Mama Tandoori – Van Der Kwast: una recensione

October 24th, 2012

Non ho alcun diritto di parlare di questo libro, ma ne parlo ugualmente.
Ne parlo perché l’ho letto con piacere e il piacere della lettura andrebbe condiviso con il maggior numero di persone possibili. Ora, io, non è che abbia un grande seguito su internet e, a dire il vero, nemmeno nella vita reale, ma se anche riuscissi a convincere una persona a comprare “Mama Tandoori” ne sarei felice.

“Mama Tandoori” è uno di quei libri in cui l’autore usa una narrazione in prima persona autobiografica. A me hanno insegnato che in letteratura non c’è nulla di spietatamente autobiografico, per cui il suggerimento che mi sento di darvi è quello di leggere questo libro con due letture diverse. La prima, quella autobiografica vi imporrà di chiedervi ad ogni passaggio della narrazione se quanto state leggendo sia capitato o meno allo scrittore.
Il secondo modo di leggerlo è quello più classico. Continuare a ripetersi che state leggendo solo un’opera di finzione.
Nel primo caso la domanda che vi farete più spesso è: come ha fatto tale Van Der Kwast a venir su come una persona normale con una madre di quel tipo?
Nel secondo caso vi chiederete come sia riuscito a creare dal nulla un personaggio così peculiare? Senza contare tutta la flora e la fauna di personaggi primari e secondari concentrata tra le righe.
“Mama Tandoori” fa, comunque lo si voglia leggere, pensare a quanto un essere umano possa essere legato alle tradizioni familiari, culturali e relegiosi e quanto lontano dall’albero possa cadere il frutto.

Parlando del libro. La storia è quella di “Mama Tandoori” matrona indiana che si trasferisce in europa con un carico di valigie da nascondere sotto al letto. Assieme a lei, la voce che descrive è quella del nostro scrittore, Ernest. Con loro, il fratello “speciale” e il padre di Ernest, un olandese che io mi immagino piegato in avanti come se dovesse sopportare tutto il peso del mondo.
Quello di Ernest (personaggio) è uno sguardo lucido e pieno di vergogna, in bilico tra il dover riconoscere di essere profondamente legato alla madre e il cercare di allontanare da sé simile influenza. La pressione che Mama Tandoori esercita sui personaggi che le ruotano attorno è sostenibile solo perché questi riescono a trovare una sorta di equilibrio. Il padre diventa lo sparring partner della moglie, l’acqua cheta che prova a irretire il maremoto. Il figlio “Speciale” vive in una dimensione tutta propria, in cui il tempo è fermo all’età di 8 anni, tempo in cui la madre è ancora una parte di se stessi. Ernest credo scelga la via dell’invisibilità. Cerca di passare inosservato, fino a che un atto di profonda ribellione lo porterà ad essere allontanato dalla cerchia familiare.

“Mama Tandoori” non è un libro che si possa raccontare. E’ un libro che tutti possiamo sentir vicino a noi perché tutti hanno provato vergogna almeno una volta per un membro della propria famiglia, perché tutti hanno dovuto combattere con l’influenza del nucleo familiare per diventare se stessi.

E’ un libro che ho divorato e lo consiglio. Tra le altre cose ci sarebbe da fare un discorso a parte sulle Edizioni ISBN, ma per questo c’è tempo.


Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

Name (required)

Email (required)

Website

Speak your mind

    About

    This is an area on your website where you can add text. This will serve as an informative location on your website, where you can talk about your site.

    Blogroll
    Admin