Il florilegio (cit. arcaica)

Lo dico sempre: faccio fatica ad aggiornare il blog, a seguire quello che succede in giro, curo solo il tumblr perché mi diverte ed è immediato, mentre anche la mia farm su Facebook ormai è avviata al fallimento.

Prometto che sarò più costante con la mia rubrica di libri, anche perché se non dovessi essere precisa e puntuale nemmeno con una delle cose che volevo di più al mondo, sebbene la “Posta del cuore” di Natalia Aspesi resti il mio traguardo massimo, allora forse dovrei ritirarmi qualche anno in Tibet – senza Brad Pitt, Davide stai tranquillo! Poi lo sai che non è il mio tipo – per riflettere a lungo su quello che davvero voglio fare della mia vita, perché comincio a credere di non essere molto equilibrata in questo.

Ma sto diventando troppo ombelicale per i miei gusti e quindi torniamo a bomba, e tutto questo era per dire che se potessi riempire questo blog con le email che ricevo e i carteggi che si creano con alcune persone in certi momenti e, non so davvero spiegarmi il perché, ma mi capitano spesso situazioni anomale o divertenti o bizzarre, avrei risolto qualsiasi problema di fidelizzazione del lettore e di gestione del poco tempo che mi lascia il resto della mia vita e potrei tranquillamente giocare a Tetris, mentre le statistiche circa i miei accessi al blog crescono in maniera esponenziale.

Uno di questi carteggi posso riportarlo con il beneplacito dell’altra protagonista, che anzi è ben contenta di essere citata e riconosciuta: infatti secondo me è completamente pazza, ma di quella pazzia che rasenta il genio e io la trovo simpaticissima.

Andiamo con ordine.

Mentre mi occupo di promuovere Stilos con l’invio del comunicato stampa e del banner per gli abbonamenti alla rivista, mi arriva una risposta all’email del comunicatgo con l’oggetto cambiato rispetto all’originale: 

Oggetto: Re: “Stilos: la rivista dei libri” torna in edicola a fine Gennaio – e nel frattempo e’ nata la Neo Edizioni

Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 20.07

 Salve,

mi chiamo Isabella Tramontano e curo l’ufficio stampa della casa editrice abruzzese NEO edizioni.

Sono contenta che voi torniate in edicola, vi leggevo, e la cosa mi ha fatto anche riflettere sorridendo: quante cose accadono mentre noi non ci siamo, anche se usciamo per poche decine di minuti. In questi due anni vi comunico che siamo nati noi, la NEO.

Stiamo avendo un discreto successo, ma 24 mesi son pochi per gridare vittoria. Sarei contenta se voi deste attenzione alla nostra casa editrice, secondo me siamo bravi, se può valere. Ora come ora, vorrei che leggeste il libro del nostro autore (omissis). Pronta a inviarvelo.

In attesa di un bel pezzo su di me, addetto/a stampa (sui generis?)

Aspetto Vostre,

Isabella

Dopo un primo momento di perplessità comincio a ridere e rispondo subito all’addetta stampa sedicente-sui generis:

 Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 20.13

A: isabella

 Ciao Isabella,

Intanto in bocca al lupo per il vostro lavoro.

Innanzitutto ti comunico che ti rispondo a titolo personale e non come redattrice della rivista, perché mi hai fatto sorridere con questa tua email e quindi se vuoi mandarmi il libro del vostro autore sarò lieta di leggerlo e poi decidere se parlarne o meno su Stilos.

Puoi inviarlo a (omissis)

Posso prendere un pezzo della tua email e pubblicarla sul mio tumblr? E’ divertente 😀

 buon lavoro

Seia

Lei mi risponde dopo 2 minuti, si vede che la nostra vita sociale al momento langue pesantemente:

 Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 20.15

A: Seia

ti mando tutto e ti chiedo di farmi felice.

mi citerai? anche no, eh.

grazie,

Isabella

Queste parole mi fanno pensare al “Coprimi di soldi” che è il tormentone in “Jerry Maguire” con Tom Cruise e, come tutto quello che mi fa pensare a Tom Cruise, mi piace e a questo punto sono già conquistata alla causa Montanaro

Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 20.19

A: isabella

Certo che ti citerò! Secondo me il problema della maggior parte delle case editrici italiane a parte la qualità degli autori, scarsa nel 95% dei casi è anche l’incapacità di chi ne cura gli uffici stampa, poco motivati, per niente attivi, nessun’iniziativa, non seguono i loro autori, tu sei troppo simpatica e anche molto intraprendente quindi, a prescindere da come sarà il libro, ti meriti tutto il meglio.

Quanto a farti felice, non prometto nulla, probabilmente non mi conosci e non hai letto i miei pezzi su carta o su blog, ma passo per essere una vera stronza con gli esordienti italiani, quindi… 😀

S.

 Da: isabella

 Date: 13 gennaio 2010 20.23

A: Seia

azz.

ora ti svelo una dinamica delle case editrici italiane: se il pezzo e’ brutto l’addetto stampa viene chiamato in una stanza buia e lasciato lì in isolamento per giorni.

vuoi questo per me?

Io scrivo per una rivista on line, Novamag.it, e ricevo molti comunicati stampa e  concordo: sono noiosi, tutti uguali per tutti. ma lo stesso addetto non si rompe?

Io effettuo delle vere e proprie prestazioni comunicative ogni volta.

Dove posso leggerti?

Isabella

 “Prestazioni comunicative” mi ha prostrato l’ammetto, ma lei è troppo forte e quindi continuo a cedere.

 Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 20.41

A: isabella

 Non pensare di farmi sentire in colpa, chi promuove un brutto libro che intasa un mercato già saturo di monnezza si merita questo e altro 😀

Conosco Novamag.it, la leggo qualche volta, non è male. E un po’ il lavoro di addetta stampa mi è capitato di farlo in passato quando ho iniziato anni fa con la prima rivista letteraria e cercavo di essere originale con i comunicati e ora lo faccio solo per promuovere autori ai quali mi dedico  esclusivamente perché ci credo, o per Stilos che ha bisogno di essere rilanciato al momento.

(omissis)

Puoi leggermi su (omissis, l’elenco è noioso e non ha a che vedere con la nostra storia). Domani faccio un post con questo scambio di email, magari sistemandole un po’, ma mantenendone lo spirito e lo faccio leggere prima di pubblicarlo così vediamo se approvi o meno 🙂 

Seia

Lei che ha capito che ormai mi ha in pugno, anche perché dei titolari degli uffici stampa italiani quelli che mi piacciono si contano sulle dita di una mano, umanamente e professionalmente, il migliore resta Stefano Fedele, che prima era in Donzelli e poi in Avagliano e ora si occupa in gran parte d’altro, restando sempre nella comunicazione; e poi ho un’ammirazione sconfinata per l’ufficio stampa di Miminumfax, il precedente e quello attuale, che creano rumore e eventi intorno ai libri della casa editrice, e ha contribuito non poco a farla diventare in poco tempo una casa editrice di penso sul mercato italiano. E questo, nonostante io non condivida la pubblicazione di più di metà dei loro libri. Molto brave sono poi Silvia Tessitore di Zona Editore, Lucrezia De Palma che ora purtroppo lavora per la Coniglio editore e i libri che mi propone di solito non sono il mio genere (e non dovrebbero essere il genere di nessuno a dire il vero) e Fiammetta Biancatelli di Newton Compton. E la maestra per me, anche perchè viene dal giornalismo è Stefania Nardini, che di esperienza nella comunicazione (e non solo) ne ha da vendere. Molti addetti stampa invece sono sbrigativi, noiosi, pedanti, maleducati, ripetitivi, per niente appassionati, poco attenti, incapaci di coinvolgerti e di farti incuriosire ai libri che ti presentano e che secondo me loro per primi non hanno letto o non leggerebbero. E poi scrivono questi comunicati tutti uguali, poco brillanti, poco accattivanti, per niente studiati. 

Come dicevo, Isabella ormai ha capito di avermi impugno e quindi raddoppia la posta! 

Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 20.46

A: Seia

Non per Stilos, ma per le altre pagine bianche che riempi, ti allego la scheda di un libro nostro che amo molto. Fammi sapere, obiettiva e cruda come mi sa sei.

(sai che io ho affossato un nostro libro? mi vergognavo di parlarne…)

 Tra donne: quanti anni hai?  Io 33.

 Sistema, taglia cuci, fai tu.

Isabella 

 

Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 20.48

A: isabella

Ne ho 34 e ti sei dimenticata l’allegato! 😀 

 

Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 20.53

A: Seia

Evvai!

Isabella

 

Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 21.05

A: isabella

Capita sempre anche a me 🙂

Dalla scheda mi pare interessante: è già uscito?

 

 Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 21.09

A: Seia

Dicembre, ma – visto il tema, com’e’ scritto – e’ sempre attuale.

Pensa, è stato messo in scena al piccolo di milano, e forse la prossima iraquena sarà  Ottavia Piccolo.

Quando l’ho letto e sono rimasta in trance per due giorni.

te lo mando, ja.

Isabella

 

Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 21.13

A: isabella

 🙂

ok, qualcosa mi dice che mi piacerà più questo dell’altro, ma li leggerò tutti e due ja 😀

S.

 

Da: isabella

Date: 13 gennaio 2010 21.15

A: Seia

Ahahaha.

Buona serata e grazie,

Isabella

Da: Seia

Date: 13 gennaio 2010 21.16

A: isabella

Buona serata anche a te 🙂

 S.

I due libri mi sono arrivati subito, e siccome il mio istinto quasi mai mi tradisce, già so che il secondo libro è quello che mi piacerà parecchio, ho fatto il mio test delle dieci pagine lette a caso qui e lì e nemmeno una mi ha deluso. L’altro è molto esordiente, molto italiano, molto poco per me (e per tutti penso, ma come promesso lo leggerò tutto prima di parlarne bene o male o d’ignorarlo, a parte un veloce feedback alla fantastica Isabella, che secondo me tutte le case editrici dovrebbe correre per cercare di accaparrarsela come ufficio stampa).

Qualche stralcio dal libro che mi pare notevole, Palace of the end, una piéce teatrale scritta da Judith Thompson – che conoscevo già per la sceneggiatura del film “L’altra metà dell’amore” – che racconta in tre monologhi il conflitto in Iraq prendendo il punto di vista, o meglio immaginandolo, di tre personaggi realmente esistiti e che con questa guerra hanno avuto molto a che fare:

Mi chiedo se mi manderanno al gabbio per otto anni come Charlie. E’ strano, sapete, se le cose andavano in un altro modo, invece di star qua in ufficio e aspettare il processo, avrei potuto avere anch’io un telefilm che parla di me. Lei è veramente un eroe e sapevate che anche lei viene dal West Virginia? Sì, credo che Jessica Lynch è l’idolo degli americani. Io invece sono il segreto dell’America gridato al mondo intero e loro no, mica ne sono  contenti.

A parlare qui è Lynndie England, la soldatessa americana fotograta mentre seviziava alcuni dei prigionieri del campo di tortura di Abu Grahib.

Il mio albero di datteri non è bellissimo? Ci sono più di trecenta varietà di datteri. Potete immaginarlo? Quando ero incinta del mio primogenito volevo provare ogni tipo di dattero, ma mi sono fermata a cento. Si, cento varietà. Veramente, tutti hanno pressappoco lo stesso sapore, ma non dite a un iracheno che ho sostenuto questo!!!

Sapete per centinaia, migliaia di anni, i datteri con il latte di cammello erano la dieta dei Beduini, proprio come le patate erano la dieta degli irlandesi.

Rovinare questo albero è imperdonabile. Nell’antichità un militare diceva: “Non uccidere una donna, un bambino o un vecchio. E non tagliare un albero“.

Cos’è successo? Ormai è solo un gioco. E’ un danno collaterale.

E’ la voce di Nehrjas Al Saffarh, attivista irachena e moglie di un oppositore di Saddam Hussein.

Si, credo decisamente di non sbagliarmi su questo libro.

That’s all folks.

19 Commenti a “Il florilegio (cit. arcaica)”

  1. Alberto scrive:

    “quante cose accadono mentre noi non ci siamo, anche se usciamo per poche decine di minuti” è già la mia frase preferita della settimana. Poi volevo spezzare una lancia a favore dell’editore Coniglio, che pubblica la bellissima rivista Musica Leggera. Me ne faccio sempre mettere da parte una copia dal giornalaio.

  2. Alberto scrive:

    ps. bel titolo 🙂

  3. seia scrive:

    alb: è stata anche la mia per più di 10 minuti! Comunque io la lancia la spezzerei sulla schiena del coniglio, se è così bella pubblicassero solo la rivista, perché i libri…

    ps
    Il titolo? E’ una citazione così, niente di che 😀

  4. isabella scrive:

    dire che ho riso e’ poco.
    avere dei complimenti e da un’altra donna da’ un piacere enorme.

    tra lance che si spezzano su schiene e a favore di, io me ne pianterò una in petto se non ti conoscerò personalmente, esimia Seia.

  5. Francesco scrive:

    Seia, è la fine.
    Ora Isabella ci chiederà un aumento e noi dovremo vendere i diritti di “Palace of The End” all’Einaudi per far fronte alla cosa.

    Non ridevo così da non so quanto :). Sarebbe bello che il riso avesse sempre questa qualità.

    C’è da attendersi una rubrica a quattro mani? Magari dal titolo “Tra donne: quanti anni hai?”
    Oppure perché non un bel libro a quattro mani?
    Sappiate che avete già un editore.

  6. marco scrive:

    Cosh, Isabella è tosta.
    Io se avessi una casa editrice la assumerei subito. Anzi, pure senza casa editrice mò le faccio una controproposta. Una che non potrà rifiutare.

    Viva la Neo.
    Via Isaiena.

    Marco Marsullo

  7. seia scrive:

    Isabella: la lancia in petto mi ha quasi ucciso! E so che di non essere stata l’unica a morirne dal ridere 😀
    Siccome la perdita sarebbe grave in tutti e 3 i casi, incontriamoci!

    Francesco: a parte che l’aumento di stipendio se l’è già più che meritato mi pare 🙂 Poi sul libro a 4 mani io ci sto e ti dico: ricoprici di soldi! 😀

    Marco: a parte che ignorare del tutto la titolare di questo blog non mi è parsa una cosa carina e ancora stento a riprendermi 🙂 Poi naturalmente la proposta che non si può rifiutare voglio saperla anche io! E se è così buona, Isabella, per il nostro incontro lancia in resta, paghi tu e il posto lo scelgo io! 🙂

  8. Giuliana scrive:

    Mioddio, la sceneggiatrice de L’altra metà dell’amore?
    Io VOGLIO quel libro!!!
    Isabella, quando conoscerai Seia personalmente, fatti fare i muffin.

  9. seia scrive:

    giuliana: t’aspettavi da me ‘sta coltissima citazione cinefila? 🙂 Il libro l’ho quasi finito, è scritto benissimo e sarei davvero curiosa di vederlo rappresentato, se lo fanno al Piccolo prendiamo e andiamo tutte e 3 a vederlo! E smettila si spargere la voce sui miei muffin che non c’ho tempo!!!! 😀

  10. Giuliana scrive:

    Vabbè, io lavoro perché tu cominci a pensare in grande, al distributore di muffin da piazzare in tutti gli uffici. Magari, a furia di richieste, ti convinci! 😀

  11. Sik scrive:

    Seia, questo è un colpo bassissimo!
    Voglio dire, non bastava tessere le lodi di Isabella, dire che è brava e simpatica… dovevi proprio dire “tutte le case editrici dovrebbero correre per cercare di accaparrarsela come ufficio stampa”?
    Cribbio, ci toccherà respingere orde di barbari alla porta che vogliono accaparrarsi i suoi servigi e ci toccherà farlo a suon di rialzi economici. Non ce lo possiamo permettere…

    Ti prego, dille che lavorare per una piccola casa editrice è stimolante, poetico, e aiuta ad accrescere l’autostima. Dille che solo da noi può trovare quel calore umano che tutti ricercano, dille le vogliamo bene (anche se, onestamente, è una brava rompicoglioni) e dille che le imprese impossibili sono quelle che danno la gloria eterna.
    Diglielo, ti prego!

    Un editore finito.

  12. isabella scrive:

    Seia, anche io voglio i muffin!
    Seconda cosa: io sarò sullo psicotico andante, ma hai visto i miei capi?

  13. seia scrive:

    giuliana: ma te l’ho detto che ogni tanto ci penso, soprattutto quando vado al forno pasticceria che c’è sotto il mio ufficio e che chiamiamo Bulgari per via dei prezzi: vendono i muffin, non male ma sicuramente meno buoni dei miei, a 2 €, facendo un calcolo io potrei sfornargliene 50 al giorno per 1 € l’uno (a me costerebbero compreso lo spreco energetico circa 30 cent l’uno) e loro avrebbero comunque il 100% del guadagno senza altri costi perchè potrei portarglieli personalmente andando a lavoro, prima o poi glielo propongo.

    Sik: pagala di più! Le chiacchiere stanno a zero 🙂

    Isabella: pensa che ne sto preparando proprio ora per una cena con le mie amiche – e in via del tutto eccezionale perché per un po’ ho deposto pentole e grembiuli perché non ho voglia né tempo di cucinare – di due tipi diversi: muffin salati al pesto e poi al gouda e cumino, quelli che ha assaggiato Giuliana erano invece muffin dolci. Farò una deroga per te prima o poi, so per certo che rimangono deliziosi anche se li spedisci per posta 🙂
    (In effetti mi sembra una gabbia di matti più che una casa editrice e ti credo che a volte prendete dei granchi, ma deve essere divertente! 🙂 )

    ps

    Ho visto le foto sul flickr della casa editrice e ti giuro che ho subito immaginato quale tipo di foto sarebbe stata la tua dopo, aver capito l’oggetto di tutte le immagini 🙂

  14. isabella scrive:

    devi vedere le nostre immagini di torino: là io non ho avuto freni. mi puoi trovare a caterpillar con Serra e Celestini che mi sistemo i capelli (ma ero in radio) o con Dorfles a cercar d’essere seria.
    MUUUUFFIIIINNNNNNN!!!

  15. seia scrive:

    Dove si trovano? E basta co’ ‘sti muffin che siamo tutti a dieta mo’! 😀

  16. Anonymous scrive:

    Non essere triste, i grandi non muoiono mai. Ti ho pensato parecchio stasera.

  17. Sergio scrive:

    Volevo conoscere “la brillante critica” (cit.) dopo aver visto la bella ragazza e non sono per nulla deluso. Anzi. A presto Seia

  18. seia scrive:

    sopravviverò.

    Sergio: meno male. Certo potevi essere meno prevenuto e fidarti sulla parola 😀

  19. sergio scrive:

    Seia cara, io sono come San Tommaso se non vedo e non credo e anche se avevo già visto e creduto dovevo anche leggere per avere una visione d’insieme. Ora ce l’ho e la coltiverò.

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