Pastiglie I

Pubblico qui le prime dodici puntate (quelle dell’anno scorso quindi) di “Pastiglie”, la mia rubrica su Stilos dedicata ai libri persi e/o ritrovati.


Libro che va, libro che viene per Harry Grey.

Pseudonimo di David Aaronson, sebbene alcuni fonti lo riconoscano come Harry Goldberg, Grey è uno degli autori dalla fortuna più altalenante nella storia della letteratura mondiale: il suo nome vivrà per sempre della luce riflessa del capolavoro di Sergio Leone, “C’era una volta in America” – basato in parte proprio sul suo primo libro, The hoods (1952), fortemente autobiografico, tradotto per “Longanesi” nel ‘66 in Mano armata da Adriana Pellegrini – tanto che molti ignorano che il film non sia una storia originale.

A distanza di più di trent’anni dall’ultima edizione di Mano armata, (sempre “Longanesi” del 1983) è appena uscito per “Mattioli1885” il terzo e ultimo romanzo di Grey, Portatrait of a Mobster (1958), inedito per il nostro paese, ma poco conosciuto anche in patria, tradotto da Francesca Pratesi in Ritratto di un gangster (mentre ancora nell’oblio è il suo secondo libro Call me Duke scritto nel 1955, che in Italia ha avuto una sola edizione negli anni ’60).

Arthur Flegenheimer, il gangster del titolo, detto Dutch Schultz per le sue origini tedesche, non è un personaggio complesso e romantico come il David-Noodles-Aaronson di Mano Armata, e in questo gioca un ruolo fondamentale l’assenza di autobiografismo nella sua storia, quella componente nostalgica da ricerca del tempo perduto, che caratterizza la vicenda di Noodles.

Dutch è invece un poco di buono senza scrupoli, pronto a tutto per il denaro, con una passione sfrenata per le donne, soprattutto se giovani e disinibite. Il romanzo ne racconta la rapida ascesa nella malavita del proibizionismo, tra poliziotti corrotti, rosse femmes fatali e viziosi speakeasy, e l’irrefrenabile caduta.

Lo stile è quello asciutto e incisivo di Grey, ma la sua voce qui è meno lirica, più nervosa, quasi spietata.


dal numero di febbraio 2010 di Stilos

5 Commenti a “Pastiglie I”

  1. Felice Muolo scrive:

    Ciao, come stai?
    Leggevo come al solito il blog a ritroso e ti ho incrociato. Sono ad Aprile 2005.

  2. seia scrive:

    Hai quasi finito 😀

  3. Felice Muolo scrive:

    Ho rallentato per prolungare il godimento.

  4. Anna Baccarato scrive:

    Oh bel blog, complimenti! mi piace il tuo stile 🙂
    Sono capitata qui per caso, mi sa tanto che darò una spulciata in giro!
    Conosco Grey da qualche anno e mi sono innamorata di questo scrittore fin dalla prima pagina che ho letto.
    A presto

    Anna

  5. casiniro quality books scrive:

    Questo è forse il libro di Gray che mi è piaciuto di meno… comunque consiglio questo autore a tutti i miei amici, anche io lo adoro 🙂
    Sapreste consigliarmi qualche altro scrittore altrettanto brillante?
    Grazie!

Scrivi un commento