Di quand’ero una giovinetta romantica

Raccontano di paesi esotici, avventure estreme, intrighi machiavellici, segreti inconfessabili, passioni travolgenti: potrebbero essere i libri di William Somerset Maugham ma anche i centinaia di Harmony che si stampano ogni anno in tutto il mondo. E invece è Delly (banalmente, dovrebbe essere pacifico che le storie narrate nei secoli sono sempre più o meno le stesse e le hanno esaurite quasi tutte i tragediografi greci e Omero, cambiano alcuni particolari, ma i canovacci sono già tutti stati usati e a fare la differenza è soprattutto lo stile).  

Delly (del quale si diceva fosse un monaco che di nascosto si dedicava alla letteratura rosa) in realtà è uno pseudonimo che nasconde l’identità di due fratelli francesi: Jeanne-Marie (1875-1947) e Frédéric Petitjean de la Rosière (1876-1949) che a quattro mani hanno scritto più di cento libri vendendone milioni di copie in tutto il mondo. In Italia l’exploit dei fratelli de la Rosière si è avuto intorno agli anni ’50 con l’Editrice Salani che sin dagli anni ’30 si era specializzata in collane dedicate ai “libri per signorine” (insieme alla serie per ragazzi) e ha continuato a stampare i romanzi di Delly fino agli anni ’70.   

Io ho letteralmente divorato decine di romanzi di Delly tra i 15 e 16 anni, e poi ho smesso solo perché li avevo letti tutti (quelli in casa), ne finivo anche 3 in un solo giorno (e notte), in una specie di ossessione compulsiva che mi ha colpito anche in altri, pochissimi, casi. Le storie di Delly sono avvincenti, con misteri e fughe rocambolesche, non solo storie d’amore ma vere e proprie epopee affascinanti. E’ vero le ragazze sono sempre bellissime e pudiche e gli uomini quasi sempre alti, tenebrosi e dal passato tormentato, ma tutti si portano dietro il loro alto senso morale come un fardello del quale non vogliono liberarsi e alla fine hanno la meglio su tutte le avversità.

Ricordo che mi sono piaciuti moltissimo due romanzi, che erano uno il sequel dell’altro, entrambi intitolati Il maestro del silenzio e sottotitolati rispettivamente: Sotto la maschera e Il segreto del ku-ku-noor (tutti e due pubblicati da Salani nel ’62 nella “Collana della rosa”, caratterizzata da piccole edizioni in brossura rigida colorata).

Il maestro del silenzio ambientato tra Firenze, la regione cinese del Canton, Parigi e la California è la storia di Gaetano Mancelli e di suo figlio Luigi – protagonista del secondo volume della saga – che si trovano invischiati in lotte clandestine tra sette cinesi rivali, divenendo personaggi di spicco della confraternita del Silenzio. Sullo sfondo intense storie d’amori contrastati.

In Delly la tensione si mantiene sempre molto alta, le avventure si succedono a ritmo serrato anche se la scrittura è sempre molto elegante, quasi serica, mai una caduta di stile o frasi fatte da fotoromanzi Lancio. E sebbene l’aspetto sentimentale sulla carta sembri essere dominante, perché necessario – pensavano evidentemente autori ed editori – ad accalappiare il pubblico femminile, in realtà è solo un accessorio della trama. Diversamente da quanto accade in Liala, in cui è il rapporto tra l’uomo e la donna a reggere tutta la storia, in Delly la trama si fa complessa, il setting è fondamentale e descritto con dovizia di particolari, la storia spesso è corale, raccontando mondi interi con le loro mille sfaccettature.

Come per Georgette Heyer, anche per i libri di Delly io non parlerei snobisticamente di romanzi rosa: le sue storie sono un’evoluzione del romanzo d’appendice: tra Dumas e Maugham (senza esagerare). Si sente dire spesso che ci sono autori che danno al lettore ciò che vogliono leggere, e vengono colpevolizzati per questo, come se davvero la letteratura avesse altri scopi che l’intrattenimento. Il problema non è l’incontro tra gusto e aspettativa del lettore e opera creata ad hoc dall’autore, perché ognuno ha il proprio lettore implicito (si veda Umberto Eco: Lector in Fabula o Sei passeggiate nei boschi narrativi entrambi pubblicati da Bompiani), ma deriva sempre dalla qualità di ciò che si offre.

E il discorso poi non è così cogente in senso assoluto: io a 15 anni leggevo Delly ma prima avevo letto Tolstoj, Dostoevskj, Proust e Balzac (con esiti diversi) e dopo avrei letto Fitzgerald e Joyce, non cercavo nulla dalla letteratura, non ero in realtà il lettore implicito di nessuno e allo stesso tempo lo ero di tutti, mi piacevano le storie, pretendevo che fossero ben scritte. Tutto qui.  

Nel 1964, Pier Paolo Pasolini, insieme a Cesare Zavattini, firma la prefazione a un libro curato da Gabriella Parca per Feltrinelli intitolato Le italiane si confessano, che raccoglieva le lettere ai giornali scritte dalle donne italiane e che rivelavano la varia umanità femminile dell’epoca. E Pasolini scriveva: “La prima impressione che si ha leggendo queste lettere è che sono estremamente divertenti […] E’ divertimento proprio divertimento: quello che prova un ragazzo leggendo un libro di Salgari, o una giovinetta leggendo un libro della Delly…”. E se di divertimento con la lettura parlava pure Pasolini, che è diventato il simbolo dell’impegno a tutti costi, direi che siamo a posto. Certo forse in quella prefazione, la parola “divertimento” è stata usata a sproposito (si legga la polemica con l’autrice del libro), anche perché non di letteratura si parlava in realtà, ma quello che m’interessa al momento era il riferimento a Delly.

Non c’entra niente con  il valore dei romanzi, ma devo dire che sono ammirata dalla capacità d’intesa dei fratelli la Rosière, che sono riusciti a scrivere a quattro mani centinaia di romanzi: io con mio fratello non riuscirei a scrivere nemmeno la lista della spesa senza litigare furiosamente.

21 Commenti a “Di quand’ero una giovinetta romantica”

  1. Christian scrive:

    Anche qui avevo scritto un commento, ma è sparito… o forse sono io che sto impazzendo? 🙁

  2. dh scrive:

    sull’ultimo periodo, considera i cugini di ellery queen

  3. seia scrive:

    Christian: sei finito nello spam, ma non dipende da me, almeno non consciamente 🙂
    Che avevi scritto?

    dh: si anche loro è vero, sebbene con gli anni Ellery Queen divenne una specie di marchio e gli autori furono i più diversi.

  4. inquilina g scrive:

    io qui non celerei il fascino irresistibile dei romanzi di MYRTHA.
    (o mirta, o mirtha, o myrta)

  5. seia scrive:

    No infatti, diciamolo! 🙂

  6. vincenzillo scrive:

    Liala ha abitato per anni a Varese, in una villetta a cento metri da casa dei miei.
    Purtroppo in quegli anni io ero snob e non l’ho cagata. Oggi invece proverei a incontrarla, perché mi incuriosisce. (Sorvolando sul fatto che nel frattempo ho provato a leggere un suo romanzo e non l’ho finito).

    Questa Delly non l’ho mai sentita ma se me la metti a pari con Dumas mi tenta.

    Sulla scrittura come puro entertainment, ti rinnovo le mie solite rimostranze, leggermente modificate: la letteratura può prescindere dalle intenzioni dell’autore, qualunque esse siano, e avvinghiarsi per sempre all’anima del lettore. Con tutte le conseguenze del caso.

  7. seia scrive:

    Vince: messa così la tua rimostranza non ha ragion d’essere in quanto rimostranza, perché – UDITE! UDITE! UDITE! – siamo d’accordo! Sono quasi commossa 🙂
    Se mia madre sapesse che hai vissuto vicino a Liala verrebbe a toccarti, ti chiederebbe l’autografo, metterebbe la tua foto sul comodino insieme a quella di Papa XXIII! Io pure ho cominciato un suo romanzo, e il titolo già doveva mettermi sull’avviso, “Farandola di cuori”(!), e non l’ho finito.
    Quanto a Delly (due fratelli, non una donna) e Dumas, non li ho proprio messi sullo stesso piano, diciamo che i loro libri sono molto più vicini a Dumas che ai romanzi della Invernizio o di Liala, non che io abbia da dire su queste scrittrici. Parecchio da dire invece avrei sulla odierna chick-lit, ma non c’ho tempo.

  8. Christian scrive:

    ”Sono il primo a leggerti, mi sa, fai ancora in tempo a cancellare tutto e nessuno ne saprà mai niente, così resterai per sempre una critichessa coi fiocchi.”
    Questo, avevo scritto, ma ormai sei rovinata!

  9. seia scrive:

    Accidenti alla tecnologia!
    Mi darò all’ippica ormai, ché l’uncinetto non lo so proprio fare!

  10. Lorenzo Ireni scrive:

    Allora avrai letto Magali’. 🙂

  11. seia scrive:

    Questa purtroppo mi manca. Mi perdo qualcosa? 🙂

  12. Lorenzo Ireni scrive:

    Storia di come due orfani si scoprano, alla fine, di nobile schiatta. Sicche’ il Duca di Staldiff (bello e altero) puo’ alla fine sposare Magali’ senza che lei sia umiliata da un matrimonio morganatico. Secondo me vale la pena.

  13. AMONINOMIMO scrive:

    MA IL BACIO DI UNA MORTA DI CAROLINA INVERNIZIO LAI LETTO?

  14. seia scrive:

    Lorenzo: mi pare proprio che sia il mio genere 🙂 I matrimoni morganatici… altri tempi, chi dice più morganatico oggigiorno? Bella parola morganatico.

    Amoninomimo: eccerto che l’ho letto. Mortifero!

  15. sara scrive:

    ricor ddate un romanzo in cui le protagoniste erano tre sorelle.ricordo solo il nome della piu piccola diamante e il suo fidanzato era un pilota di nome fabrizio.non sono sicura che fosse di delly.se qualcuno ricorda il nome me lo scrive.

  16. angela scrive:

    E’ da un pò di tempo che,non so peerchè, mi è venuto alla mente la trama di un libro che ho letto quando ero ragazzina (ho 50anni)che racconta di tre ragazze in collegio.La loro amicizia è forte e alla fine, quando termineranno gli studi e dovranno andar via dal college, il libro diventa di una nostalgia che all’epoca pensavo che anch’io avrei voluto vivere una tale esperienza. Lo so che non è molto come indizio, ma se qualcuno potesse aiutarmi a ricordare e a ritrovare il libro ne sarei felicissima. (Forse “tre americane a Longvall”?)Grazie

  17. Maddalena scrive:

    rispondo a Sara (anche se è già passato un anno e mezzo!)
    Il romanzo che ricorda dove le protagoniste erano due sorelle (una di nome Diamante) e una cugina è: “E c’eran tre donzelle…” autrice Cia Lary (italiana)
    edizione Salani Editore collana biblioteca delle signorine (che è quella dove sono stati pubblicati i romanzi di Delly. E’ un libretto divertente, romantico da leggere con simpatia, se lo si trova! Ovviamente un po’ antico, perchè è stato pubblicato negli anni ’50.

  18. GINA Ricci scrive:

    Giovedì 21 maggio 2009 per tutta la giornata
    convegno su Delly

    di studiosi francesi, spagnoli e italiani

    Suore Teatine
    salita di Monte del Gallo 25
    00165 ROMA

  19. bruno scrive:

    delly e’ favoloso ho tutti i romanzi 104 e’ inimitabile hanno saputo interpretare l’animo umano

  20. Ada scrive:

    io di anni ne ho 75 e mi è venuta voglia di leggere un libro di Cia Lary, mi è passato fra le mani quando avevo sedici anni e all’improvviso mi è venuto mente di volerlo rileggere….credo proprio che me lo devo dimenticare di nuovo visto che non lo trovo da nessuna parte,neanche nelle biblioteche tanti libri di Delly ma niente Lary ,peccato, l’avrei anche comperato…….. Io abito a Padova e se c’è qualcuno che mi può indirizzare dove trovarlo glene sarei grata.Ciao a tutti

  21. lia scrive:

    Per Ada. Nelle biblioteche dovresti trovare i romanzi di Cia Lary, altrimenti nei mercatini antiquari. Intanto se vuoi sapere tutto di questa scrittrice vai sul sito http://www.letteraturadimenticata.it

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