Mutui, prima parte di una constatazione.

January 16th, 2012

Sappiatelo. Se per caso vi state convincendo all’acquisto della vostra prima casa, sappiate che tutti i vostri sogni verranno infranti dal tizio vestito in giacca e cravatta che, con sorriso mellifluo, vi scandirà lentamente le cifre della rata e, non ultima, la percentuale del tasso d’interessi.
Fino a che non entrerete in qualsiasi filiale di qualsiasi banca (a meno che la banca non sia la vostra e allora, in quel caso, ve ne potete tranquillamente sbattere le palle) non potrete mai sapere con cosa avete a che fare. L’omiciattolo incravattato e inamidato vi spiegherà a grandi linee il motivo per cui per pagare la casa dei vostri sogni (che diventerà a breve quella dei vostri incubi) dovrete concedere alla banca un paio di fettine di culo. Non abbiate dubbi, quella cosa che i burocrati chiamano spread e che io associo al suono onomatopeico di qualcosa che ti finisce diritto nel culo, vi rovinerà il conto corrente, le amicizie, vi renderà più grassi e brutti,vi farà venire l’alitosi, l’alopecia e i brufoli e vi farà capire che, la prossima volta è il caso di nascere ricchi da far schifo.
Sappiatelo, per chiedere un mutuo ora è necessario avere un cuore forte.


2 Responses to “Mutui, prima parte di una constatazione.”

  1. diegob on January 17, 2012 7:30 pm

    per quanto è vero che contrarre un mutuo significa spesso mettere la proprio anima in una perenne agitazione, non credo che la colpa sia del modesto direttore o vicedirettore di filiale che ci troviamo davanti

    egli a mio avviso è più onesto se non ci indora la pillola, se non ci fa concedere il mutuo in condizioni rischiose, perchè molte situazioni si sono create, negli anni passati, per la erogazione troppo facile dei mutui

    certamente non è che un bancario sia un poeta o un uomo o donna che ispirino dolcezza, ma fanno il loro lavoro

    la colpa non è della banca, ma è di un contesto sociale dove non vengono fornite sicurezze, non viene prospettato ai giovani un lavoro sicuro, e tante famiglie vedono drammaticamente mutare la loro condizione da una modesta agiatezza alla sostanziale miseria

    dammi retta, se il bancario è poco bonario, e il mutuo non lo fa avere, in realtà è un amico, anche se ti sembra uno stronzo

  2. Louie on January 18, 2012 9:59 am

    Ciao.
    Nel mio post non individuo una categoria, ma una persona specifica. Non si tratta nemmeno di un dipendente qualsiasi, bensì di un direttore di area, per cui una persona responsabile di più filiali che ha, a mio modo di vedere una certa dose di libertà.
    In altre banche ho avuto impressioni molto buone, con addirittura un paio di persone che mi hanno apertamente sconsigliato di farmi il mutuo se proprio non avevo urgenza.
    Quindi, non ho nulla contro la categoria, ma qualche remora nei confronti di personaggi specifici ce l’ho.
    Per quel che riguarda la banca. Un personaggio tra quelli che ho interpellato a cui probabilmente ispiravo fiducia mi ha confessato candidamente che ora le Banche non aprono molto volentieri i rubinetti perché hanno trovato un metodo alternativo di far soldi. La BCE in questo momento presta alle banche dei soldi al tasso di interesse di favore dell’ 1%. Le banche (ovviamente non tutte) utilizzano questo favore per acquistare titoli del debito pubblico che hanno un rendimento del 7%. Ciò conviene più del prestare soldi per i mutui o i prestiti personali che hanno ovviamente tassi d’interesse minori (anche se un mutuo a tasso fisso ora sta attorno al 5,5/6%).
    Ho l’impressione che tu sia abbastanza ferrato su queste cose, per cui ne capirai sicuramente più di me. Io, nella mia piccola ignoranza, mi sento un po’ preso per il culo.
    Faccio l’ultima considerazione. Non è tutta colpa di pino il bancario, neppure di Geppo il capo filiale e, a volerla vedere tutta nemmeno della Banca Impopolare della Madonna dell’Incoronata; c’è una crisi economica di entità mostruosa e ormai sia in balia delle fluttuazioni di mercato. Se scoreggia qualcuno in Cina va a finire che pago la carne il doppio. Ma, in ultima analisi, la colpa va ascritta anche a noi. Noi cittadini italiani che approfittiamo del sistema, lo stiracchiamo fino a che non si rompe, ci facciamo dare mutui per acquistare la prima casa e anche il SUV, otteniamo sostegno dallo stato per la nostra attività e costruiamo capannoni vuoti invece di investire nei macchinari o nella forza lavoro. Siamo noi il male più grande. Se mi dai una mano stai attento all’orologio.

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