Archivio di April 2009

A pensar male si fa peccato ma…

Monday 27 April 2009

Ieri notte al Maurizio Costanzo Show una tipa che pare sia un’attrice abbastanza famosa e pure una scrittrice (improvvisata), vantava le proprie origine luinesi e dichiarava di esserne fiera perché Luino aveva dato i natali a illustri personaggi. Mentre lei terminava la frase, io mi stupivo del fatto che la tipa conoscesse Piero Chiara o Vittorio Sereni e stavo già per fustigarmi per la mia solita malafade, accentuata da un maledettissimo raffreddore che mi teneva sveglia a guardare la tv, quando finalmente aggiunge i nomi di questi concittadini famosi: Francesco Salvi, Enzo Iachetti, Massimo Boldi.

CVD.

Guns of the Patriots

Saturday 25 April 2009

Mentre si preparano a festeggiare il 25 Aprile senza averne il minimo diritto e senza mostrare un po’ di pudore, tengono in caldo un disegno di legge (proposta di legge n. 1360/08) che di fatto, vuole equiparare coloro che facevano i rastrellamenti per conto dei nazisti a chi è stato internato nei campi di concentramento, e i repubblichini di Salò ai partigiani che morirono per la libertà, perché:

 

l’istituzione dell’Ordine del Tricolore deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria. […] Questo progetto di legge è coerente con la cultura di pace e di pacificazione della nuova Italia, post-bellica, repubblicana e democratica; memore delle distruzioni morali e materiali provocate dal conflitto mondiale; orgogliosa della rinascita operata dalla laboriosità del suo popolo; rinnovata nelle istituzioni di una classe dirigente espressa per la prima volta dal popolo, libero e sovrano; consapevole della necessità di rimarginare le ferite di un passato tragico e cruento nell’interesse dell’intera collettività”

 

A parte l’evidente ipocrisia di mettere la parola bontà tra virgolette a sottolineare che sì, in effetti la posizione presa da chi si schierò con i nazisti e decise di aderire alla Repubblica Sociale non era giusta, però dai, mica c’era della malafede, hanno scelto secondo coscienza e per quello in cui credevano, vogliamo punirli per questo? Per una scelta sbagliata? Come se decidere da che parte stare non la dica lunga sulla dignità che quella scelta conferisce. Come se scegliere di sostenere chi ha sterminato milioni di esseri umani, rastrellato paesi e villaggi, distrutto città, giustiziato oppositori politici e tradito amici e parenti, possa davvero essere considerata un’opzione praticabile e giustificabile. Come se discernere tra cosa sia giusto e sbagliato, non abbia alcun valore.

Dicevo, a parte questa palese ipocrisia, mi domando quale sia “la cultura di pace e di pacificazione della nuova Italia”, e soprattutto quale sia questa nuova Italia. 

Forse l’Italia senza memoria, che tende a dimenticare e confondere, a sfumare posizioni e fatti storici, a riscriverli secondo la convenienza del momento.

Non ci sono alibi, né scusanti, né virgolette che tengano, la libertà di cui tanto si sproloquia in questo periodo e quella democrazia martoriata negli ultimi sessant’anni dal malcostume, la corruzione, il malaffare, le connivenze, le convenienze, le ingerenze, i segreti di Stato, le stragi, i burattinai occulti, i fondi neri, quel poco di libertà e di democrazia che ancora ci resta, non deve nulla ai repubblichini, ai collaboratori, ai delatori: nasce contro di loro, nasce nonostante loro, nasce dalla loro sconfitta.

 

 



Ecco. In realtà avevo iniziato a scrivere il post per parlare della Luna è tramontata di John Steinbeck, un romanzo sulla resistenza norvegese nel corso della seconda guerra mondiale, ma poi l’indignazione e l’amarezza hanno preso il sopravvento e del libro se ne riparla magari, sono troppo incazzata al momento. Ma voi leggetelo intanto.




 



 






 

In memoria

Tuesday 21 April 2009

E’ morto James Ballard.

Non ho molto tempo per scrivere un pezzo e quindi ne riciclo uno vecchio, perché ho comunque voglia di celebrare il grande scrittore.

Eccolo qua.

Do ut des

Thursday 2 April 2009


Via mail, su Facebook, vis a vis o tramite dei piccioni viaggiatori, mi sono stati consigliati altri libri da scegliere su Ibs per “spendere” il regalo di Andrea e vi aggiorno.

 

Federico Baccomo, alias Duchesne autore di questo libro di cui poi parliamo (e che nonostante violi, come lui stesso mi ha fatto notare, almeno 2 regole del “vademecum al consiglio libresco” che ho redatto, mi è piaciuto), mi ha suggerito Il mago di John Fowles perché “il finale del mago è uno dei più belli (forse il più bello) che abbia mai letto”; Luigi mi ha suggerito Piccadilly Jim di Wodehouse (“perché te lo consiglio io”) e La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Sterne ma li ho già letti anni fa e poi disperato – e anche un po’ esasperato secondo me – se n’è uscito con Gli uomini e le rovine di J. Evola che consigliarlo proprio a me mi pare un po’ azzardato. Ma a lui si perdona tutto.

 

E poi libri di amici e parenti dei suggeritori, che nemmeno nomino, o libri improbabili per fare i fenomeni, tipo Parerga e Paralipomena di Schopenhauer, il classico libro che uno non ha mai letto ma cita come suo preferito per darsi un tono. Io l’ho letto invece anni fa, ma non è per nulla tra i miei preferiti, nemmeno negli ultimi posti in classifica, mi sa che nemmeno ce lo metto in classifica.

 

Invece aggiungo un altro libro che ho inserito motu meo, Principianti di Raymond Carver. Eh lo so, vi ho sorpresi, ma sono troppo curiosa. E poi si riparla anche di questo sicuramente.

 

Per non essere scortese visto tutti i consigli che sto ricevendo, ricambio con qualche segnalazione al volo: L’America e gli americani e altri scritti di John Steinbeck, una raccolta degli articoli giornalistici del grande scrittore e degli scritti preparatori a Furore. Nonostante Steinbeck sia stato un liberale parecchio distante dalle mie posizioni politiche e che questo libro lo allontani un po’ dallo stereotipo dello scrittore impegnato e di sinistra a cui spesso è stato legato qui da noi, non posso che leggere ammirata anche queste pagine e dargli ragione anche per l’increscioso incidente occorso durante il suo viaggio in Italia e che lo ha visto in forte contrapposizione con l’Unità.

 

Da leggere è anche un altro libro Marsilio appena uscito, oltre al divertente e originale Studio illegale, con un bellissimo titolo: I cinquanta nomi del bianco di Franco Limardi, che si conferma interessante autore noir, senza gli ammiccamenti o le storpiature di un genere ormai inflazionato qui da noi.

 

Sublimi poi, sono Le letture facoltative di Wislawa Szymborska. La grande poetessa recensisce di tutto, dai libri di giardinaggio ai manuali tecnici e intanto ci delizia con la sua ironia e con acute osservazioni sulla vita, la letteratura, e l’arte. Sono curiosa di sapere se il libro pubblicato dalla Libri Scheiwiller è davvero un’edizione ulteriore delle letture come sembra suggerire il titolo, o solo una riedizione, non lo trovo in libreria da sfogliare. Qualcuno mi illumini!

 

Per far rosicare gli amanti di Raymond Chandler come me, o i collezionisti, sappiate che è appena giunta nella mie mani – grazie a Davide e al suo amico “libraio magico” – una sceneggiatura scritta per un film che poi non fu mai girato del 1947 e poi ridotta a romanzo molti anni dopo. Mentre il romanzo, dal titolo Ancora una notte è ancora abbastanza reperibile, Playback, questo il titolo della sceneggiatura, ha avuto una sola edizione nel 1988, almeno mi pare che sia così, non ho fatto delle indagini approfondite, ma so per certo che difficilmente si trova in giro, se si esclude una versione a fumetti del 2007: il che non è proprio la stessa cosa. (So che su questa cosa del fumetto verrò bastonata).

 

Ma il consiglio più utile riguarda un libro che è assolutamente da evitare, una vera sòla. Conquistata dal titolo letto di sfuggita mentre un ragazzino ce l’aveva in mano durante una visita al mio amico librario, gli ho fatto ordinare anche per me una copia di Eretiche, bisbetiche, profetiche. Le donne di William Shakespeare, che io pensavo fosse un saggio breve ma utile sulle donne del bardo. In realtà, a parte una concisa e abbastanza banale introduzione al mondo elisabettiano, al teatro con gli uomini che ricoprivano tutti i ruoili, e alle donne della vita dello scrittore inglese il libro non fa che riportare interi brani di tutte le opere shakespeariane, senza uno straccio di analisi critica, senza note, senza bibliografia ragionata o non, senza una tesi da dimostrare come ogni saggio che si rispetti. Pessimo libro e pessima operazione Bur, soprattutto calcolando che questo testo pare sia per lo più adottato dalle scuole superiori, mi piacerebbe sapere a cosa può servire.

 

Per ora è tutto.