Buon anniversario!

Trenta sono tanti, ma questo telefilm che non li dimostra.
Ok, i costumi, la scenografia, sono un po’ “vintage”…
ma io questo telefilm l’ho amato e continuo a rivedere le repliche quando le trasmettono in tv.
E’ un classico. Come i film di WD.
Auguri per i tuoi 30 anni mitico “Happy Days”!

P.S. Se siete curiosi, qui ci sono tante foto…delle precedenti reunion…

Conversazione graffiante

Interno bagno.
Io – ti sei tagliato le unghie ieri sera?
Papino dalla cucina – no, perchè?
Io – ne ho trovata UNA per terra!
Papino – TU ti sei tagliata le unghie ieri sera!
Io – sì, ma le ho tagliate sopra il lavandino del bagno…
Papino – Vedi? Allora l’unghia era tua!
Io – Impossibile…le ho contate e sul lavandino c’erano tutte!

Con la matita in tasca

Mi piace disegnare, mi rilassa. Non sono brava come lui, però mi piace e lo faccio volentieri. Diciamo che ho un buon rapporto con matite, colori, pennelli, tempere, pennarelli, pastelli a cera, gessi colorati…E copio, tanto, da tutti i libretti di Semola e La Belva. Insomma, cerco di perfezionarmi, per me, mica per cambiare lavoro.
Vorrei riuscire a disegnare i paesaggi e dipingere i cieli e i raggi di sole, di questi ultimi giorni.
Vorrei riuscire a rappresentare graficamente il freddo, l’aria frizzantina, pungente e secca che mi saluta tutte le mattine quando apro la finestra, ed è ancora buio, per vedere se nevica, o piove o…

L’aria di questi giorni, mi sta dando un sacco di problemi.
“…l’aria diventa elettrica…” Caspita, avevano ragione i Pooh! Mi sono presa centinaia di “stecche”, faccio scintille toccando il basculante per aprire il garage, scintille toccando la portiera dell’auto…
Ma ho trovato un rimedio. Sì.
Giro con la matita in tasca.
Tengo stretta la mia matita e le scosse non le prendo più.
Unisco il dilettevole all’utile.
E se ho voglia di disegnare, disegno.
Anche mentre aspetto che il semaforo diventi verde.

La miniera

I bambini li hai portati a scuola. Il cielo è di un azzurro che nemmeno il vestito di Cenerentola è così azzurro. Niente nuvole, solo la solita tossicità della grossa arteria che porta in centro ti spinge a coprire la bocca e il naso con il bavero della giacca. Anche il Principe di Biancaneve interpreterebbe il cielo di questa mattina come un complimento rivoltogli dall’Universo. Un leggero ticchettare di martelletto non ti sorprende: I nani sono già al lavoro laggiù in miniera. “Chissà se gli prende il cellulare laggiù in miniera – pensi – perchè avrei da dirgliene tre o quattro”. Hai appena aperto le finestre per far prendere un po’ d’aria alla casa in questa mattina fredda. Senti il borbottio del camion che i nanetti usano per rimuovere i detriti. Senti le piccozze cadere a terra e ogni tanto qualcuno parlare. Potevi lasciarle aperte solo una mezz’ora prima di andare al lavoro le finestre e i nanetti qui sotto hanno messo in moto una specie di idrovora, hanno aperto i pozzi neri del condominio per l’espurgo. Ti affacci e non vedi diamanti uscire da quella miniera. Nemmeno nanetti a dire il vero e nella casa, prima di aprire le finestre, aleggiava ancora il ricordo del caffè.

Ricordi di telefonate strane [1]

Amica F – Ciao!
Io – Ciao F, tutto bene?
Amica F – Sì, sì…senti, volevo chiederti…
Io – dimmi F…
Amica F – Sto andando al parco con i bimbi…venite?
Io – beh, sì, potremmo…ci impiegheremmo un po’…se ci aspetti…
Amica F – sì, va bene…perchè? dove siete?
Io – a Berlino!