Pico non legge

February 2nd, 2005

Ieri sono passato a “trovare” Pico. Non ha letto una parola dei due capitoli della tesi che gli ho consegnato.
Stranamente la cosa non mi preoccupa, anzi, me lo aspettavo. Abbiamo parlato di altro, visto che non si poteva parlare di ciò che avevo scritto.
Ho avuto delle notizie lusinghiere, anche se in parte mi preoccupano.
Si parlava di dottorati e Pico mi ha detto che nella mia Università non c’è molta gente che possa essermi utile nel campo che interessa a me.
In ogni caso, oggi mi sono messo ad analizzare i portali, le comunità e i siti online che raccolgono materiale per insegnati.
Se qualcuno ha una segnalazione da fare è il benvenuto.

Chapter two

January 25th, 2005

Ho consegnato il secondo capitolo proprio oggi pomeriggio.
Ventidue pagine fitte di paroloni in inglese, un’accozaglia di suoni che sembrano non voler dire niente e che non vogliono dire niente.
Io però spero che questo particolare non si noti e che al professore la cosa passi inosservata.
Daltronde sto navigando a vista, sto cercando di chiarirmi le idee passo passo e sto provando ad includere nel lavoro anche alcuni passaggi che mi potrebbero essere utili.
Utili a che?
Ho annusato qualcosa oggi nel suo ufficio, a parte il fumo delle sigarette, ho come avuto l’impressione che un “noi” detto a mezza voce comprendesse anche un “io”.
L’io del sottoscritto.
Speriamo bene, sarebbe qualcosa di esaltante, professionalmente parlando.

Un’altra giornata di lavoro.

January 21st, 2005

Oggi, come scopo della giornata ho quello di riuscire a capire perché un progetto lanciato dall’Università di Venezia non ha funzionato.
Ho girato per le pagine del sito, ho avuto l’impressione che il “Luogo”, ma forse le virgolette potrei anche toglierle visto che io lo considero un luogo a tutti gli effetti, fosse desolato.
Non è poi tanto facile creare una comunità.
Altra cosa da fare.
Compilare una prima bozza di bibliografia da mandare a Pico.
Ora mi ci metto.

Eolo

January 17th, 2005

Ho un angelo custode.
Da quando mi è stato regalato uno dei sette nani sono riuscito a ricominciare a studiare.
“Ma se stai cazzaggiando sul blog”, direte voi. Esatto, per ora… dopo due ore di studio intensivo in cui sono riuscito:
a) a portare a tredici le pagine del primo capitolo.
b) a concepire l’utilità di un capitolo secondo con argomento agganciato al primo.
c) a scrivere l’indice della tesi, sei capitoli più introduzione e bibliografia.

Non male come giornata.
Eolo, questo il nano (sarebbe troppo spiegare perché proprio eolo”, veglia su di me a debita distanza. Perché si sa, nano sì, ma …

Professor Mercury

November 19th, 2004

Sono anche un po’ contento ogni tanto. Ho risposto ad una mail di un prof americano a cui avevo chiesto un paio di cosette sulla tesi.
Premesso che della mia prima mail non aveva capito nulla del progetto e premesso che da allora il movimento neuronale del mio cervello e le continue sinapsi spastiche hanno ridisegnato suddetto progetto almeno altre quindi volte, sono stato onorato di ricevere quella mail e di potergli rispondere con le idee un po’ più chiare.
Tanto per fare un esempio, è come se stessi facendo una tesi sull’apartheid e mi scrivesse Nelson Mandela.
Ovviamente tutto molto più in piccolo e molto meno importante.
Ecco, mi ha scritto il professor Mercury.

Pico said… Kabuto Said

October 28th, 2004

Sto diventando monotematico, me ne rendo conto, ma non ci posso fare niente. Non c’è rimedio, la mia vita, in questo momento è completamente (o quasi) assorbita dalla questione tesi e dalla sottoquestione Dottorato.
Ieri ho ricevuto da Pico la spiegazione della parola “Sperimentazione”.
Dice Pico che bisognerà coinvolgere un gruppo di insegnanti per fargli adoperare il mio protocollo e che questo passo è necessario a fugare i dubbi su una teorizzazione del progetto buona solo sulla carta.
Tutto questo vuol dire tempo, vuol dire sito internet e tempo. Non so ancora bene se la lingua di riferimento sarà l’inglese (credo di sì), ma trattandosi di qualcosa che ha a che fare con la Lingua seconda, potrebbe anche funzionare per l’Italiano a Stranieri.
Ho un sacco di punti di domanda in questi giorni. Ho scoperto che questa cosa della didattica mi piace davvero e mi appassiona. Ho scoperto che ho bisogno di sapere e conoscere e ho sempre nuove domande da porre. Non so tutto questo dove mi possa portare.
Avrò delle scelte da fare, alcune forse anche dolorose, mi dicono che si cresce anche attraverso le scelte che si fanno alle cose che si lasciano alle spalle.
Il prof. Kabuto qualche anno fa mi disse una cosa che tutt’oggi mi fa pensare.
“Quando uno si laurea, finisce una fase della sua vita, allora prende un sacco nero, di quelli della spazzatura e ci butta dentro tutto, libri, appunti, e tutto ciò che non gli serve più…a volte anche le persone.”
Mah!

Sperimentazione

October 26th, 2004

Allora capita che ti arrivi una mail del prof e che in questa mail ci sia scritto che l’idea che hai è buona ed interessante, ma che i tempi sono davvero stretti, soprattutto per la fase di sperimentazione.
Io mi chiedo: quale sperimentazione?
Non avevo calcolato la sperimentazione.
Aiuto!

Sa che esisto

October 22nd, 2004

Ricevuta mail da prof Pico de Paperis.
Si evince che non ha capito molto del mio progetto.
Devo scrivere con più calma, respirare tra una frase e l’altra ed essere chiaro e conciso. E’ ovvio che altrimenti non si capisce.
Comunque sa che esisto.
Ottimo inizio.
Credo.

Seconda puntata.

October 22nd, 2004

Ho appena finito di scrivere una mail per Pico de Paperis, spero che si metta una mano sulla coscienza e di dimentichi della mia inaffidabilità come studente.
Ho bisogno di questa laurea, più che altro per una questione di salute mentale.
Speriamo bene.
In pratica gli effetti positivi della chiacchierata con il prof.Kabuto sono ancora ben presenti, hanno rilasciato delle endorfine rilassanti che nemmeno un chilo di cioccolato avrebbe potuto produrre.
E ora, che questi effetti proseguano.

Laureami!

October 21st, 2004

Le cose stanno così, più o meno s’intende.
Seconda puntata della Telenovela “Laureami”.
Pico de Paperis è in quel di New York (Beato lui), e il sottoscritto è sprofondato nel vortice della depressione causata da strutture e burocrazia. La segretaria maligna, ridendo e sfottendo, comunica al povereo laureando che Pico (non quello di Bariani) è fuori sede fino a Dicembre.
Il nostro eroe scantona, smadonna e incespica su ogni scalino da lì fino a casa. Ruttando qua e la qualche borbottio sconclusionato. Cercando di ricordare il primo giorno di scuola e il motivo per cui aveva deciso di continuare.
Oggi, dopo aver passato due notti d’inferno tra incubi e deliri onirici di ogni tipo, ho avuto l’incontro tanto temuto/sperato con il secondo prof, il Prof Kabuto.
Kabuto, come al solito, in nemmeno mezz’ora di chiacchierata mi ha tirato su il morale, anche se ora mi sento completamente svuotato.
Cerco il rispetto del Prof Kabuto, perché lui è la ragione che mi ha spinto a voler essere un Prof. Vorrei assomigliare al Professore che è.
Oggi le cose mi sembrano difficili, ma non impossibili.
Ci sono delle scelte da fare, alcune anche drastiche e non ho modo di aggirarle (questo vuol dire sapersi prendere le proprie responsabilità) devo affrontarle e ho un briciolo di paura che mi da un pizzicorio al culo.
Adesso credo di aver compreso che nella mia vita non avrò mai la certezza di niente e forse non è poi tanto male.
Il resto alla prossima puntata.

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