Storiellina sciocca inventata da me.

C’era una volta una bambina che si chiamava Perla.

Di cognome faceva Miseria.

Quando per strada la gente diceva cose del tipo:- per la miseria ho perso l’autobus! – oppure- sono in ritardissimo, per la miseria!.

Ecco, Perla Miseria si girava sempre perchè pensava chiamassero lei.

Adesso Perla Miseria è diventata grande e ha sempre il torcicollo.

Fine.

Ancora spesa…

In casa papino ci sono diversi tipi di spesa: quella grande, quella piccola e quella strana.

Della strana si è già parlato più sotto. Della grande se ne parlerà più avanti, o anche no.

In casa papino la spesa piccola e voloce di solito si fa sotto casa nel supermercato quasi teutonico. Altre volte ci si sposta un po’ più in là in un altro supermercato a gestione familiare, più cordiale ma leggermente più caro.

Ecco, cosa pensereste voi se vedeste il capo dei commessi del supermercato quasi teutonico fare la spesa nel supermercato a gestione familiare?

la spesa “strana”

Ieri pomeriggio ho fatto la spesa sotto un diluvio quasi universale.

Stamattina papino mi dice che ieri ho fatto “una spesa da single”.

Forse non devo più guardare Sex and the city?

un sogno

Difficilmente ricordo i miei sogni. Non so se ciò sia un male o un bene. Deve trattarsi di un bene: i sogni non mi servono perchè nella realtà sono felice e non ho desidero di fuggire, di allontanarmi, di scappare da qualcuno o qualcosa. Ecco, magari ogni tanto una gita me la farei che mi porti lontano dal lavoro e dalla routine della posta e delle carte piene di polvere. Poi succede che il lavoro capisce che ho bisogno di una gita ed è il primo a farsi avanti proponendo una settimana all’estero, ma il mio sesto senso mi dice che è meglio evitare le gite organizzate da chi stai cercando di evitare. Non ci vuole un genio per capirlo. Tornando ai sogni: difficilmente riesco a ricordarli completamente, spesso di loro non rimane che un gusto dolce o amaro, un senso di luce o di buio, silenzio o rumore, movimento o impossibilità di fare qualcosa, colore o bianco e nero, raramente virato seppia. Immaginate allora il mio stupore nel ricordare completamente il sogno fatto domenica notte. Lo ricordo tutto, dall’inizio alla fine, da quando in bagno studioil catalogo di ikea a quando con la matita disegno sul foglio la piantina del garage, da quando libero completamente il garage a quando metto in moto la macchina e imbocco la tangenziale, da quando carico gorm sul carrello a quando la carta di credito compie perfettamente il suo dovere, da quando carico a fatica tutto nell’abitacolo a quando mi perdo sulla tangenziale cercando la via giusta per tornare a casa, da quando il cancello si apre a quando arrivo davanti al garage e scendo per aprirlo ma non serve. Il garage è già aperto. Dentro c’è un contadino che ha sistemato della paglia per terra. Tutto il pavimento del garage del mio garage è ricoperto di paglia e ci sono dei cavalli, sei o sette cavalli che in piedi o sdraiati per terra mi guardano. Io chiudo il garage e poi mi sveglio.

Il giorno dopo

Semola sta diventando grande.

Ieri ha compiuto 10 anni.

– Una decina e zero unità- ha detto la Belva.

La peperina non ha detto nulla, gli ha dato un bacetto e felice è andata in sala a sorseggiare la sua cocacola.

AUGURI SEMOLA!!!! 

anche se…

E la vita continua anche se il solo pensiero che due carissimi Amici non ci sono più e che  le loro rispettive famiglie ogni istante vivranno la loro non presenza mi ratttrista e vorrei tanto che accadesse come nel film “ritorno al futuro”…

Ma quello è un film. Un film.

Questa è la vita. Vera, bella e faticosissima.

In questo momento ho esaurito tutti i miei pensieri “più alti” e ciò che rimane sono solo banalità.

A parte queste lacerazioni dell’anima, stiamo bene.

Quasi bene. La peperina ha iniziato la materna ieri e stasera ha già la febbre.

Si prospetta un anno tosto e in questo momento dobbiamo, papino ed io, recuperare le forze per affrontarlo.

A presto.