Prenditi una pastiglia…

Domani Stilos torna in edicola con il numero II del nuovo corso, ancora più ghiotto e pieno di articoli, recensioni, interviste, inediti e omaggi (qui se v’interessa, trovate il comunicato stampa ufficiale).


Intanto la copertina è dedicata a tre scrittori under 30 – Silvia Avallone con Acciaio (Rizzoli), Valentina Brunettin con I cani vanno avanti (Alet) e Paolo Piccirillo con Zoo col semaforo (Nutrimenti) – (ed è la mia prima copertina quindi dovete assolutamente comprare la rivista!); poi c’è un interessante servizio sulla letteratura olandese oggi; molti testi inediti e racconti (di Enrico Brizzi, Domenico Cacopardo, Predrag Matvejievic, Giuseppe Conte, Dario Voltolini, Andrea Vitali); un’anteprima dal prossimo romanzo di Dario Voltolini dal titolo Foravia, in uscita da Feltrinelli a maggio; le rubriche fisse di grandi firme del mondo della cultura; le incursioni nei fumetti, nel cinema e nell’arte; e l’attenzione ai libri di sempre, con decine di recensioni e interviste.

Inoltre in omaggio ci sono un inedito di Marcello Fois – una pièce teatrale dal titolo “Stanze” – e un quaderno monografico di 32 pagine dedicato a Leonardo Sciascia.


Intanto dal numero I ecco il primo pezzo della mia rubrica Pastiglie, dedicata ad Harry Grey.


Libro che va, libro che viene per Harry Grey.

Pseudonimo di David Aaronson, sebbene alcuni fonti lo riconoscano come Harry Goldberg, Grey è uno degli autori dalla fortuna più altalenante nella storia della letteratura mondiale: il suo nome vivrà per sempre della luce riflessa del capolavoro di Sergio Leone, “C’era una volta in America” – basato in parte proprio sul suo primo libro, The hoods (1952), fortemente autobiografico, tradotto per “Longanesi” nel ‘66 in Mano armata da Adriana Pellegrini – tanto che molti ignorano che il film non sia una storia originale.

A distanza di più di trent’anni dall’ultima edizione di Mano armata, (sempre “Longanesi” del 1983) è appena uscito per “Mattioli1885” il terzo e ultimo romanzo di Grey, Portatrait of a Mobster (1958), inedito per il nostro paese, ma poco conosciuto anche in patria, tradotto da Francesca Pratesi in Ritratto di un gangster (mentre ancora nell’oblio è il suo secondo libro Call me Duke scritto nel 1955, che in Italia ha avuto una sola edizione negli anni ’60).

Arthur Flegenheimer, il gangster del titolo, detto Dutch Schultz per le sue origini tedesche, non è un personaggio complesso e romantico come il David-Noodles-Aaronson di Mano Armata, e in questo gioca un ruolo fondamentale l’assenza di autobiografismo nella sua storia, quella componente nostalgica da ricerca del tempo perduto, che caratterizza la vicenda di Noodles.

Dutch è invece un poco di buono senza scrupoli, pronto a tutto per il denaro, con una passione sfrenata per le donne, soprattutto se giovani e disinibite. Il romanzo ne racconta la rapida ascesa nella malavita del proibizionismo, tra poliziotti corrotti, rosse femmesspeakeasy, e l’irrefrenabile caduta. fatali e viziosi

Lo stile è quello asciutto e incisivo di Grey, ma la sua voce qui è meno lirica, più nervosa, quasi spietata.

 


ABBONATEVI!


5 Commenti a “Prenditi una pastiglia…”

  1. paolo scrive:

    La tua rubrica è sfiziosa, seguirò Stilos per non perdermela 🙂
    In realtà m’interessa, poi ti dico che ne penso.

  2. Anonymous scrive:

    Non l’ho ancora trovato e anche il primo numero ho impiegato un po’ a trovarlo, che faccio mi fido di te, come sempre, e mi abbono?
    Ebbrava Seia!

    Marco

  3. seia scrive:

    Paolo/Marco: grazie e abbonatevi! 🙂

  4. Anonymous scrive:

    scusa, ma dove si trova?

    L’ho cercata in edicola, ma non l’ho trovata.

    L’ho cercata in una libreria con edicola, e mi han risposto : Eh??? non la seguiamo…

    grazie 🙂

    S

  5. Giuliana scrive:

    Trovai il numero di marzo in una delle edicole indicate dal link. Per ora forse non mi abbono. Preferisco andare in edicola in centro, così mi faccio anche una passeggiata! 😀
    Comunque faccio un aggiornamento al post marchetta.

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