Closure

February 15th, 2012

Ho iniziato a pensare seriamente alla mia ricerca per il dottorato da poco. Sono colpevole di aver buttato alle ortiche mesi e mesi in cui sarei potuto essere più produttivi ed invece non lo sono stato.
Cerco di giustificarmi dicendo che rendo meglio quando sono sotto pressione, ma la realtà è diversa.
Non ho fatto nulla per mesi partendo dal presupposto che anche se mi ci fossi messo d’impegno non sarei riuscito a cavarne un ragno dal buco. Tutto perché mi ritengo un incapace e mi metto a confronto con altri colleghi (soprattutto colleghe) di dottorato che sono anni luce al di sopra di me in tutti i sensi. Sia per quel che riguarda l’intelligenza, l’impegno, la costanza e tutti gli aspetti che servono a riuscire in un ambito e un ambiente come questo.
Detto per inciso, l’ambiente in questione mi fa abbastanza schifo. Vedo scene assurde in cui colleghi baciano il culo al professore responsabile del dottorato per ottenere un minimo di attenzione. Ma il detto professore è assolutamente incapace di valutare il valore delle persone perché lui si vede come un Dio infallibile, buono e giusto,  mentre vede gli altri come degli effetti collaterali del suo potere, delle risorse da spremere fino all’ultima goccia. Mia madre spreme i limoni per usarli nel the, poi butta le bucce nell’acqua per lavare i piatti così li sgrassa meglio. Poi, finito di lavare i piatti, le scorze di limone finiscono nell’umido.
Lì dentro noi veniamo utilizzati fino a che non siamo umido da compattare.
C’è chi regge meglio i giochi di potere e chi come me ha sempre la tendenza a sputare in faccia alla gente. Non lo faccio, perché i miei mi hanno insegnato l’educazione. Ma disprezzo. Disprezzo certe dinamiche con tutto me stesso e mi allontano. Mi allontano perché ho deciso che anche se riuscirò a prendere il dottorato non mi servirà per entrare in quel mondo. Farò la mia strada con dignità, per quanto breve essa possa essere.
Ho riflettuto per mesi sull’opportunità o meno di continuare il dottorato e, spinto anche da amici e parenti, ho deciso di darmi una chance. Ho deciso di assemblare una tesi dignitosa che sicuramente non apporterà un contributo di eccellenza al panorama della ricerca italiana, ma che mi permetta di dare una closure alla questione.
Da qui a Dicembre la vedo nera, ma una volta finito forse potrò respirare e dedicarmi con calma alla mia vera aspirazione.
Diventare uno scrittore.


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