Mi dovresti (lista)

September 15th, 2004

Mi dovresti sopportare
Mi dovresti sopportare
Mi dovresti assecondare
Mi dovresti lasciar stare
Mi dovresti avere accanto
MI dovresti star lontana
Mi dovresti un po’ capire
Mi dovresti far sognare
Mi dovresti l’innocenza
Mi dovresti la speranza
Mi dovresti me stesso
Mi dovresti Il silenzio
Mi dovresti la scoperta
Mi dovresti l’essere a mio agio
Mi dovresti la sicurezza
Mi dovresti la calma
Soprattutto la calma
La calma.

Your lust is decomposing us

September 6th, 2004

Your lust is decomposing us.

E’ una malattia come le altre, o almeno è così che devo prenderla. Sapere che qualcosa, lentamente si sta disgregando dentro di me non mi fa certo piacere. Lentamente mi schianterò al suolo, primo di scheletro, l’erosione avrà avuto la meglio.
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Striiiiipppp!!!

August 18th, 2004

Magari scopro l’acqua calda, magari no. Ma vi prego fatemi il favore di fare un salto qui e qui
Non ve ne pentirete.
Ecco un assaggio.
20040731.jpg

Nemmeno sai che esisto, ma ti sto già cercando.

July 27th, 2004

Stavi lavando i piatti, per l’esattezza, li stavi sistemando, uno vicino all’altro sullo scolapiatti. Non ho visto bene che vestito avessi, mi pareva che ci fossero dei fiori azzurri su campo bianco. Mi dava l’idea che fosse estate, ma estate non era. Fuori, io ero fuori, c’era un freddo cane. L’alito si consolidava in fumo, la luce della luca era glaciale, ma tu non lo sapevi. Come non sapevi che ti stavo osservando. Continuavi a poggiare i piatti sulla rastrelliera, io riuscivo a sentire il rumore che provocavi facendo urtare due o più bicchieri. Mia madre diceva che quando si passa ai bicchieri significa che si sta finendo. Ho visto lavare i piatti migliaia di volte, da migliaia di persone diverse ed ho scoperto che ognuna ha uno stile diverso. Non l’ho più visto fare come lo faceva mia madre. Forse aveva ragione lei e tu stavi per finire. Saresti uscita dal mio campo visivo. Te ne saresti ritornata da dove eri venuta, nel limbo della mia immaginazione da dove ti avevo creato con la forza di una strana malinconia. E’ il freddo, pensavo, che da il via a questi pensieri. Ho bisogno di calore, mi dicevo, in cerca di giustificazioni, spiegazioni, ragioni.
Nemmeno sai che esisto, ma ti sto già cercando.

Ho scritto, ma non vuole dire niente ciò che ho scritto. Avrebbe potuto essere una Short, se fosse stata scritta, chessò da Simona Vinci. Invece, non lo è. E’ solo l’immagine di ciò che non si può raggiungere.

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