Archivio della Categoria 'cibo e dintorni'

Il capolavoro definitivo

Friday 7 August 2009

Cheesecake fresca ai frutti di bosco

 

Per uno stampo da 30 cm

per la base:

200 g di Mcvitie’s digestive

100 g burro

per la farcia:

300 g yogurt naturale intero

400 g di philadelphia

250 ml panna da montare

6 cucchiai di zucchero a velo

12 g colla di pesce

1 bustina di vanillina

per la copertura:

200 gr di frutti di bosco frullati

300 gr di frutti di bosco interi

50 ml di acqua

50 gr di zucchero

5 gr di colla di pesce

Un cucchiaino di succo di limone

Procedimento:

Sbriciolare i biscotti non troppo finemente, e unirli al burro fuso, amalgamare bene il composto, pressarlo sul fondo della tortiera precedentemente foderata di carta forno e riporre in frigo a solidificare.

Mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda.

Mescolare il Philadelphia, con lo yogurt, lo zucchero, la vanillina e il succo di limone. Montare la panna lasciandone 2 cucchiai da parte e poi aggiungerla lentamente al composto di formaggio, mescolando dal basso verso l’alto.

Sciogliere la colla di pesce nei due cucchiai di panna liquida ponendoli brevemente in un pentolino sul fuoco basso e dopo averli fatta un po’ raffreddare mescolarli al resto della farcia.

Livellare tutto con una spatola e porre in frigo a solidificarsi.

Preparare la salsa di mirtilli ponendo i frutti di bosco frullati con lo zucchero e il limone in un pentolino a cuocere per circa 15 minuti e far raffreddare. Ammollare in acqua fredda e poi sciogliere in acqua calda la colla di pesce e aggiungerla alla salsa.

Dopo qualche ora spalmare per bene la salsa sulla torta di formaggio e lasciare ancora 1 ora in frigorifero a solidificare e poi decorare con i 300 grammi di frutti di bosco interi rimasti. 

E’ paradisiaca, garantisco.

 

Ho letto troppi brutti libri ultimamente per aver voglia di parlare di letteratura – compresi i primi due arrivati allo Strega, che ancora perdono tempo a darsele di santa ragione dalle pagine dei giornali, invece di pensare che hanno scritto dei libri illeggibili – così meglio scrivere la ricetta di un dolce goloso e fresco, che peraltro è il mio cavallo di battaglia, anche perché ormai con la testa sono già in vacanza.

All around my ombelico

Sunday 27 July 2008

Sebbene la mia mente sia ormai proiettata verso i prossimi quindici giorni di soggiorno siciliano (precisamente qui), tutto il resto sembra invece non risentire del clima vacanziero e così mi ritrovo a lavorare più del solito, accatastare libri su libri (senza alcuna voglia di leggerli), gestire scadenze e impegni che preferirei ignorare (e nel giro di 2 mesi infatti, mi sono fatta scappare la possibilità di gestire l’ufficio stampa di una casa editrice che mi piace molto; non ho scritto nemmeno una riga del saggio che deve essere pronto per dicembre; ho bucato tre interviste con personaggi di rilievo che altri avrebbero fatto carte false per averle; ho evitato incontri che sarebbero stati fondamentali per la mia carriera).

Semplicemente sono molto stanca, ma non si tratta solo di questo.

 

Certo è stato un anno impegnativo: dalla scorsa estate ad oggi, si sono succeduti avvenimenti importanti, cambiamenti epocali, opportunità, impegni, obblighi, e gestire tutto insieme ha reso complicate anche le cose belle. Ho persino rischiato di commettere errori irreparabili, ma poi sono fortunatamente rinsavita. Ho accumulato stress e stanchezza e ora ho voglia di cambiare di nuovo.

 

Mi annoio.

Mi annoiano i libri, gli scrittori, le interviste, le pagine culturali, gli editori, gli uffici stampa, le quarte di copertina, le bozze, gli inediti, le classifiche. Mi annoia dover spiegare perché un libro vale la pena di leggerlo, perché quell’altro non avrebbe dovuto essere pubblicato, perché quel tipo dovrebbe smettere di scrivere, e quell’altra sarebbe meglio che facesse la massaia o l’avvocato, non sicuramente la velina delle patrie lettere. E le brutte edizioni, le pessime traduzioni, i titoli roboanti, le fascette esagerate, i capolavori solo esibiti, la carta sprecata. Gli intellettuali, gli aspiranti scrittori, quelli che scrittori non lo sono proprio, gli scribacchini, i semi-analfabeti graforroici, gli adulatori, i convinti, gli arrivati che non sono nemmeno mai partiti, gli intoccabili. Quelli che ti mandano il loro “piccolo libro, sperando che ti piaccia, ma so che sarai giusta e obiettiva e accetterò ogni critica vorrai farmi” e poi appena la ricevono, questa critica, ti scrivono email minatorie o ti riempiono di sciocche domande su quanto gli hai detto del libro, fingendo di non capire che hanno scritto una schifezza e che meno ne parlano in giro, meglio sarebbe. Le riviste a ogni angolo del web, i magazine patinati, la free press culturale che preferirei pagare, pur di avere contenuti migliori e meno marchette o scoop urlati come nella peggiore stampa scandalistica.

 

Fino a poco tempo fa, quando volevo fare un regalo a qualcuno a cui tengo, gli regalavo un libro, ora invece cucino per lui/lei.

(Continuo a regalare libri solo a Davide e ad Alberto, perché sono cresciuti coi libri in mano e poi li scrivono e non possono farne a meno, e al figlio della mia amica Barbara, che deve crescere e so che verrà su sano, senza pretese intellettualistiche o velleità artistiche, e che quindi legge per i motivi giusti: perché ha voglia di storie e per passare il tempo. Ha amato molto Il Giovane Holden, sta scoprendo Ray Bradbury con Fahrenheit 451 e forse sta coltivando una passioncella per la fantascienza. A sua sorella invece, che ha 8 anni, è piaciuto Eloise a Parigi, ma lei preferisce giocare “a maestra”).

 

Così tra ieri e oggi, ho cucinato:

 

una cenetta per due con

 

tortino di ricotta al pesto destrutturato

muffin alla ricotta e pomodori confit con origano

muffin con wurstel tritati e emmenthal

arrosto di maiale al limone caramellato

patate al forno

panna cotta specchiata su ganache al cioccolato

 

(trovo bellissimo il linguaggio legato al cibo e alla sua preparazione: confit, ganache, crumble, chutney, far, flan, soufflé, coulis, mousse, bronoise, tart tatin, glassare, emulsionare, bardare, dressare, flambare, frollare, frullare, specchiare, destrutturate, tirare, incorporare. In nessun modo in cucina, puoi spacciare un molleux per un flan, o confondere un salsa con una vellutata: la parola più giusta per ogni cosa)

 

e poi, muffin al doppio cioccolato per il figlio di Barbara, scones con gocce di cioccolato per Barbara, far bretone di mele caramellate per mia madre, tre diversi tipi di torte mono-porzioni per mio fratello e mia sorella (cioccolato, limone e semi di papavero, zenzero e cannella), pancakes classici per la colazione di Davide, budino al cioccolato per mio padre. Per me volevo preparare le brioches siciliane ma ci vuole troppo tempo e per domani devo consegnare un articolo sull’immigrazione cinese in Italia e questo libro qui, e sono già in ritardo.

 

Tutto questo per dire che al momento l’unica cosa di cui vorrei occuparmi è di un posto come questo, in cui unire i libri al cibo, preparare pietanze succulente per i clienti che davvero amano la lettura, tenere corsi di cucina e letture di libri che non si trovano più.

 

 

Magari a settembre…

 

 

 

 

 

 

L’angolo del gourmet

Sunday 9 September 2007

Petto di vitello alla fornara” (qui per la nostra ricetta fotografica): buon appetito!

Il dinamico duo ai fornelli presenta:

Sunday 2 September 2007

Bistecche di lombo al curry in letto di renette al lime“. Qui per la ricetta fotografica: Clerici, attenta a te!