paura che pensarci adesso.

    A rileggermi sembra che io parli come se tutto fosse facile, ma posso assicurare che non è vero, che mi rendo conto perfettamente delle difficoltà.

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