Cinque tue strane abitudini

Ricevuta da S. e da C., Mammina trova finalmente il tempo di contribuire all’ennesimo tam-tam blogosferico:

Regolamento: Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo “Cinque tue strane abitudini”, e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice “Sei stato scelto” (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro.

Ecco dunque le 5 strane abitudini di Mammina:

1- Incateno sempre la bici anche se mi trovo in un cortile privato o altro posto sicuro. Lo faccio perché sono sicura che se non lo faccio sempre potrei dimenticarmi di farlo quando serve chiuderla sul serio.

2- Ogni anno ricopio sul nuovo calendario tutti i compleanni che erano scritti su quello dell’anno vecchio.

3 – Quando entro in una libreria la prima cosa che faccio è andare al reparto libri per ragazzi.

4 – Anche se ho con me le chiavi di casa suono sempre il campanello per farmi aprire.

5 – Non faccio mai proseguire le catene di Sant’Antonio.

Un saluto.

Ho appena iscritto la Belva alla prima elementare a.s. 2006/2007. Tempo normale. Il personale della segreteria usa ancora come salvaschermo quell’odioso labirinto con pareti di mattoni a vista. Si gela per strada. Un uomo mi saluta con un cenno del capo ma non lo riconosco. Cosa devo rispondere? “Buongiorno” oppure “Ciao”? Vedo i suoi occhi mentre mi incrocia sul marciapiede. I suoi occhi sono due puntini scuri che spuntano da una minuscola fessura rimasta aperta tra il cappello e la sciarpa beige. Alla fine decido di fare ciao-ciao con la mano e torno in ufficio evitando l’edicola. Sono sicuro che l’uomo misterioso si diverte un sacco salutando persone scelte a caso. Mi sembra perfino di sentirlo sghignazzare.

…ad occhi aperti

– Ma dove eri finito?
– Papà, ho sognato ad occhi aperti!
– Cioè?
– Pensavo che i capelli di mia sorella fossero il collo di un dinosauro con il collo lungo e l’altro pezzo di faccia fossero le montagne del deserto».
– E poi?
– E poi basta!