DIARIO DEL CAPITANO

Lo so che magari arrivo da buon ultimo a scoprire certe cose ma ogni tanto una lacrimuccia bisogna pur tirarla fuori da qualche parte, no?

IL BLOG DEL CAPITANO KIRK

APOCRIFO

“Un giorno ho trovato un mio libro sui binari della ferrovia.
Sempre meglio che in un remainders!”
g.

WONDERFUL LAND

Di ritorno del giro-in-giro (spazzature + City Tour) notturno, Papino ancora sghignazza. Infilate le cuffiette della radiolina gli piace pedalando ascoltare la sua emittente preferita che diffonde una gradevole trasmissione: “WONDERFUL LAND il paese delle meraviglie sonore”. Alla conduzione in questi giorni è Paolo Prato che rivisitando i successi degli anni passati (siamo arrivati al 1932) incappa in un lapsus memorabile. Introducendo la mitica As time goes by dal film Casablanca spiega che Humphrey Bogart chiede a Sam di suonarla per ricordare i momenti passati con Ingmar Bergman(?!?). Grazie Paolo, Papino ti pensa sorridendo e ti ascolterà anche domani.

FOGLIO SCRITTO

A volte sono come un foglio scritto:
difficile capire chi è l’autore
da poche frasi e lette alla rinfusa;
capire il vero stile che distingue
l’artista dalla sua controfigura.

OGGI IL SOLE E’ ASSONNATO E PALLIDO

di Mammina

Oggi il sole è assonnato e pallido, fatica ad uscire dalle nuvole. Flashback. Lo vedo seduto lievemente piegato in avanti sul bordo del letto, sorregge la testa con le sue grandi e rugose mani. Sta ascoltando Radio Maria e con la voce alta segue le preghiere cantate. Ha gli occhi chiusi. Come quel giorno, l’ultimo giorno. Aveva da poco compiuto 102 anni, festeggiati con parenti, nipoti, bisnipoti. Con i piccoli avevamo preparato dei biscotti al burro, confezionati poi in un sacchetto trasparente legato con un nastrino lucido rosso. Festa grande. Ora risento l’eco dei battibecchi con le figlie, il suono sordo del suo bastone mentre lo accompagna lungo il corridoio, il suo respiro pesante, i suoi colpi di tosse… da qualche anno i pantaloni nuovi, che reggeva con le bretelle, gli stavano sempre più larghi come se lui, dentro ad essi, si consumasse piano piano, come se lui dentro ad essi volesse scomparire. Ho invidiato tantissimo la sua memoria, e la sua abilità nel “far di conto”. Lui ed io andavamo d’accordo. Da me accettava osservazioni e consigli, dai sui figli no. Di me non accettava che non mi piacesse la carne: lui era stato per anni macellaio e non sopportava proprio l’idea di avere una nipote vegetariana. Era un ragazzo del 99, non aveva partecipato alle guerre perché era il capofamiglia ed è rimasto tale fino alla fine. Mio padre aveva tacitamente accettato che lui assumesse quel ruolo anche se non era più in casa sua, ma a casa dei miei genitori. Sono cresciuta con il nonno in casa e lui è invecchiato con me. Lui è un bel pezzo della mia storia .
Mio nonno, il mio nonno Giovanni.