LEGOLOGI[C]A

Mentre leggevo questo post di mi ripetevo:”Semola non sarà sicuramente d’accordo!”
Allora oggi gliel’ho proposto trasformandolo in una serie di domande. Ecco il risultato:

Stark: Il fascino dei Lego, per un bambino poco avvezzo alle costruzioni predeterminate come il sottoscritto, risiedeva essenzialmente nell’assoluta genericità dei suoi pezzi. Per essere felice mi bastava una secchiata di mattoncini 4×2, quelli che più classici non si può.
Semola: Le cose della Lego sono molto belle, si può costruire. Esistono ancora i Lego come quelli vecchi cioè che poi nelle istruzioni ci sono 10 e più cose da costruire o uno si può anche inventare.

Stark: E, naturalmente, un pomeriggio piovoso.
Semola: Io i Lego li uso ogni giorno con il sole, la pioggia, la neve, le foglie che cadono, con tutto cioè.

Stark: Non mi servivano castelli medievali, né stazioni di polizia o vascelli pirata: la mia creatività non era fatta per essere imbrigliata in un foglio di odiose istruzioni di montaggio.
Per quello sarebbe arrivata l’Ikea, molti anni più tardi.

Semola: Io i fogli delle istruzioni me li tengo tutti dentro un librone perchè qualche volta li guardo ma, quando costruisco, moltissime cose le ho smontate quindi posso fare come voglio. qualche volta posso anche disegnarmi da solo i fogli di istruzioni così è più facile inventarmi le cose.

Stark: Delle scatole a tema ho sempre guardato con scetticismo i pezzi ‘speciali’, perché praticamente impossibili da decontestualizzare. Che farsene di un elemento a forma di merlatura di torrione, se quel che hai in animo di fare è il modellino di una villa di Le Corbusier? Per le rifiniture ci si arrabattava alla meglio, affidandosi ai pezzettucoli più minuti rimediati qua e là. E poi checcavolo, al resto ci pensava la fantasia. Ce n’era da vendere, ai tempi.
Semola: quei pezzi strani di solito hanno un numero cioè 950 o 705 cioè questi numeri a caso, questi Lego sono molto importanti.

Stark: Ma oggi. Oggi, ai Lego, si giocherà ancora?
Semola: Ma che domanda è? Si che si gioca!

Stark: Bighellonando tra gli scaffali dei centri commerciali mi accorgo del dazio che il mio passatempo preferito ha dovuto pagare alla modernità, e trasalisco.
Semola: I lego non importa che siano moderni o speciali o normali. L’importante è solo che ci siano sempre.

Stark: È tutto un fiorire di costosissime confezioni prodotte su licenza: Harry Potter, Star Wars e innumerevoli altre.
Semola: Harry Potter, Star Wars, Spiderman, ecc.. alcune cose mi piacciono ma questi no. Per esempio i Bionicle, il lego Vikings, lego City, Alpha Team, Lego Knigts Kingdom, Lego Racers sono tutte cose che mi piacciono. Ma più di tutte mi piacciono i Bionicle.

Stark: Basta un’occhiata a una scatola per constatare che ogni pezzo è diventato unico e insostituibile: apri la confezione del galeone di Harry Potter, e ti trovi davanti un pezzo a forma di prua di galeone di Harry Potter e uno a forma di poppa di galeone di Harry Potter. Li incastri insieme al pezzo a forma di ponte di galeone di Harry Potter, pianti l’albero del galeone di Harry Potter ed ecco il galeone di Harry Potter. Bellissimo, per carità. Ma nessuna laboriosità, nessuna difficoltà di assemblaggio. E nessuna possibilità di ricombinare i pezzi a proprio piacimento. Persino i sassi non possono essere altro che sassi.
Semola: Se vuoi smonti tutto, metti in un posto le istruzioni e costruisci a piacere. Le navi sono navi, i tetti sono tetti, ma tu con queste cose puoi fare quello che vuoi.

Stark: E il divertimento, dov’è? Confidando nella fedeltà del modellino, ci si accontenta di dare al bambino l’illusoria sensazione di averlo fatto lui? E a lui, basterà?
Semola: [va a prendere il catalogo Lego 2005 recuperato in un negozio di giocattoli] Se vuoi fare questo devi prendere il secchiello base S (da 4 anni) oppure secchiello immagina & costruisci L (da 4 anni) costruisci e crea.

Stark: Dai videogiochi ai giocattoli più infantili, oggi tutto va verso un realismo sempre più smodato. E le piccole menti reagiscono di conseguenza, macinando e assimilando qualsiasi prodotto con insaziabile frenesia. La minima novità basta a far apparire scontato e frustrante anche il passatempo più coinvolgente.
Semola: Il lego è sempre il lego, l’ho già detto.

Stark: La regola è una sola: nulla deve durare. E nulla, alla fine, dura. Sembra che ai bambini, oggi, non interessino più il fascino del costruire, l’approssimazione, l’artigianalità. Ma forse siamo stati noi a decidere per loro.
Papino: Si, o meglio, a decidere sono stati i negozianti ai quali conviene vendere le megaconfezioni piuttosto che informarti del fatto che la maggior parte delle serie classiche sono tuttora in produzione. Basta fare un giretto allo shop at home presente sul sito ufficiale e sul quale è possibile acquistare cose introvabili in Italia oppure i classici pezzi in confezioni simili a quella che ho pubblicato vicino al titolo (1500 pezzi con un sacco di forme, misure e colori. Fossi in te Stark questa confezione la prenderei subito. If you can imagine it, you can build it!

Qui di seguito una piccola galleria di immagini che andrebbero commentate ma… zzzzzzz!

Due piccoli fiocchi

Questa mattina camminavo nel freddo tagliente accompagnato dal rumore delle spazzole della macchina mangiafoglie quando, vicino all’ingresso della scuola, due fiocchi di neve si sono appoggiati sul nero della giacca. Li ho soffiati via senza pensarci troppo. «Tanto – ho detto ai piccoli – anche se decide di venire giù fissa, gli stivaletti nuovi sono già lì pronti che aspettano nella scarpiera». Adesso è pomeriggio. Fa ancora freddo ma il cielo è più libero e le nuvole arrossano toccate dal sole. Non ha nevicato. Non nevicherà questa notte. Quei due piccoli fiocchi caduti sul nero della giacca erano forse pm10?

Promemoria

Un giorno della prossima settimana carico tutti in macchina e vado qui.
Un giorno della prossima settimana mollo tutto e resto qui tutta la mattina.
Un giorno della prossima settimana trovo il tempo per leggere tutto quello che c’è scritto qui

[continua…]

Tridacnol*

* Tridacnol è il primo di una serie di arretrati che intasano i bassifondi del pc e che piano piano cercano di tornare a galla, di rivedere la luce, di respirare un po’ di aria pulita, perchè lì in mezzo a tutta quella polvere e con l’insopportabile rumore della ventola di raffreddamento e quelle antipatiche porte usb che sbattono continuamente roba dentro all’alveare della memoria, si comincia a stare un po’ stretti. Tridacnol è abbastanza buono ma sa essere impietoso se qualcuno osa mettere in ordine i pezzi di plastica prodotti da una famosa ditta danese che il suo padrone abbandona in ogni dove. I pezzi di plastica a volte assemblati, altre no, sentitamente ringraziano.