Andando per libri

Era un po’ che non facevo un giro in libreria solo per dare un’occhiata, di solito so sempre quello che voglio e comunque ultimamente ci vado sempre meno. Ieri però mi sono presa del tempo e ho riscoperto una libreria a Latina (“Libreria Candido” si chiama) che negli ultimi anni mi aveva deluso per via delle scelte poco interessanti e per nulla originali che aveva fatto: sempre i soliti 4 editori, classici e best-sellers in bella mostra, un’infinità di guide turistiche, manuali vari e inutili libri sul territorio pontino.

Adesso invece il magazzino è stato rimpolpato e forse hanno cambiato la persona che si occupa dei contatti con i distributori perché ci ho trovato titoli curiosi e moltissimi libri di piccole case editrici.

Ho scoperto così che la Rosellina Archinto Editore ha pubblicato un libro di Truman Capote che non conoscevo, Una casa a Brooklyn Heights: poco più di 50 pagine in cui Capote racconta la vita in questo piccolo angolo di New York con le sue case coloniali, gli spazi verdi, i personaggi eccentrici e un po’ naives. Proprio in questa casa Capote scrisse alcuni dei suoi libri migliori e molti anni dopo quelle stesse mura antiche hanno restituito un inedito pubblicato l’anno scorso da Garzanti, Un incontro d’estate, di cui si è già parlato. Sul sito di Minimumfax si può leggere un’intervista rilasciata da Capote a Pati Hill proprio nel salotto del suo appartamento a Brooklyn Heights che secondo la giornalista rispecchiava molto la personalità del suo proprietario.

Sempre nello spazio dedicato all’Archinto ho divorato (in piedi) 84, Charing Cross Road, appena ristampato, il libro d’esordio (1970) della scrittrice statunitense Helene Hanff in cui viene raccolta la lunga corrispondenza epistolare tra l’autrice e gli impiegati di una libreria antiquaria londinese nell’arco di vent’anni (dal 1949 al 1969). La Hanff si rivolge alla “Marks & Co.” per reperire antichi testi del ‘700 e lentamente l’amore per i libri trasforma un rapporto tra acquirente e venditori in un’intima amicizia. Particolare è il legame con Frank Doel, un commesso che lei definisce “l’unica creatura al mondo che mi capisce”. La Hanff riesce a recarsi a Londra dai suoi librai solo per seguire l’edizione inglese del suo libro, ma a quel tempo la libreria ha già chiuso i battenti e Frank è morto da tempo. (Del viaggio all’84 di Charing Cross Road racconterà poi nel romanzo autobiografico The Duchess of Bloomsbury Street del 1973). 84, Charing Cross Road è un libricino delizioso, pieno di amore per i libri e di curiosità verso la vita, non solo un percorso per iniziati o topi da biblioteca, ma soprattutto la storia di un’affinità elettiva che travalica lo spazio e il fisico (certo io speravo che alla fine si sarebbero incontrati e innamorati, ma non sempre il lieto fine ci è concesso). Nel 1987 è stato tratto anche un film dal libro, con la regia di David Hugh Jones e Anne Bancroft e Anthony Hopkins nei ruoli dei protagonisti della vicenda.

L’ultima scoperta del mio pomeriggio libresco è la raccolta di racconti Varietà di esilio di Mavis Gallant pubblicato da Rizzoli con una prefazione scritta dalla stessa autrice l’aprile scorso. Canadese trapiantata a Parigi, la Gallant 85 anni pieni di energia e brio feroce è diventata famosa in tarda età soprattutto con i suoi racconti (in tredici raccolte), tutti scritti con ironia sferzante e una certa freddezza di stile che sostiene però storie toccanti e intense, spesso incentrate sul tema dell’esilio, del distacco, della memoria di ciò che si è perso.

Varietà di esilio è il secondo libro della Gallant ad arrivare in Italia e raccoglie quattro racconti lunghi in cui l’esilio non è più geografico ma intimo, i personaggi di queste storie si perdono e si allontano da se stessi, fanno dei giri immensi senza meta e senza ritorno o restano in sospeso sempre in attesa, in cerca di qualcosa. Sono uomini e donne colti in brevi attimi, mentre compiono gesti all’apparenza insignificanti che invece si dimostrano definitivi, distratti e smarriti in balia della loro vita.

La prefazione da sola vale come un racconto: la Gallant è stizzosa e acuta, parla della creazione letteraria e della finzione come frutto delle esperienze filtrate dalla memoria, rievoca i momenti in cui ha concepito i vari racconti, riporta un aneddoto della vita di Anatole France e dopo aver quasi stabilito che “una cosa romanzesca è una bugia”, conclude: “Questo è ciò che penso oggi. Domani potrei credere in qualcosa di completamente diverso”.

Del resto è la stessa che ha scritto: “La letteratura non è né più né meno che una questione di vita e di morte”.

Incantevole!

15 Commenti a “Andando per libri”

  1. seia scrive:

    Tanto vero? 😉

  2. barbara68 scrive:

    Squisiti colpi d’occhio, soprattutto Gallant mi attira perché mi da materia sulle mie riflessioni in carne viva, forse stavolta riesco s comprarmi uno dei libri (sempre magnifici) che consigli tu, cara Seia
    bisou 😉

  3. Christian scrive:

    Ma vai coi guanti, per libri ‘sommersi’?
    A me mi viene l’orticaria, sennò.

    PS Che bello essere stizzosi e acuti!

  4. seia scrive:

    Barbara: sapevo che avresti gradito, ci ho proprio pensato quando ne scrivevi. Che vuol dire che ti darà materia per le tue riflessioni in carne viva? POi dimmi che ne pensi dopo averlo letto.

    Christian: Mi rivesto di lattice da capo a piedi per evitare tarme e polvere ma il fascino del trovatesori è più forte di ogni mia idiosincrasia.
    Si è bello essere acuti e stizzosi, è quando si è solo stizzosi che la cosa non va bene, vero Chris? 🙂

  5. christian scrive:

    Adoro i post alla ricerca dei libri… e prima o poi dovrei approfondire Capote, lo so! Piacevolissima lettura.

  6. fede scrive:

    Ehi, ti ho beccata! Sono tornato solo da ieri e sono venuto subito a cercarti, visto? L’america è un grande paese abitato da piccole menti spesso 🙂
    Strano che mi fosse sfuggito ‘sto posto prima di conoscerti. Rimedio e mi faccio un giro qui intorno.
    Ciao bellezza (ci si ritroverà prima o poi?)
    Fede

  7. paolo b. scrive:

    Molto deliziosa si 🙂
    Oggi ho comprato la Gallant: fantastica. Dovrebbero darti una rubrica fissa di libri da qualche parte signorina!
    Il Capote invece penso che lo lascio dove sta, dieci euro per poco più di 40 pagine sono un’esagerazione. Fai bene a leggere certi libri in libreria 🙂

  8. seia scrive:

    christian: approfondiscilo, è un dovere morale! 🙂

    fede: ciao! Bentornato allora. Il mondo è piccolo, figurati se non ci si ribecca 🙂

    paolo: hai ragione è un prezzo scandaloso, ma l’archinto è una mia debolezza e se non me l’avesso mandato proprio oggi l’avrei comprato alla fine 🙂

  9. gabriella scrive:

    “84, Charing Cross Road” è un libro veramente delizioso, molto raffinato. Bella quell’amicizia che si sviluppa negli anni e si trasforma in concreta solidarietà transoceanica durante la seconda guerra mondiale… Il film con la Bancroft ed Hopkins altrettanto bello, due grandi attori e una sceneggiatura e regia rispettosa, delicata. Molto bello. Certo non un film di cassetta, infatti credo non sia facile trovarlo in giro nei negozi di DVD (non so nemmeno se esista, il DVD).
    La Gallant: trapiantate o no in Europa, scrittrici canadesi brave ce ne sono. La letteratura canadese riserva secondo me — come per motivi completamente diversi quella degli ex Paesi dell’Est — un sacco di sorprese.

  10. seia scrive:

    Gabriella: mi hanno detto che il film è molto bello e voglio assolutamente vederlo. Penso anche io che il Canada riservi belle sorprese.

    paolo: non esageriamo va 🙂

  11. christian scrive:

    Il problema e’ sempre lo scaffale dei libri da leggere… sono un inguaribile amante delle ore in libreria e non riesco mai a uscirne senza qualche libro sotto braccio! 🙂

  12. seia scrive:

    Io ho risolto la dipendenza con tutta una serie di precauzioni e accorgimenti che volentieri condivido con te 🙂

    1 i libri me li mandano le case editrici o li richiedo se proprio li voglio disperatamente

    2 non acquisto più libri che costino al di sopra dei 15 €

    3 il mio stipendio ultimamente si è drasticamente ridotto e per forza di cose la spesa dei libri è stata decisamente tagliata.

    4 ma soprattutto, essendo adorabile, ricevo parecchi libri in regalo 😉

  13. christian scrive:

    1. beata te, io li compro e li pago 🙂
    2. piu’ o meno penso di fare lo stesso… sono davvero rari i libri sopra quella cifra… mi ci vuole un motivo molto particolare come qualche libro di fumetti a cui non posso dire di no 🙂
    3. ma parliamo d’altro!
    4. ahah, io li ricevo comunque anche se non sono necessariamente adorabile… regalo e ricevo spesso libri, si vede che ho troppi amici/amiche intellettuali! 😉

  14. sigurd scrive:

    °non acquisto più libri che costino al di sopra dei 15 €

    quindi non avrai “Suttree” di McCarthy, “2666” di Bolano e il nuovo Ellroy “Il sangue è randagio”. Ahi!

    visto che si parla di scrittrici canadesi, io ci metterei anche Margaret Atwood

  15. seia scrive:

    sigurd: poi a volte a quella regola derogo, ma fortunatamente i libri me li mandano e me li regalano quindi posso leggere anche quelli che costano di più senza venir meno al principio 🙂
    Ho letto McCarthy, non ho letto Ellroy e non penso lo farò, di Bolano ho letto I detective selvaggi ma pur riconoscendone la grandezza non è il mio genere e quindi ho archiviato l’autore. Atwood l’ho letta lo stesso periodo della Gallant e l’ho trovata meno interessante.

Scrivi un commento