Compleanni

August 8th, 2008

Il 23 Luglio questo Blog ha compiuto 4 anni. Siccome ero in preda al panico da consorsi ho completamente dimenticato la data in questione e quindi non ho fatto gli auguri al mio blog. Sono sempre stato negato con i compleanni. Oggi però volevo recuperare e ringraziare un po’ di gente senza la quale questo blog non esisterebbe o sarebbe chiuso già da tempo.
Prima di tutto ringrazio Dario che mi ospitata da tutto questo tempo, si è sempre dimostrato disponibilissimo e non ha mai chiesto nulla in cambio. Se questa macchina funziona lo devo esclusivamente a lui.
Ringrazio anche Gattostanco e Eio i miei vicini di casa di blog più prossimi per essere, metaforicamente parlando, quelli che di tanto in tanto vengono a vedere come sto e mi tirano fuori, magari inconsapevolmente, dai periodi poco felici.
Ringrazio poi internet, le sue fonti di informazioni e anche tutti i blogger che per un motivo o per l’altro mi danno modo di indignarmi, divertirmi, scandalizzarmi, istruirmi etc etc.

Oggi poi è anche il compleanno della mia ragazza. Per abitudine non legge mai questo blog, però siccome non si sa mai e siccome le voglio bene volevo augurarle un buonissimo compleanno (tanto ci sono io con lei quindi deve essere buonissimo per forza 🙂 )

Sulla morte (ma non è un post macabro)

August 5th, 2008

Mi sono ricordato di una cosa che ricordo periodicamente. Me ne sono ricordato questa mattina mentre raggiungevo l’università e mentre ricordavo pensavo che avrei dovuto scriverci un post.
L’episodio risale a parecchi anni fa. Il luogo è La spezia. L’occasione, i tre giorni di visita medica per il servizio militare.
Ho ricordato il test psicoattitudinale della visita, quelle domande apparentemente prive di senso (ma che forse un senso proprio non ce l’hanno) che messe assieme dovrebbero dare un quadro più o meno chiaro di chi sei, in cosa credi e se sei buono o no per l’esercito o la marina.
Dopo il test ognuno di noi aveva il colloqui con la psicologa, se eri un po’ meno normale di quanto si aspettassero finivi dallo psichiatra. Tutta questa differenza non ce la vedevo, ma presumo ci fosse.
Io da presunto normale sono finito dalla psicologa.
Ha ripreso in mano il test, ha ripreso in mano quell’esercizio in cui c’erano delle frasi incompiute e tu dovevi completarle. La psicologa mi ha fatto notare che su alcune di esse facevo riferimento alla morte. E’ vero, facevo riferimento alla morte. Non era un periodo brillantissimo, avevo 17 anni e mi sentivo escluso a prescindere da ogni forma di socializzazione, mi sentivo diverso come si può sentire un ragazzo di 17 anni sovrappeso…in America a quel punto avrei già commesso un omicidio di massa.
Comunque non è questo il punto.
La psicologa mi chiese se mi capitasse spesso di pensare alla morte. Io risposi di no, che poi era una bugia e lo è tuttora. Però non volevo passare per uno strambo e quindi dissi di no.
Da allora, periodicamente mi viene in mente quel colloquio e penso che deve essere stato proprio in quel momento che ho iniziato a voler essere uno scrittore. Proprio perché pensavo alla morte.
Perché penso che gli scrittori alla morte ci pensino più delle persone non scrittori. Penso che ogni fine di racconto e ogni fini di romanzo sia una piccola morte. Penso che a voler ben vedere, scrivere implica una tendenza a voler evitare la morte, se non altro quella del proprio nome. Penso che scrivere significhi avere potere di vita e di morte sui personaggi.
Ecco a cosa ho pensato questa mattina mentre pensavo alla morte come ad una componente imprescindibile della nostra esistenza.

Un breve spaccato di vita quotidiana.

August 4th, 2008

Sto ascoltando “Roul and the King of Spain” dei Tear for fears, poi passerò ad “Elemental”. Ho tirato fuori da uno scaffale polveroso un libro sui trucchi per scrivere meglio (romanzi). Ho una mosca in camera, il ventilatore a velocità bassa e il caffè sul comodino. Scrivo seduto sul letto, il portatile sulle cosce scalda.
Ho paura, ma tutti dobbiamo avere paura.
Nei prossimi giorni comprerò un libro. Marta sta per compiere gli anni.
Faremo cose assieme, cose che qualcuno, putroppo, non potrà vedere. Ritorno indietro al passato per non dover pensare al futuro.

Il punto della situazione

August 4th, 2008

Finiti i concorsi pensavo che avrei trovato il modo per staccare il cervello dal resto del corpo, posizionarlo in una teca di cristallo e farlo finire in mezzo ai filetti di vitello e alle bottiglie d’acqua inuno degli scompartimenti liberi del frigorifero di casa.
Purtroppo non è stato possibile. Già la settimana dei concorsi c’erano state delle avvisaglie che il prossimo mese non sarebbe stato tutto rose e fiori. Il colpo di grazie l’ho ricevuto Domenica mattina alle 7:20 e anche adesso, mentre scrivo, non posso proprio dire di essere rilassato e fiducioso.
Per quel che riguarda i concorsi mi ritengo soddisfatto, ne ho passati tre su quattro e per uno dei tre sono primo in graduatoria. Non sto qui a spiegarvi i particolari (che comunque non comprendo in toto nemmeno io e che a quanto pare cambiano con una discreta velocità), ma potrebbe anche essere che i concorsi non siano serviti assolutamente a nulla. La cosa mi fa sorridere perché mi ricorda una volta ancora che spesso chi comanda è una testa di cazzo e il fatto di non avere poi molto potere qui dove sto potrebbe farmi evitare di percorrere al deriva che porta alla cieca stupidità.
Se ancora non lo aveste colto vi confermo che oggi sono più cinico e cattivo del solito. Mi girano vorticosamente i cosidetti (per una volta ho le mie buone ragioni) e mi ripeto in continuazione che “Life isn’t fair”, anche se so che non è vero e che se ho i miei scazzi è solo per colpa di alcune cellule impazzite.

Dipingo di cinismo il mondo

July 22nd, 2008

Eccheccazz! Sta diventando frustrante dover scrivere un post ogni uno o due mesi per dire che non sono morto etc etc.
La scusa dell’attuale silenzio è questa: sto facendo quattro concorsi nel lasso di 20 giorni e sono altamente impegnato da questa mole di lavoro. Per inciso, i concorsi potrebbero anche non servire a nulla, ma è una storia troppo lunga da spiegare e per farlo dovrei aprire un blog spin off di questo.
Diciamo che per ora gli effetti collaterali di questi quattro concorsi in serie si sono “limitati” ad atrofizzare la mia vena creativa, anche se devo ammettere di aver scritto in questo periodo le mie pagine migliori.
Purtroppo però il blog lo sto drammaticamente mettendo in secondo o terzo piano ed è sempre più dura mantenere i contatti con i miei fedeli lettori fannulloni.
Abbiate fiducia, potrei ritornare più forte di prima anche in tempi brevi (questa, se non si fosse capito, è una minaccia, non una promessa).
Nel frattempo pensatemi un po’ quando vi avanza. Magari mentre siete in fila, magari mentre siete al bagno o mentre mi legate le scarpe, pensatemi e chiedetevi: ma che mai starà facendo quel burlone del Louie?
La risposta, sappiatelo, è questa: dipingo di cinismo il mondo (per inciso, un lavoro facile)

Lucignolo

July 2nd, 2008

Aldo Grasso che parla di “Lucignolo” mi ha ridato il buonumore.
Per inciso. Sulla parola “Trasgressione” la pensiamo allo stesso modo…direi anche sul resto dell’articolo.

Modello

June 30th, 2008

Lui: Eh, guarda che fisico che ho!!

Lei: Mi sa che sei un po’ ingrassato.

Lui: Macchè ingrassato, c’ho un fisico da modello!

Lei: Modello 730.

Luie:…

Biografinzione

June 25th, 2008

Louie nacque nel 1955 in un paese sperduto nei pressi di Wichita nel Kansas. Il padre, venditore di aspirapolveri porta a porta e la madre, casalinga, allevarono Louie e i suoi tre fratelli basandosi sui principi del rispetto e della buona educazione. I tre fratelli dopo aver finito a pieni voti l’università si sono dedicati al commercio di bibbie nel nord america.
Louie invece prese una piega inaspettata.
All’età di quindici anni scappò di casa. Una sera gli capitò di ascoltare per radio una vecchia canzone di Presley che il cantante aveva fatto uscire nell’anno della nascita di Louie, Heartbreak hotel (27 gennaio 1955) . Questo incontro casuale gli fece capire che avrebbe dedicato la propria vita al Rock.
Scappato di casa arrivò fino a Los Angeles dove di giorno lavorava come lavapiatti in una tavola calda e di notte si impegnava a suonare la chitarra rinchiuso in un magazzino per non disturbare i vicini.
Dopo un anno dal suo arrivo a Los angeles fondò assieme a Andi T. Thinks, Cat Tired e Kim Ota un gruppo che prese il nome di “Suicide for a good reason” e che suonava Blues Rock. DI quel periodo una loro cover di John Denver che gli aprì le porte della Polygram.
Il primo contratto gli permise di pubblicare il loro primo disco. Un singolo con la suddetta cover di Denver e un inedito, scritto da Louie “In my opinion”. Il successo del singolo spinse la casa discografica a produrre un album. I quattro componendi della band e il produttore si rinchiusero in uno studio di registrazione.
A febbraio del 75 esce “Everybody has a good reason to get drunk”. Otto tracce dal sapore rock, blues e folk che proiettano il gruppo agli apici del successo.
Sono di quel periodo però i problemi di Louie con l’alcol e la droga. La situazione precipita in brevissimo tempo. Louie entra ed esce dalle cliniche private e nemmeno il supporto morale degli altri membri della band riesce a risollevare le sorti del chitarrista.
Nel 77 a Gennaio, due anni dopo il loro primo album la band ritorna in uno studio di registrazione. Gli amori contrastati di Louie e degli altri membri sembrano dare nuova linfa alla band.
Purtoppo, il 12 Febbraio del 1977 Louie viene trovato morto nella camera da letto che stava occupando in un piccolo albergo vicino allo studio di registrazione. La causa ufficiale del decesso è stata stabilita in “infarto”, ma molte speculazioni sono state fatte a causa del passato turbolento dell’artista.
La band di fatto sciolse in quel momento. Del secondo album non se ne seppe più nulla.
In quella camera d’albergo finì la carriera di uno dei più promettenti chitarristi rock degli anni 70.

Uff

June 23rd, 2008

A diavolo, fa caldo, non posterò!

Neurone

June 23rd, 2008

Se qualcuno passa o passasse per il casello della tangenziale di mestre e vedesse il mio unico neurone può per cortesia dirgli di tornare a casa che mi manca?

    About

    This is an area on your website where you can add text. This will serve as an informative location on your website, where you can talk about your site.

    Blogroll
    Admin