L’Australiano

Esiste tutta una serie di classiche barzellette dove i personaggi principali sono: l’Italiano, il Tedesco e il Francese. A volte il Tedesco o il Francese possono lasciare spazio a un’Inglese. In alcune versioni “tecnologiche” ho visto fare capolino un Giapponese, in altre tipo “caccia grossa” è presente l’Americano, in quella della mosca nel piatto non deve mancare il Cinese.
Bene, da oggi nelle barzellette che Semola mi racconta prima di dormire c’è l’Australiano.
Cerco conforto tra le barzellette raccolte sul sito dei Turisti per Caso ma al contrario di Europa, Africa, Americhe e Asia, la pagina dedicata all’Oceania è quasi vuota. Poi è successo un fatto strano: l’Australiano delle barzellette di Semola mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha sussurrato «Sometimes our secrets are all we’ve got…»*

Alice guarda i [tele]gatti…

«Faccio un lavoro da stupido, non vado al Festivalbar, ma neppure frequento i salotti letterari. Non sono un poeta, ma nemmeno un cantante da SanRemo. Spesso non capisco quello che sto facendo e chissà se lo capirò mai… »
(L’Unità – Settembre 1985)

«Questa [Festivalbar] è una manifestazione onesta, con artisti emergenti o emersi, presentati in una piazza, in assoluta trasparenza. E’ la migliore manifestazione musicale televisiva che ci sia in Italia: il pubblico è attento e disincantato, sul palco c’è veramente di tutto come offerta, la musica è in primo piano, mentre a Sanremo viene al massimo all’ottavo».
(La Stampa – Giugno 2005)