Campione mondiale di nascondino acrobatico

March 13th, 2012

Ieri sera, prima di dormire, io e la mia ragazza abbiamo parlato dei sogni ad occhi aperti.
Lei mi ha raccontato i suoi e io le ho raccontato i miei. Ma siccome a me piace raccontare ho iniziato prendendola alla larga, anche perché i miei sogni ad occhi aperti non implicano che io diventi il campione mondiale di nascondino acrobatico. Sono sogni che prendono vita anni fa, decenni fa.
Tutto nasce dal fatto che sono sempre stato un bambino solitario. E sono diventato un bambino solitario perché non ho avuto molti strumenti di socializzazione e sono nato in una famiglia tendenzialmente asociale.
Andiamo per ordine.
Vivevo in campagna.
Mio padre non ha voluto che andassi in asilo perché lavorando lui fuori casa aveva solo un momento per vedermi, il pranzo, se fossi andato in asilo non mi avrebbe visto nemmeno a pranzo.
Ho iniziato a frequentare miei coetanei in prima elementare, per almeno un mese, durante la ricreazione, mi mettevo in disparte, con il sacchetto di patatine e li guardavo giocare. Io di questo ho ricordi vivissimi, ma se anche non li avessi mio padre conferma la cosa.
Ho iniziato ad ingrassare da subito. Sono sempre, sempre stato sovrappeso, tra il sovrappeso e l’obeso e giù ad altalena.
Portavo anche gli occhiali, brutti e goffi occhiali d’osso.
Quindi ero grasso, con gli occhiali, un una pettinatura ridicola e senza strumenti per socializzare.
Rileggo la frase e penso che una prima conquista della mia vita è quella di non essere diventato un serial killer (non ancora almeno).
Come ho già detto altrove, la TV è diventata la mia compagna. Unica fonte di svago.

Il punto è che guardavo la TV perché nei telefilm come Riptide e nei film che facevano vedere spesso la sera su Italia Uno, lo sfigato di turno alla fine ce la faceva. Capitava spesso che all’inizio del film ci fosse un tipo sottovalutato, sgraziato e apparentemente privo di qualità, che poi alla fine del film svettava tra tutti.
Ecco, io volevo essere quello sfigato lì, perché non c’erano dubbi che io fossi sfigato, quello sfigato lì però alla fine diventava un vincete. A volte si beccava la ragazza più bella del gruppo, a volte diventava il campione che tutti volevano in squadra oppure il leader del gruppo. Volevo quello, volevo essere il più bravo almeno in una cosa nella vita.
Ecco, posso dire che a volte sogno ad occhi aperti di essere il più bravo di tutti almeno in qualcosa, perché per ora non i è ancora successo, nella vita vera.
Ho altri sogni ad occhi aperti, altri sono sogni ad occhi chiusi che faccio prima di dormire, ma sono solo pensieri che utilizzo per rilassare la mia mente e tuffarmi nel sonno.
I sogni ad occhi aperti servono ad altro, servono a mantenere viva la speranza.


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