Pordenonelegge…chi lo legge?

Io no.
Un po’ di tempo fa a questa domanda avrei risposto affermativamente.
All’inizio ero contenta: avrei letto cose interessanti, pensavo.
E inizialmente i post scritti erano veramente interessanti ed alcuni autori dei pezzi mantenevano la loro personalità…
In seguito, col passare dei post, iniziai a notare un diverso modo di atteggiarsi…
Non tutti, ma alcuni, sembravano usare questo esperimento per mostrarsi supereroi, incredibili, pronti per essere ritratti nella quarta di copertina del loro prossimo best seller.
Fastidio. Ecco, leggevo e provavo fastidio. E non mi piaceva.
Così ho smesso di leggere “l’arte di leggere”. (che non linko).
Preferivo di gran lunga “scrivere l’immediato” dello scorso anno: più autentico e casereccio. Più semplice, insomma.

Permesso

Mammina mi telefona dicendo che ha incontrato mia mamma per strada. Era preoccupata mia mamma perchè, passando per l’ufficio ha visto le finestre chiuse. Mammina le spiega che oggi sono a casa e che non c’è proprio niente di cui preoccuparsi. Dopo qualche minuto suona il telefono. Mia mamma chiede se va tutto bene ma io già lo so che lei sa che tutto va bene e che mi sono solo preso qualche ora di permesso.
Ricomincio a fare quello che stavo facendo. Ascolto Runaway degli Slowtime Mondays e come voto do’ un bel 10.
Suona di nuovo il telefono. Riconosco la voce di mia suocera ma lei non si aspettava di sentire la mia. Sento la sua voce tremante esitare mentre decide se riattaccare la cornetta scusadosi di aver sbagliato numero o cercare di capire cosa succede. Mi chiede chi parla e io le rispondo che no, che era lei che aveva chiamato e doveva identificarsi.

Posso anch’io?

Dopo aver visto centinaia di volte questo magnifico film, mi chiedo perchè non posso anch’io lavorare in questo studio ?
Da tempo ho spedito il mio curriculum. Mi basterebbe poter fare quella che tempera le matite dei disegnatori di storyboard, oppure quella che sistema e pulisce le tavolette grafiche o anche quella che sistema le sedie prima delle grandi riunioni. Accetterei anche se mi facessero svuotare i cestini…sai che ricco bottino!
Ecco.
Posso,anch’io? eh? Dai…posso, posso?

Targhe e borse.

Oggi c’è un caldo sole. Troppo caldo per me che amo il freddo.
Oggi corrono le auto con targa pari. La mia è dispari però al lavoro ci vado in auto…ho una pseudo deroga del mio capo.
Oggi dovevo fare un sacco di cose…Dovevo, ma…
Ieri ho portato Semola e la Belva ad una festa di compleanno di un loro amichetto. Li ho portati in bici e perciò ho usato la borsa “speciale” da bici.
Ieri ho travasato (passatemi il temine) tutto quello che di solito ho nella borsa che uso per lavoro, nella borsa da bici.
Oggi ho cambiato nuovamente borsa.
Oggi non ho travasato nulla.
Accidenti!
Oggi arrivo al lavoro e mi accorgo che patente, soldi ecc…sono rimasti nella borsa da bici.
Ricapitolando:
– ho la targa dispari e una pseudo deroga che forse non serve (anzi ne sono quasi sicura)
– ho dimenticato la patente a casa
– ho alcuni appuntamenti.
Totale: se mi fermano i vigili mi prendo, minimo, 120 euro di multa.
Rischio?
Ho deciso di non rischiare.
E ho fatto proprio bene: i vigili erano nascostissimi ed erano in tanti…fiuuuuu!
Come son tornata a casa?
Niente soldi, niente biglietto del bus… Fortunatamente vicino al mio posto di lavoro abita un caro amico.
Gli telefono e mi offre un passaggio. Anzi, no, non posso, dice, ho la targa dispari…
Però tre km fino alla fermata del bus riusciamo ad eludere il controllo…
Ti ho comperato i biglietti, dice. Lo ringrazio tante, tante volte.
Salgo sul bus.
Smonto alla fermata più vicina a casa.
Percorro un km a piedi.
Sono casa. Annullo gli appuntamenti.
Oggi alle 18.00, terminato il blocco, ritornerò a prendermi l’auto.
Con la patente nella borsa.

Preferenze.

Semola e la Belva hanno una bellissima lavagna doppia: da una parte disegna Semola, dall’altra la Belva.
Ognuno disegna e colora nel proprio spazio.
Osservandoli all’opera ho scoperto che mi piace il gesso bianco sullo sfondo nero e che i gessetti colorati sono fantastici.
Ho deciso che preferisco lo sfondo nero con le scritte colorate o bianche piuttosto che lo sfondo bianco con le scritte nere o colorate.
Bah!
Vabbè, vado a caricare la lavatrice.