Arrivederci Bell Jar

The Bell Jar vuole chiudere il suo blog. Mi piace passare dalle sue parti ogni tanto e credo mi

mancherà.
Ieri scriveva:

“Già mi sento un po’ più vuoto, ma mi sto accorgendo di essere cambiato da quando ho iniziato, e non

so quanto al momento mi vada di raccontarmi finchè non ne so di più…e poi non sono sicuro del ruolo

che il blog può avere in questa nuova identità…sempre che di identità si tratti…”

Gli auguro ogni bene possibile.
Senza questo suo post non avrei rintracciato le storie di Barbapapà che tanto mi appassionavano un

tempo.
Grazie!

“Scarpe di Emma”

Parliamo e già se ne sarà fuggito
nella sua invidia il tempo, volto a toglierci
queste minime gioie,
avvoltolarle e frangerle su scogli
come fossero flutti del Tirreno.
Ma, ancorché nere e tozze e religiose,
sbaragliano pozzanghere e entropia
per questi lastricati le tue scarpe,
monumento perenne: le famose
Scarpe di Emma. Come dire: il simbolo
di quanto, saldo, contrasta l’inverno
e impone il balenare della grazia che,
ferma e snella e rapida, si slancia
sopra i tacchi nel cielo,
innestando al coraggio la pazienza
perché, benché spaurita, sia la vita
di nuovo una “piccola musica notturna”
– senza chiedersi quanto durerà.

da Alessandro Fo, Giorni di scuola (2000)

Strano ma vero!

Lo dite voi a mia mamma che io sono io e non qualcun’ altra?
Antefatto.
Incontro la cara, molto cara, amica B. e mi intrattengo a conversare piacevolmente con lei mentre papino conversa con il marito, l’amico G., ed i piccoli non conversano ma ne combinano…
Avanza mia mamma. Guai in vista. Saluti, saluti, dove vai oggi a mangiare? Sto a casa mia almeno alla domenica…e via così. Tornando verso casa, dopo che la Belva urlante ha deciso che la pipì si fa solo a casa propria, veniamo accompagnate dalla nonna, mia mamma, che inizia con la solita cantilena (ormai ci dovrei essere abituata, ma ogni volta mi fa in*****re!)
Bella la giacca di B., lei sì che è elegante, sempre vestita bene… e bla blabla, blabla bla…
Ora:
premesso che B. è fisicamente diversa da me;
premesso che B. adora le giacche con il pelo ecologico, ma sempre pelo è, E IO NO;
premesso che B. adora il rosa pastello (e si è appena comperata un golfino da femmina intrecciato rosa!) E IO NO (adoro i colori forti: rosso, arancio, giallo…);
premesso che B. usa scarpe con il tacco, si trucca e mette spesso le gonne, E IO NO;
premesso che IO amo di più le cose per uomo, più essenziali, senza sfronzoli, lisce e semplici, più tecniche, più sportive INSOMMA più ADATTE A ME…
Premesso che B. non potrebbe MAI indossare le cose che indosso io perché LEI sta BENE con quelle che indossa LEI e IO sto bene con quelle che solitamente scelgo di indossare…
LO DITE VOI A MIA MAMMA, CHE NON L’HA ANCORA CAPITO DOPO TOT ANNI DI MIA ESISTENZA, LO DITE VOI CHE IO SONO IO E NON QUALCUN’ALTRA?

Grazie da Mammina.

P.S. Oggi era il turno dell’amica B., domani potrebbe essere il turno dell’amica N., o dell’amica P. e così via…
P.S. di P.S. la figlia ideale di mia mamma è Simona Ventura…

Sabato mattina

Tutti i sabato mattina potrei dormire un po’ di più, invece mi alzo presto (non così presto come quando vado al lavoro) per seguire un programma che trovo interessante: IL GRANDE TALK, ore 7.30, rai tre. L’ospite di questa mattina era Maurizio Nichetti. Consiglio alle mammeblogger la visione dei suoi minifilm “Mamma mia”: ogni sabato, ore 20.00, rai due. Ecco, praticamente in tv io guardo questo e qualche cartone. Guardo anche, quando il lavoro lo permette, i preziosi Leonardo (rai tre 14.50) e Neapolis (raitre, 15.00). Null’altro mi sembra degno di essere guardato.

Mammina

P.S. questo è il primo post scritto da sola con la supervisione di papino.

Cinque punti

Da dove cominciare? Provo a procedere per punti così le possibilità di perdersi per strada vengono drasticamente ridotte e – soprattutto – posso darmi un limite: cinque dovrebbero bastare.

uno

All’ora di pranzo mi avvio verso casetta e cosa trovo nella buca delle lettere? Un pacchettino ben confezionato con un nastrino verde. Dovrei chiedermi: “Come cavolo avrà fatto la postina a infilarlo dentro la microfessura?” Preferisco soprassedere e passare al punto successivo. Il pacchettino arriva da Rimini.

due

Stesa la tovaglia bianca a piselloni verdi Papino e Mammina aprono il dono e – dopo un rapido nonchè telepatico scambio di idee – decidono di cucinarne il contenuto. Consapevoli della trasgressione glissano sul punto del brodo e asciuttamente deliziano il palato con qualche sana forchettata. Il tutto è stato documentato fotograficamente ed è possibile vederlo facendo clic proprio qui. Non so se si nota ma – mentre mangiamo – stiamo pensando a un noto “fan del tortellino“.

tre

Se qualcuno crede che Papino possa trasformarsi in un bc.gif si sbaglia di grosso. Leggerò volentieri il premio gentilmente messo in palio da vesnuccia ma personalmente continuo a pensarla così. Mammina mi sembra più adatta. Potete tentare con lei. Le ho stampato il bigino (che tra l’altro mi pare ben fatto) e l’ho messo sulla lavatrice (il posto migliore credetemi).

quattro

Ci sono mariti fortunati e ci sono mariti sfortunati. Io sono un marito fortunato!

cinque

Oggi la Belva ha disegnato il suo primo arcobaleno. Ha tenuto il foglietto in mano per tutto il pomeriggio e buona parte della serata. Quando Mammina è rientrata in casa lo ha ricevuto in regalo. E’ bello ricevere un arcobaleno come regalo. Solo ora (23:30) sono riuscito a metterlo sullo scanner per eternarlo. Eccolo qui!.

stop.

“Anch’io sono reale…”

Sono in pigiama davanti al pc e leggo un commento di gattostanco. Trovo le sue parole molto belle e adesso, cercando di addormentarmi ci penserò un pochino:

“Conoscersi io ritengo sia soprattutto scambiare le proprie opinioni, i pensieri, le emozioni, i sogni e ciò che siamo. Certemennte quel che sembriamo e quel che vorremmo apparire hanno una notevole importanza nel relazionarsi con altre persone, ma non sono fondamentali per uno scambio equilibrato. Io conosco, o credo di conoscere, più “cose” interessanti o meno su tanti blogger, perché semplicemente le ho lette sul loro blog o me le hanno lasciate scritte su gattostanco, rispetto a molta altra gente che ho frequentato o che frequento. E mi sembra persino ovvio, naturale che sia così. Con moltissime persone con le quali non si crea un minimo di “complicità” amichevole riguardo alla vita (non parlo di amicizia vera e propria) ho un rapporto di conoscenza del loro pensiero che è estremamente superficiale. Non ho accesso al loro diario o al loro pc. E spesso l’essere di persona, sapere il rispettivo nome e guardarsi in faccia implica una certa ritrosia a correre il pericolo di esporsi troppo alla curiosità degli altri. Per non parlare delle circostanze o persone con le quali non può esserci interscambio per una serie infinita di ragioni. Invece, con tutti i limiti del mezzo e delle persone coinvolte -ed io sono il primo ad essere limitato-, in rete, o attraverso un blog posso scegliere di interessarmi al relativo blogger, di curiosare fra i suoi pensieri e via dicendo. Discorsi già fatti da altri prima di me ed in modo migliore. …Ma non riesco a comprendere appieno le ragioni di questa fisicità assolutamente ricercata da mia moglie in un dialogo con una persona. Non dico che la fisicità non sia importante, anzi, ma non è fondamentale alla comprensione delle idee dell’altro. E di chiunque altro, oltre a lei, a me interessano le idee. Non mi interessa sapere se è in pigiama davanti al pc, in tuta o in canottiera. Saranno affari suoi. Certamente son anche curioso di sapere com’è fisicamente, ma è un particolare. E’ Un aspetto della curiosità intrinseca nel voler bloggare. … Le ho letto gli auguri, tutti i commenti. Le ho spiegato per sommi capi di chi si trattava. Sembrava interessata, quasi divertita. Poi scherzando ha detto che c’erano “troppe donne”. Allora le ho fatto che notare che anche dei maschietti hanno lasciato un segno, che persino il Mozzi ha lasciato un proprio augurio. Non nel senso che fosse un augurio più importante, o diverso dagli altri. Ma semplicemente maschile. E non certo per me, ma per lei. Cercando di farle comprendere che gattostanco è parte di ciò che sono io e di riflesso di ciò che è lei. E che le persone “dietro” ai blogger del video hanno deciso di farle gli auguri perché io ho scritto che era il suo compleanno. Queste persone hanno dedicato del loro tempo a lei. … … … Bah, mi sono incartato nel discorso mentre scrivevo. Sono dispiaciuto per me. Forse il mio è una sorta di egoismo. Non riesco ad accettare questa sua maniera d’interpretare l’intera faccenda di gattostanco, anzi non riesco proprio a capire esattamente e nei particolari quale sia il suo atteggiamento, sul quale non riesco a mantenere uno sguardo distaccato per valutarlo con cura. Sostanzialmente non accetto che consideri “sconosciuto” a priori chiunque non abbia visto in faccia dal vero. Forse perché mi pare abbastanza naturale scrivere (male) per me stesso su gattostanco. E altrettanto in modo naturale (almeno così mi sembra) riesco a vivere la presenza virtuale di altre persone nel mio pc e nella mia testa, e indirettamente nel mio studio e, entro i limiti ovvi -proprio fulminato non lo sono-, nella mia vita… … … …Sarà perché lei è una Capricorno dalla testa dura (Lorenzo, non intendo fare di ogni erba un fascio. Scusami). Ed è una Capricorno “reale”. Ma anch’io sono reale ed è solo questo mezzo ad essere virtuale”


Gattostanco

P.S.: Non l’ho mai detto a nessuno, ma senza Gattostanco non esisterebbe Papino